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Criptovalute, ingegnere truffato: «Ho perso 900mila euro: volevo uccidermi»

"Hanno tirato la corda fino all’ultimo, promettendo rendimenti stellari. E io ho dato fondo ai risparmi di una vita, più di 900mila euro. Senza incassare un solo centesimo".

LA STORIA Un geometra trevigiano è finito sul lastrico dopo aver investito 900mila euro
di Maria Elena Pattaro
4 Minuti di Lettura
Martedì 9 Agosto 2022, 09:58 - Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 06:47

TREVISO - «Hanno tirato la corda fino all’ultimo, promettendo rendimenti stellari. E io ho dato fondo ai risparmi di una vita, più di 900mila euro. Senza incassare un solo centesimo. Nei momenti più bui ho pensato persino di ammazzarmi, adesso mi aspetto giustizia». Investimenti in criptovalute e commercio online: terra di grandi affari sì, ma anche di truffe colossali. Come sa bene un professionista trevigiano che chiameremo Dario: il geometra, oggi in pensione, in un paio d’anni si è visto spillare oltre 900mila euro da alcune società di trading online. Una in particolare: un’azienda inglese (che nulla ha a che fare con la NFT, ndr) di cui in rete fioccano le recensioni negative di altri clienti rimasti con il cerino in mano.

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Dario, come è incappato nel trading online?

«Era il 2017 e mi incuriosiva questa nuova frontiera dell’investimento. Così ho cominciato a informarmi in rete. Ho risposto a diversi messaggi pubblicitari apparsi sulle piattaforme social. Volevo capirci di più così ha lasciato i miei recapiti e sono stato contattato da diverse società. Da quel momento è iniziato un calvario che dura tuttora».

Che cosa le hanno proposto?

«Sono stato contattato al cellulare dagli operatori di una società inglese. Chiamavano dalla Germania ma parlavano italiano. Offrivano assistenza e appoggio a chi si affacciava per la prima volta a questo settore. Ho accettato di buon grado. Mi hanno proposto una serie di investimenti con la formula del CFD (contratti per differenza, ndr): diversificati e per questo sicuri. Gli investimenti riguardavano soprattutto le materie prime e gli indici di borsa».

Come funzionava il meccanismo?

«Ho iniziato con 250 euro, poi gli importi hanno cominciato a salire. Facevo bonifici nei conti correnti di banche straniere che loro di volta in volta mi indicavano. Il trucco era che ad ogni versamento, la società affiancava un bonus di pari importo: più le operazioni erano alte, più si guadagnava. Ho continuato per anni, facendo migliaia di transazioni».

All’inizio le sembrava che andasse tutto bene?

«Sì, poi è stata fatta un’operazione talmente spregiudicata da azzerare il conto. Io volevo rientrare degli investimenti. La società mi ha proposto di ricominciare a investire ripartendo da una base di 400mila euro, a cui loro hanno affiancato il solito bonus di pari importo. “Ti diamo una mano” dicevano. In effetti vedevo i rendimenti crescere: 10, 13, addirittura 20 milioni».

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Quando ha avuto il sentore che fosse una truffa?

«Quando mi hanno impedito di prelevare i soldi dal conto con una serie di scuse. Non potevo incassare finché non avessi restituito l’ammontare del bonus. A quel punto ho sporto denuncia alla Polizia postale».

Non si era mai insospettito prima?

«In certi frangenti sì, ma loro mi rassicuravano. Del resto c’era un operatore che mi seguiva costantemente: ci sentivamo tutti i giorni, anche due volte al giorno. Mi sono sembrati affidabili. Invece chissà che fine hanno fatto i miei soldi: li avranno distratti in qualche paradiso fiscale. Avrei dovuto sincerarmi sulla serietà della società. È il consiglio che do a chi vuole fare trading online».

Che ripercussioni ha avuto questa truffa nella sua vita?

«Le difficoltà economiche. E la vergogna. È stata una cosa troppo grossa. Ero disperato: ho pensato anche di farla finita».

Che cosa si aspetta ora?

«Giustizia. Sono passati tre anni da quando ho sporto denuncia: ho contattato Polizia postale, Guardia di finanza e Interpol e mi sono rivolto anche a un grosso studio di Milano specializzato in crimini di questo tipo. Ma è ancora tutto fermo».

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