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Sciopero taxi, da Roma a Milano giorno nero nelle città: ecco le ragioni della protesta

Sciopero taxi, da Roma a Milano giorno nero nelle città: ecco le ragioni della protesta
3 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Luglio 2022, 20:07 - Ultimo aggiornamento: 21:33

Lo sciopero dei taxi è confermato. Nonostante il tentativo di mediazione in extremis al ministero dei Trasporti a partire da domattina, in tutta Italia, le auto bianche si fermeranno per 48 ore, come protesta contro contro il mancato stralcio, chiesto dai tassisti, dell'articolo 10 del ddl concorrenza. Ad aderire alla mobilitazione la quasi totalità delle sigle, a fronte di alcune che hanno deciso di soprassedere. Dopo la fumata nera dello scorso 27 giugno la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova, su delega del governo aveva nuovamente convocato i sindacati, ma il nuovo confronto, spiegano i rappresentanti della categoria, non ha avuto esito positivo «perché l'articolo 10 del ddl concorrenza non verrà stralciato ma modificato nelle parti non sostanziali. Siamo sempre più convinti - sottolineano - che la riscrittura delle norme per migliorare il settore debba avvenire non con una legge delega inserita in un ddl concorrenza, ma attraverso un provvedimento di confronto tra categoria, governo e sindacati».

 

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Perché protestano i tassisti

Nel mirino dei tassisti c'è la deregolamentazione del settore e, nello specifico, a non andare giù è «l'adeguamento dell'offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l'interconnessione dei passeggeri e dei conducenti», come recita l'articolo 10 del ddl. Ma anche, più in generale, «la promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati». Parallelamente allo sciopero si terrà anche una manifestazione a Roma, che vedrà la partecipazione di tassisti provenienti da tutto il Paese. Raduno e partenza sono previsti alle 10 da Piazza della Repubblica, con destinazione Piazza Venezia, dove si alterneranno gli interventi dei sindacalisti. Intanto il ddl concorrenza prosegue, in seconda lettura dopo le modifiche apportate al Senato, il suo iter alla Camera, con il nodo più spinoso che riguarda proprio i taxi. Entra nel vivo infatti, in Commissione Attività produttive, l'esame dei circa 400 emendamenti presentati. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari l'obiettivo della maggioranza sarebbe chiudere le votazioni entro la fine della prossima settimana, con l'approdo del testo in Aula che potrebbe avvenire nella terza settimana di luglio.

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