Forza Italia, sondaggi a picco. Panico nel gruppo della Camera: aprire riflessione

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Sabato 19 Gennaio 2019, 20:11

Non c'è pace dentro Forza Italia. La candidatura alle europee di Silvio Berlusconi e le voci sempre più insistenti di un gruppo parlamentare autonomo dei "totiani" pro Lega, avrebbero dato la stura a tutti quei malumori mai sopiti all'interno del corpaccione di un partito sempre più preoccupato del futuro in vista delle elezioni europee e a rischio salvinizzazione secondo la vecchia guardia.
Ad agitare le acque, stavolta, l'ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli che dà Fi al 7 per cento e il Carroccio in volata, ben oltre il 35%. Il malcontento azzurro,  che di fatto ripropone la guerra sotterranea tra filoleghisti e ortodossi berlusconiani, si sarebbe spostato sulla chat riservata dei deputati. Nel mirino la linea del partito e anche la gestione del gruppo della Camera.
Ad accendere le polveri via chat sarebbero bastate le parole del coordinatore regionale dell'Emilia Romagna, Galeazzo Bignami, secondo il quale, raccontano, i sondaggi vanno sempre soppesati con cautela, ma se anche dopo il varo della manovra economica Fi viene data in discesa mentre altre forze crescono, vuol dire che bisogna aprire una riflessione interna sulla linea politica.
La richiesta di confronto infiamma il dibattito, in poche ore replicano in tanti. C'è chi si schiera con Bignami, c'è chi invece, forte dell'ultimo sondaggio di Tecnè che stima Fi in aumento, dal 10,8 al 12%, invita alla calma e ad evitare polemiche, perché così si fa solo il gioco di chi ci vuole male e si avvantaggia la Lega.
I fedelissimi di Giovanni Toti ne approfittano per rilanciare la necessità di un vero rinnovamento. Alla fine intervene Maria Stella Gelmini, per gettare acqua sul fuoco, chiedendo a tutti la massima unità attorno al leader Berlusconi.

Per Alessandro Sorte, giovane "totiano" doc, minimizzare le parole di Bignami sarebbe un errore. Anche Davide Bendinelli, coordinatore regionale del Veneto, avrebbe sottolineato l'urgenza di un confronto serio nel gruppo, perché si fa finta di andare tutti dalla stessa parte ma c'è chi rema contro. Mauro D'Attis, coordinatore regionale della Puglia, avrebbe messo in guardia dal rischio balcanizzazione di Fi e, una volta precisato di non condividere lo schema di Toti, avrebbe invitato i "totiani" a schierarsi una volta per tutte e a dire se intendono stare di qua o di là, perché a maggio ci sono solo due alternative: votare Ppe o non votarlo.
Andrea Orsini avrebbe provato a calmare gli animi, assicurando che i sondaggi nel complesso danno segnali di una lieve ripresa e per questo la linea del partito non va cambiata. Non ci sarebbero alternative, insomma, per Orsini, perchè non si può accentuare il conflitto con la Lega, né attenuarlo.
A questo punto, raccontano, sarebbe intervenuta Maria Stella Gelmini, per rasserenare gli animi. La presidente dei deputati di Fi avrebbe definito legittime tutte le preoccupazioni e invocato la compattezza del gruppo, chiedendo la massima unità a sostegno della candidatura di Berlusconi alle Europee. Va bene discutere all'interno, ma, avrebbe sottolineato Gelmini, bisogna evitare fuori ogni tentativo di voler accreditare Fi come divisa e a rischio scissioni.

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