MARIO DRAGHI

Sottosegretari in arrivo
Dentro Forza Italia
è partita la corsa

Venerdì 19 Febbraio 2021

 ROMA Forza Italia non si dà pace. Ora che è tornata in maggioranza con il governo di unità nazionale, c'è grande fermento per i posti in ballo come sottosegretario. Senza contare la doppia partita della vicepresidenza della Camera (lasciata libera da Mara Carfagna promossa ministro) e quella del nuovo capogruppo a Montecitorio (dopo l'ingresso di Maria Stella Gelmini nella squadra di Mario Draghi). Tre appuntamenti importanti, con tanti che accampano pretese, visto che si tratta di allettanti opportunità politiche dopo anni di opposizione dentro un centrodestra a trazione sovranista, se non veri e propri trampolini di lancio per alcuni. Molti aspirano all'upgrade, infatti, per uscire dall'ombra di un partito crollato al 5-6% e dilaniato dalla guerra tra correnti. Con l'ala moderata che ha rialzato la testa con tre suoi deputati (Carfagna-Gelmini-Brunetta) diventati ministri e punta a scardinare quello che loro considerano il cerchio magico, filosalviniano, con in mano attualmente la golden share del partito. I tempi sono stretti. Salvo sorprese, lunedì Draghi completerà la sua squadra con sottosegretari e viceministri, mentre mercoledì 24 la Camera dovrà eleggere il vicepresidente sostituto di Carfagna. Il totonomi è scatenato. In questi giorni si è parlato di una maxilista di circa venti papabili azzurri per completare il team di 'Super Mariò, rispetto ai sette posti in palio. Secondo gli ultimi rumors, la rosa dei desiderata di Silvio Berlusconi si sarebbe ristretta e riguarderebbe sempre 5 senatori, compreso il rappresentante dell'Udc, ma non più 2 deputati ma 3, perché si sarebbe liberata un'altra casella dopo il notevole ridimensionamento in Parlamento delle truppe grilline causa l'espulsione di vari dissidenti. In corsa per un sottosegretariato, al netto delle sorprese dell'ultimo momento, sarebbero, tra gli altri, i senatori Francesco Battistoni, Gilberto Pichetto Fratin e Dario Damiani; i deputati Giorgio Mulè, Andrea Mandelli, Francesco Sisto, Valentino Valentini, Matteo Perego di Cremnago. Come quote rosa si fanno i nomi delle senatrici Gabriella Giammanco e Alessandra Gallone. Per i centristi, al Senato nel gruppo di Fi, sarebbero in corsa Paola Binetti e Antonio Saccone.

Discorso a parte, quello sul sottosegretario con delega allo sport: tre gli azzurri in lizza, ma molto dipenderà da un'altra partita, quella della presidenza della Figc, che si giocherà lunedì mattina quando dovrà essere eletto il numero uno della Federazione del gioco calcio appunto. Favoriti, dunque, sarebbero tre deputati: lo schermidore olimpionico Marco Marin, il presidente della Fin Paolo Barelli e Cosimo Sibilia, ma quest'ultimo dovrebbe rinunciare alla candidatura a presidente della Figc che lo vede contrapposto all'attuale presidente federale, Gabriele Gravina. Sottogoverno, vicepresidenza della Camera e capogruppo a Montecitorio. Questi, dunque, i tre passaggi chiave per una Forza Italia che prova a rilanciarsi, con un coordinatore unico, Antonio Tajani (affiancato da una donna, la presidente dei senatori Anna Maria Bernini), alle prese con una delle fasi più delicate del movimento azzurro, che si è ritrovato forza di governo con i consensi più bassi dalla sua fondazione, nel '94. Quanto all'incarico di vicepresidente della Camera, Fi non molla la presa e punta a piazzare una delle sue donne al posto della Carfagna: l'ex ministro Stefania Prestigiacomo o Annagrazia Calabria, anche se tra i pretendenti ci sarebbe sempre Simone Baldelli, vice capogruppo a Montecitorio e delegato d'aula.

Più complicata la partita per il 'dopo Gelminì alla guida dell'assemblea di Montecitorio. Tajani ha proposto di nominare il nuovo presidente dei deputati con una «votazione democratica» e non per acclamazione, ma alcuni temono che in questo momento le elezioni potrebbero portare a una resa dei conti interni, che formalizzerebbe la spaccatura interna tra l'ala liberal-moderata e il fronte sovranista. Ancora non è stata fissata una dead line, un data per trovare il successore della Gelmini: di certo, si attenderà la nomina dei sottosegretari con tanti azzurri in lizza, papabili pure per l'incarico di capogruppo, ma poi, raccontano, una decisione dovrà esser presa, soprattutto per evitare 'vuoti di poterè in questa fase transitoria con un accordo tra correnti su un nome non divisivo. In pole ci sarebbe sempre il 'facente funzionì Roberto Occhiuto, in predicato di diventare il candidato del centrodestra alla presidenza della Calabria, Regione chiamata al voto dopo la prematura scomparsa dell'azzurra Jole Santelli. Le elezioni calabresi dovrebbero tenersi in primavera o a giugno, ma per preparare al meglio la campagna elettorale, bisogna partire in anticipo e sciogliere il nodo Occhiuto, appunto. Ieri nel totonomi per il posto di capogruppo si è aggiunto il coordinatore regionale del Piemonte, Paolo Zangrillo. Continuano a circolare le candidature del portavoce unico dei gruppi azzurri, Mulè, dato in corsa pure per un posto di sottosegretario; dell'ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo e di Mandelli, responsabile Sanità del partito, anche lui indicato nella squadra di Draghi. Qualche altra candidatura è tenuta per ora 'copertà. Si attendono nuovi sviluppi la prossima settimana, che potrebbe essere decisiva per sbloccare lo stallo attuale.

 

 

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