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La madre la credeva morta in culla, 70 anni dopo l'abbraccio in Puglia

Domenica 3 Febbraio 2019 di Sabrina Marinelli
La madre la credeva morta in culla, 70 anni dopo l'abbraccio in Puglia

Dopo settant’anni dall’abbandono in culla ritrova la madre che la credeva morta. Una storia incredibile, degna di una sceneggiatura cinematografica. Questa volta però la realtà ha superato la fantasia e, dopo tanta sofferenza, è arrivato il lieto fine. Rosanna Cervelli, Anna per gli amici, è nata nell’ospedale di Senigallia il 28 agosto 1948. Le avevano dato il cognome Agostiniani, essendo venuta al mondo il giorno di Sant’Agostino. Dopo l’adozione ha vissuto a lungo nella provincia di Rieti, dove è stata anche vittima di violenza, come racconta nel suo libro autobiografico. Uscita dall’incubo dei soprusi, si è dedicata al prossimo, fondando l’associazione Mango per aiutare i bambini orfani del Paraguay. Proprio a loro sono devoluti i proventi del libro “Perché? Una storia vera” in cui si racconta. Ora vive a Civitanova Marche.
  
Ha sempre avuto un desiderio: conoscere la sua vera mamma. A luglio scorso aveva lanciato un appello tramite il Corriere Adriatico. Dopo falsi allarmi e speranze disattese è arrivato il colpo di scena. La madre ha 85 anni e vive in Puglia. Nei giorni scorsi è andata ad incontrarla. Era orfana di padre e madre ed era rimasta incinta a 14 anni. Dalla Puglia l’avevano portata a Senigallia e, dopo il parto, le avevano detto che la neonata era morta. Ecco perché non l’aveva più cercata, rassegnandosi di fronte alla disgrazia. Terminata la degenza era tornata in Puglia. Nel frattempo si è sposata e ha avuto altri figli. Ignorava l’esistenza di Rosanna finché un giudice tutelare, che ha aiutato la figlia nel rendere l’impresa possibile, l’ha contattata. Le ha rivelato la verità e l’anziana si è sentita male. Le ha chiesto se fosse interessata a conoscere sua figlia, non ha esitato.
 
Non vedeva l’ora di abbracciarla. Un sogno diventato realtà. «Ho incontrato la mia mamma – racconta Rosanna Cervelli – ed è stato tutto talmente emozionante che è difficile da descrivere. Pronunciare la parola mamma, rivolgendomi a lei, mi dà una grande emozione. Il desiderio di una vita che si è avverato. Dopo tanti anni di ricerche mi ero convinta che dovevo arrendermi. La mia testardaggine è stata premiata». L’arrivo di Rosanna nella sua vita ha scatenato un vortice di emozioni che la mamma che vuole vivere privatamente. «L’ho sempre amata e non l’ho mai giudicata – prosegue Rosanna -, volevo solo avere l’occasione di conoscerla e finalmente ce l’ho fatta». Divise per tanti anni, da estranee che hanno deciso per il loro futuro, ora sono di nuovo insieme. La mamma era minorenne, orfana, e il suo tutore aveva deciso che per lei fosse meglio non sapere che la figlia sarebbe andata in adozione. Meno doloroso, deve aver pensato, farle credere fosse morta ma soprattutto ciò avrebbe evitato che si mettesse a cercarla.

Ultimo aggiornamento: 15:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA