Trump, primo presidente Usa a partecipare alla marcia antiaborto

Venerdì 24 Gennaio 2020 di Anna Guaita
Trump, primo presidente Usa a partecipare alla marcia antiaborto

Più di qualsiasi altro presidente che lo ha preceduto, Donald Trump fa di tutto per rimanere fedele alle sue promesse elettorali e assicurarsi il sostegno della sua base. Una politica confermata ieri, quando è diventato il primo presidente a partecipare di persona alla marcia degli anntiabortisti che si è tenuta nella capitale.

La “Marcia per la vita” si tiene ogni anno da quando nel 1973 la Corte Suprema ha reso l’aborto legale. Ma i presidenti che ne condividono le posizioni al massimo intervengono con una telefonata dalla Casa Bianca, come hanno fatto Ronald Reagan e George Bush. Trump è stato il primo a salire sul podio e a parlare direttamente alle migliaia di persone convenute, che lo hanno applaudito con gran calore.

E come è sua caratteristica, il presidente ha pronunciato un discorso senza possibilità di aperture o dialogo con la parte avversa, sostenendo anzi che i democratici sono degli «estremisti», e che lo attaccano «perché sono con voi, perché difendo la santità della vita».

Trump nel passato è stato «molto pro-choice», come lui stesso si era definito. Ma da quando è diventato presidente ha abbracciato in pieno le posizioni degli elettori evangelici: «I bambini non nati che non hanno mai avuto un difensore così forte alla Casa Bianca» ha affernato. Ed effettivamente nei suoi tre anni da presidente Trump ha nominato due giudici antiabortisti alla Corte Suprema e oltre 150 alle Corti di Appello. Ha anche passato leggi che rendono l’accesso all’aborto e alla contraccezione più difficile, e cancellato regole che invece lo rendevano più accessibile anche alle donne indigenti.

Ieri Trump ha salutato i numerosi giovani nella folla come gli esponenti di «una generazione pro life che dà un esempio morale e che difende un'eterna verità: che ogni bambino è un dono prezioso e sacro».

Il presidente non aveva al fianco la first lady Melania, che secondo molte voci ha invece posizioni pro-choice. E il suo discorso era infuso di toni religiosi, alquanto strani in una persona notoriamente poco religiosa. «Quando vediamo l'immagine di un feto, vediamo la grandezza della creazione divina» ha sostenuto Trump, che sta dando aperto sostegno agli Stati che negli ultimi due anni hanno passato leggi che rendono l’aborto più difficile se non impossibile.

La sua posizine è duramente criticata dalle associazioni pro-choice, che lo accusano di non essere davvero “pro-life” ma solo “anti-aborto”, in quanto spesso «nella sua presidenza ha dimostrato disinteresse per la vita dei poveri, dei malati, dei diseredati, dei profughi in fuga davanti a pericoli mortali».
 

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