Giacomo Urtis, il re del botox indagato per «prelievi di sangue non autorizzati». L'esperto Basoccu: «Metodi spregiudicati»

Lunedì 17 Febbraio 2020
Giacomo Urtis nei guai, il re del botox indagato per «prelievi di sangue non autorizzati»

Lo chiamano il «chirurgo dei vip», ma secondo la Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica) non è un chirurgo «né plastico, né estetico». Il 43enne Giacomo Urtis ora è di nuovo nei guai, indagato dalla procura di Milano per aver effettuato «senza autorizzazioni e a scopo di lucro, prelievi di sangue a pazienti che ne facevano richiesta presso la clinica estetica Villa Arbe». Lo riporta il Corriere della Sera. L'indagine è scattata a seguito di un controllo dei Nas dei carabinieri.  

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Giacomo Urtis sostiene di poter curare la calvizie attraverso una tecnica che prevede la centrifugazione del sangue e l'iniezione di questo nel cuoio capelluto. La sua figura è strettamente legata al mondo dello spettacolo: nel 2017 ha partecipato a L'Isola dei Famosi, ma è apparso anche in un servizio de Le Iene e in numerose ospitate televisive. Nonostante la controversia sulla sua qualifica, Urtis si vanta - specialmente sui social - di essere il chirurgo di fiducia dei vip.

PARLA L'ESPERTO
Il professor Giulio Basoccu, uno dei più noti chirurghi plastici d'Italia, con oltre 30 anni di esperienza nazionale e internazionale, ha definito i metodi di Giacomo Urtis «spregiudicati» e «poco rispettosi della professione». In merito all'indagine della procura di Milano ha dichiarato: «Come al solito certi soggetti contravvengono ad alcune regole della professione, ma non mi meraviglia. Chi tratta la professione come un fenomeno da baraccone è facile che incorra in problematiche di questo tipo».

L'utilizzo dei social da parte di Urtis, in particolare, è stigmatizzato dal professor Basoccu: «Quella che viene fuori è l'immagine di un professionista e della sua professione che non rispetta la realtà. Io penso che sia giusto promuovere la propria attività, ma bisogna mantenere il rispetto della professione. Così si rende un fenomeno da baraccone». 

E su trattamenti moderni come quelli applicati da Urtis - e in particolare il metodo Prp, che prevede l'iniezione di sangue nel cuocio capelluto - Basoccu ha dichiarato: «La normativa è molto contorversa. Questo trattamento in varie regioni è consentito, in altre no. C'è molta confusione rispetto a questi trattamenti moderni, sarebbe necessario fare un po' di ordine».

Ultimo aggiornamento: 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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