Green pass, durata ridotta a 9 mesi. Terza dose per over 40 da lunedì

Green pass ridotto a 9 mesi. Over 40, terza dose da lunedì
di Mauro Evangelisti
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Venerdì 19 Novembre 2021, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 14:03

La decisione è presa: la durata del Green pass sarà ridotta. Passerà dagli attuali 12 mesi a 9. Quest’estate il Comitato tecnico scientifico aveva dato il via libera al processo contrario, a una estensione da 9 a 12 mesi, ma con un avvertimento: aspettiamo dati scientifici per una conferma di questo provvedimento. L’esperienza maturata, anche sulla base dei riscontri di altri Paesi come Israele dove è stata registrata una diminuzione della protezione fornita dal vaccino dopo sei mesi, ha consigliato un nuovo taglio alla durata. Prima dell’approvazione del provvedimento al Consiglio dei Ministri, però, ci sarà un passaggio al Cts.

Lo stesso succederà per introdurre l’obbligo della terza dose per gli operatori sanitari. Va detto che anche la Commissione europea prepara un aggiornamento «sulla raccomandazione sulla libertà di movimento e questo includerà elementi sulla validità dei certificati di vaccinazione». Intanto il Lazio si prepara a una mossa inedita: vuole vaccinare con la terza dose non dopo sei mesi dalla seconda, ma dopo cinque. Ancora, però, la scelta anticipata ieri dal direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, deve essere ufficializzata e probabilmente sarà offerta come opzione solo alle forze dell’ordine.

 

PENALIZZATI

Ma perché il governo prende tempo sulla riduzione dell’estensione del Green pass? Partiamo da un numero: 3,3 milioni. Sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale prima del 31 marzo 2021. Tagliare la validità del Green pass avrà un effetto devastante perché una parte consistente di quei 3,3 milioni si ritroverà già alla fine dell’anno senza certificazione verde. Certo, l’obiettivo nobile del provvedimento è convincere tutti a prenotarsi per la terza dose, che fa scattare una nuova estensione della validità della certificazione. C’è però un problema: tra quei 3,3 milioni c’è una piccola quota di under 40 (insegnanti, ricercatori, forze dell’ordine) che, anche volendo, non possono ottenere la terza dose, visto che per ora è riservata solo ai meno giovani. Il problema è ben chiaro ai tecnici del Ministero della Salute.

E non è un caso che ieri sera il generale Francesco Figliuolo abbia fatto una nuova mossa per velocizzare i richiami. La fascia di età 40-59 anni poteva andare agli hub per la terza iniezione solo dal primo dicembre. Ieri il commissario ha inviato una circolare alle Regioni in cui spiega: anticipiamo al 22 novembre le terze dosi per quella fascia di età. Bisogna correre per poi aprire, in tempi rapidi, anche a chi ha meno di quarant’anni in modo da non causare caos e ingiustizie, soprattutto a gennaio e febbraio, con il taglio della durata del Green pass.

 

E soprattutto per tutelare la salute di molte più persone. Conferma il ministro della Salute, Roberto Speranza: «La curva del contagio sale nel nostro Paese e, ancora di più, nei Paesi europei vicini all’Italia. Il vaccino è lo strumento principale per ridurre la diffusione del virus e le forme gravi di malattia. È giusto, quindi, anticipare al 22 novembre la campagna per i richiami vaccinali per la fascia d’età 40-59 anni». Figliuolo, nella circolare, parla di «ampia disponibilità dei vaccini e dell’elevata capacità di somministrazione dei punti vaccinali attualmente operativi».

Negli ultimi giorni si registra un assalto agli hub. In molti (tra gli over 60 vaccinati con seconda dose più di sei mesi fa) corrono a ricevere il richiamo. Secondo Gimbe, però, stanno diminuendo le dosi a disposizione: con questi ritmi potrebbero terminare nel giro di un mese. Spiega l’analisi della fondazione: «Al 17 novembre risultano consegnate 99 milioni di dosi, ma in assenza di nuove forniture (per la quinta settimana consecutiva) le scorte scendono a quota 7,6 milioni di dosi». Entro la fine dell’anno è necessario rinnovare la protezione a quasi 16 milioni di italiani.

 

ATTESA

Dalla struttura commissariale comunque assicurano: nelle prossime settimane saranno consegnate nuove forniture di dosi di vaccino (ormai l’Italia usa solo Pfizer e Moderna) e non c’è rischio di carenza. Anche per questo motivo l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato, ieri è tornato alla carica, chiedendo al governo di anticipare le terze dosi per tutti, offrendole non a sei mesi dalla seconda, ma a cinque mesi. Questa decisione è già stata presa in Gran Bretagna e, più di recente, della regione di Berlino. La condivide anche il direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia: «Andiamo a vaccinarci già dal quinto mese per la terza dose, noi nel Lazio vaccineremo dal quinto mese e vaccineremo già le forze dell’ordine, cioè coloro che sono a contatto con il pubblico». Ieri in Italia altri 10.638 positivi, 69 decessi e un incremento dei ricoveri di 45 unità.

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