Caso Ragusa, Cassazione: «Rivedere posisione marito, non emerge innocenza»

Caso Ragusa, Cassazione: «Rivedere posisione marito, non emerge innocenza»
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Giovedì 21 Aprile 2016, 17:53 - Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 21:12

Il gup che ha prosciolto Antonio Logli - l'uomo indagato per la scomparsa della moglie Roberta Ragusa - ha sbagliato a non effettuare «una disamina globale ed unitaria degli indizi» conducendo, invece, «una analisi parcellizzata ed atomistica delle dichiarazioni delle persone informate sui fatti, rilevandone contraddizioni interne ed inidoneità probatorie, senza però porle a confronto tra loro (tranne quelle del Campisi e del Camoscini, posti a confronto dallo stesso pm) e con tutti gli altri elementi del compendio indiziario, ai fini del giudizio prognostico circa l'utilità del dibattimento».

Lo scrive la Cassazione segnalando uno degli errori «metodologici» commessi dal gup. I supremi giudici hanno accolto il punto di vista della Procura di Pisa, dei familiari della Ragusa - difesi dall'avvocato Enrico Maria Gallinaro - e del legale dell'associazione 'Penelopè, Nicodemo Gentile, che hanno sottolineato come le dichiarazioni dei testi Gozi, Gombi e Piampiani non sono state messe dal gup in relazione con «tutto il resto del materiale investigativo che, invece, veniva trattato in modo sbrigativo e incompleto» nella sentenza di proscioglimento.

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