«Femminicidi, entro un mese aumento indennizzo per i figli delle vittime»

Lunedì 17 Giugno 2019
Una donna vittima di violenza

«L'indennizzo per i figli di madri vittime di femminicidio è risibile, parliamo di 7-8.000 euro, a breve una modifica al regolamento di attuazione potrà quintuplicare la somma». Il prefetto Raffaele Cannizzaro, commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti, lo ha detto  intervenendo  a Napoli al convegno «Io ci sono», organizzato dalla Fondazione Polis.

«Parliamo - ha detto Cannizzaro - della legge 122 del 2016 che prevede indennizzi per vittime reati violenti e quindi anche femminicidio. Attualmente il figlio di una donna uccisa in ambito familiare percepisce 7-8 mila euro dopo aver affrontato peraltro delle spese per la pratica. Ora stiamo lavorando a questo regolamento che è all'attenzione dei ministeri di Interni, Giustizia ed Economia, arriveremo a breve alla conclusione:  direi entro un mese l'importo sarà quintuplicato e la cifra aumentata potrà essere richiesta anche da chi ha già ricevuto il primo indennizzo. Non parliamo di cifre esorbitanti, circa 35.000 euro, ma che si inseriscono in un intervento di tre tipi». Cannizzaro ricorda infatti che ai figli delle donne uccise va anche «un ulteriore sostegno per la loro vita a partire dagli studi di ogni ordine e grado e poi c'è l'intervento per le famiglie che si prendono in carico i minori. L'idea è di arrivare a fondi che si avvicinano alla vita reale per minori che si trovano orfani, perché se la madre è stata uccisa vuol dire che il padre è in prigione e perderà la potestà genitoriale a seguito dell'uxoricidio. Ma ricordo anche che nel 30% dei casi c'è il suicidio del padre».

Una vittima ogni 60 ore

Al convegno è intervenuta anche Lucia Annibali. «Qualche mese fa un ramo del Parlamento ha approvato il cosiddetto codice rosso, che crediamo abbia diverse criticità e rischi di restare lettera morta senza risorse finanziarie». Questo l'allarme sulla norma per una corsia preferenziale che assicuri velocità nelle indagini sui casi di violenza contro le donne, lanciato dalla parlamentare del Pd. «Sono stati fatti - ha proseguito Annibali - molti passi in avanti dal punto di vista legislativo in questi anni ma credo che il proliferare di norme non sia vincente soprattutto se non sono norme sostenibili». Annibali, sfregiata con l'acido dal 2013 da due uomini inviati dal suo ex fidanzato, ha ricordato che «la violenza si annida nelle disparità tra uomo e donna, è un fenomeno che ha radici culturali e quindi su quello dobbiamo lavorare andando a scardinare gli stereotipi che sono alla base. La violenza non è una emergenza sociale ma un fenomeno strutturale della società, quindi bisogna costruire una società che sia più paritaria».

Ultimo aggiornamento: 15:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA