Il Premio Agnes giunto alla XIII edizione, riconoscimento anche a Barbara Jerkov del Messaggero

Il Premio Agnes giunto alla XIII edizione, riconoscimento anche a Barbara Jerkov del Messaggero
6 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Settembre 2021, 16:13 - Ultimo aggiornamento: 19:57

Torna, con un riconoscimento all'attivista afghana Rahila Saya, il Premio Biagio Agnes, giunto alla XIII edizione nel segno - come hanno sottolineato i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione a Viale Mazzini - «della tradizione e del giornalismo più autorevole e rigoroso». A partire dalla presidente Rai, Marinella Soldi, che ha sottolineato di voler lavorare per una tv pubblica «rilevante, sostenibile e che crea valore», in grado si «raggiungere nuovi pubblici» e allo stesso tempo di «rafforzare il legame con chi ci segue».

«Penso che questo premio - ha sottolineato il direttore di Rai1, Stefano Coletta - possa essere l'occasione per veicolare valori che devono far parte dell'identità giornalistica di oggi. Quest'anno il premio assume un significato ancora più importante, perché il giornalismo deve tornare a essere autorevole e non produrre mai fake news». La consigliera Rai Simona Agnes, presidente della Fondazione Biagio Agnes, ha ricordato la figura del padre, storico direttore generale della tv pubblica, sottolineando che «in Rai i valori dell'integrità, della libertà e della correttezza hanno trovato il luogo giusto. Ringrazio Soldi che ha accettato di diventare presidente onorario del premio, che è equilibrato nelle scelte, fatte all'insegna del pluralismo che viene garantito nell'informazione». « Agnes è nato giornalista e sempre giornalista è rimasto. Ha chiuso la carriera fondando la scuola di giornalismo di Salerno, dedicandosi ai giovani», ha sottolineato il presidente della giuria Gianni Letta, precisando che Agnes, «che inaugurò la figura forte di capo azienda, »ha creato le premesse« per l'avvento di un vertice come quello attuale, »lottando per difendere la sua azienda in maniera straordinaria« nel momento in cui il mercato si apriva alla concorrenza. La cerimonia, che avrà luogo per la prima volta nel Giardino Romantico di Palazzo Reale a Napoli, andrà in onda su Rai1 sabato 11 settembre in seconda serata. L'attualità e il racconto puntuale dei fatti scandiranno questo ormai tradizionale appuntamento televisivo e, accanto agli spunti di riflessione, non mancheranno sul palco momenti di spettacolo con artisti come Roberto Vecchioni, Marco Masini, Lina Sastri e Serena Autieri, accolti dai padroni di casa Mara Venier e Alberto Matano. Resi noti i risultati, a partire dal Premio Internazionale a Rahila Saya, giornalista e attivista afghana, a quello per la Carta Stampata assegnato a Massimo Franco del Corriere della Sera.

E poi tre donne: Myrta Merlino, conduttrice de L'Aria che Tira su La7, Barbara Jerkov de Il Messaggero ed Emilia Costantini del Corriere della Sera, premiate rispettivamente con il Premio per la Televisione, Premio Miglior Cronista e Premio Cinema. A Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 ORE va il Premio Giornalista Economico mentre a Paolo Conti, Corriere della Sera, il Premio per la Divulgazione Culturale. Il Premio Fiction è stato assegnato a Il Commissario Ricciardi, serie tv con Lino Guanciale, e il Premio per la Radio a Roberto Sergio con tutta la grande squadra di Rai Radio: Simona Sala, direttrice Radio1, Paola Marchesini, direttrice Radio2, Andrea Montanari, direttore Radio3, e Angela Mariella, direttrice di Isoradio. Il direttore de La Stampa Massimo Giannini riceve il Premio Giornalismo Crossmediale mentre a Roberto Sommella, direttore Milano Finanza, va il Premio per la Divulgazione Digitale. Silvia Calandrelli, direttrice di Rai Cultura, ritira il Premio Innovazione e Sostenibilità assegnato al programma di informazione e approfondimento »Newton«.

Il "veterano" Bruno Vespa vince il Premio Giornalista Scrittore per i volumi «Quirinale. Dodici Presidenti tra pubblico e privato» e «Perché l'Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus)», editi entrambi da Rai Libri. Alla trasmissione »Il Circolo degli Anelli« il Premio Giornalismo Sportivo che verrà ritirato dalla conduttrice, la giornalista Alessandra De Stefano. Infine, al programma di Rai3 «Fame d'Amore», condotto da Francesca Fialdini, va il Premio Speciale di questa XIII edizione.

Barbara Jerkov

Barbara Jerkov nasce a Roma nel 1966 da genitori di origine croata. E’ caporedattore e giornalista parlamentare. Dal 2010 guida la redazione politica del Messaggero, prima donna a ricoprire questo ruolo nello storico quotidiano della Capitale. Dopo la maturità classica al Liceo Giulio Cesare, ha continuato gli studi alla facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma, laureandosi con lode con una tesi in diritto amministrativo sulla partecipazione del cittadino al procedimento amministrativo. La scoperta del diritto costituzionale la porta ad occuparsi di comunicazione istituzionale e dei diritti del cittadino, collaborando a diverse iniziative per la denuncia degli sprechi pubblici, in anni in cui questi temi sono ancora pionieristici.

Il suo ingresso nel mondo del giornalismo avviene dalla porta principale, assunta nel gennaio 1994 nella redazione romana della Voce, il quotidiano fondato da Indro Montanelli. Da questo momento comincia la sua carriera da cronista politica e parlamentare, raccontando dalla trincea del Transatlantico di Montecitorio lo sbarco dei “marziani” di Forza Italia, con Msi e Lega, che in quell’anno rivoluzionano in pochi mesi la scena politica nazionale. Nel gennaio del 1995 il quotidiano di Montanelli la manda inviato a Fiuggi a seguire la svolta di Gianfranco Fini, affiancando - ancora praticante - le maggiori penne di tutto il mondo venute in massa per un evento a buon diritto definito storico non solo in Italia. Di lì a poco però la Voce chiude la sua breve vita e inizia a collaborare con diverse testate. Nell’autunno dello stesso anno, Sebastiano Messina, capo della redazione politica di Repubblica, le offre l’opportunità di concludere il suo praticantato. L’anno successivo la vede all’Agenzia Italia, alla redazione parlamentare di Montecitorio. Un’esperienza, quella dell’agenzia stampa, che le consente di seguire da vicino, giorno per giorno, i lavori della commissione bicamerale sulle riforme istituzionali presieduta da Massimo D’Alema, e che avrebbe dovuto ridisegnare la seconda parte della Costituzione. L’esperienza d’agenzia rappresenta un capitolo determinante della sua formazione da cronista della politica e delle istituzioni.

Nei primi mesi del 1998 torna a Repubblica, dove resterà sempre alla redazione politica, fino al 2005. Viene incaricata di seguire Silvio Berlusconi presidente del Consiglio come inviata in giro per il mondo, e la nuova destra di Gianfranco Fini. Racconta la ricostituzione del centro dopo il crollo della Dc, sia attraverso le svolte del popolarismo di centrosinistra, dal Ppi di Franco Marini ai Democratici di Arturo Parisi, sia quelle di centrodestra, dal Ccd all’Udr “inventato” da Francesco Cossiga. Nel 2005 accetta la proposta del Messaggero e si trasferisce nella redazione politica di via del Tritone. Dopo solo un anno di scrittura, però, fa il grande salto che la vede passare dall’altra parte: ovvero guidare il servizio politico, prima come vice e poi come capo della redazione. E’ in questa veste che si impegna a trasformare la narrazione politica dandole un taglio legato alla vita concreta, puntando più sui provvedimenti che sui retroscena. Fino allo scoppio del Covid, quando la direzione del giornale le affida la copertura della vicenda, puntando su un giornalismo sempre più di servizio. L’idea è che in un momento tanto drammatico si possa contribuire a diffondere da un lato notizie verificate contro il dilagare delle fake news, e dall’altro informazioni pratiche dando ampio spazio in particolare ai riflessi sulla scuola e la vita delle famiglie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA