Falsi vaccini per rilasciare il Green pass, indagato un guaritore padovano. Decisive le intercettazioni

Falsi vaccini per rilasciare il Green pass, indagato un guaritore padovano. Decisive le intercettazioni
di M.A.
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 08:55 - Ultimo aggiornamento: 09:04

PADOVA - Ci sono nuovi indagati nell'ambito dell'inchiesta che il 10 novembre scorso ha portato all'arresto del 64enne medico vaccinatore Mauro Passarini, ai domiciliari a Marina di Ravenna, con l'accusa di avere simulato vaccinazioni per il Covid per fare ottenere il Green pass a decine di no vax. In particolare spiccano tre persone indagate per falso in concorso. Tra queste c'è Riccardo Cattelino, pranoterapeuta guaritore, attivo ad Arlesega, frazione di Mestrino nella cintura urbana di Padova. Gli uomini della Squadra mobile di Ravenna sono convinti che Cattelino sia il tramite tra i no vax e il medico. Il pranoterapeuta guaritore padovano, secondo il pubblico ministero Angela Scorza di Ravenna, sarebbe lo snodo di tutti i contatti tra la città romagnola, Padova e Belluno, dove almeno dieci persone avrebbero ricevuto una vaccinazione fittizia.


LE INTERCETTAZIONI

A sostenere l'impianto accusatorio, con Cattelino unico anello di congiunzione tra il medico Passarini e i no vax, ci sarebbero centinaia di intercettazioni telefoniche. Indagata per falso in concorso con il medico 64enne, sarebbe anche una donna di Udine accusata di avere veicolato altri no vax. Infine c'è un allenatore di tennis di Ravenna il quale, in ragione del suo ruolo, avrebbe canalizzato pure alcuni minorenni fino al 64enne. A quest'ultimo la polizia è arrivata perché si tratta dell'uomo che avrebbe consigliato Passarini al medico del reparto Infettivi dell'ospedale di Ravenna il cui Green pass è finito tra i 191 finora sequestrati. Passarini deve rispondere anche di peculato per almeno 13 fiale Pfizer trovate abbandonate a temperatura ambiente in uno dei suoi ambulatori. E di corruzione per i 1.550 euro che la Squadra mobile ravennate gli aveva trovato in tasca al momento della prima perquisizione, il 17 ottobre, quando un no vax dalla provincia di Belluno era andato a Marina di Ravenna con la nuova compagna e la figlia minorenne per ricevere dal 64enne quelle che l'accusa ha inquadrato quali vaccinazioni simulate, come del resto ha confessato il medico. Passarini agli inquirenti, in merito ai 1.550 euro in contanti trovati nel suo studio, aveva detto che dovevano servirgli per pagare un corso di meditazione tenuto proprio dal guaritore padovano.

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