Rai Play presenta Storie di Risorgimento Digitale: 8 testimonianze di inclusione e resilienza

Rai Play presenta Storie di Risorgimento Digitale: 8 testimonianze di inclusione e resilienza
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Lunedì 6 Dicembre 2021, 14:30

(Teleborsa) - Storie di Risorgimento Digitale è la docu-serie disponibile su Rai Play, a partire da stanotte, dedicata a chi, durante l'emergenza sanitaria, ha scelto di non arrendersi, scommettendo sulle opportunità offerte dalla rete e dal digitale. Una iniziativa nata dalla collaborazione fra Operazione Risorgimento Digitale, lanciata dal Gruppo TIM un paio di anni fa per l'alfabetizzazione finanziaria, e Rai Play, il popolarissimo canale in-demand della Rai che conta 20 milioni utenti ed ospita oltre 5mila titoli.

Otto puntate da 25 minuti ciascuna, che testimoniano e raccontano come la tecnologia abbia rappresentato uno strumento per accelerare l'inclusione e le competenze digitali ed affrontano ciascuna un diverso ambito sociale: la scuola, il lavoro, le imprese e così via.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Salvatore Rossi, Presidente di TIM, Elena Capparelli, Direttrice RaiPlay e Digital, e Riccardo Luna, Direttore Italian Tech e Green & Blue ed autore della docu-serie assieme a Giovanni Amico, Valeria Anci e Gianpaolo Colletti. La regia è di Simone Valentini.

Il Presidente di TIM Salvatori Rossi ha ricordato che "questa buona e bella iniziativa" si inscrive in un progetto che TIM ha avviato ben prima della pandemia, appunto Operazione Risorgimento Digitale, che si propone di portare l'alfabetizzazione digitale nei luoghi dove non arriva ed alle fasce più fragili della popolazione, ad esempio gli anziani. "Siamo di fronte a un nuovo analfabetismo che va combattuto come nel Dopoguerra e cosa c'è di meglio della televisione per fare questo", ha affermato il Presidente del Gruppo TIM, ricordando l'illustre precedente di Alberto Manzi e del suo programma "Non è mei troppo tardi", che negli anni 60 contribuì ad alfabetizzare gli italiani. Altro tema chiave emerso durante la pandemia - ha spiegato Rossi - la connessione e la consapevolezza di quanto siano importanti gli investimenti nella connessione sia mobile che fissa.

"Il digital divide evolve e queste storie raccontano un Paese che innova, che illumina il percorso che possiamo fare, in un mondo che si muove velocemente e rischia di lasciare indietro qualcuno", ha sottolineato Elena Capparelli, Direttrice RaiPlay e Digital. "Arriveremo al punto in cui tutto sarà utile per fruire contenuti, ma mi aspetto una rivoluzione costante", ha detto la direttrice a proposito del futuro, ricordando che "Rai Play è compagna di cultura".

Riccardo Luna ha spiegato che l'idea della docu-serie è arrivata nella fase più dura dlela pandemia, quando a unire l'Italia c'era soltanto Internet, che per fortuna ha retto. Ricordando che l'Italia è ancora molto indietro, in base all'indice DESI, ;Luna ha voluto ricordare il miglioramento ed i passi avanti fatti durante il lockdown e nel periodo che è seguito e l'importanza anche numerica assunta da alcune app come Verifica-19 ed IO, che testimoniano il grande cambiamento della PA.

Le 8 storie di inclusione grazie al digitale raccontano vari aspetti di vita - ha spiegato Luna - partendo dalla DAD e da una "scuola di frontiera" di Castel Volturno, provincia di Caserta, nella quale la didattica a distanza ha prodotto dei risultati eccezionali, per proseguire con Cristian Fracassi, ingegnere bresciano che nel pieno dell'emergenza pandemica ha riprodotto attraverso la stampa 3D le valvole usate nei respiratori medici per i malati Covid-19 e le ha messe a disposizione di tutti gli ospedali in open source. "Con questa esperienza la mia vita è cambiata in meglio, ho capito quali sono i veri valori e, come azienda, che l'importante non è far business ma fare qualcosa che serva", ha affermato Fracassi.
La serie mette al corrente anche della trasformazione digitale che ha coinvolto le botteghe di Roma, grazie all'intraprendenza di due giovani laureati in economia, Matteo Proietti e Jacopo Gambuti, ideatori di "Daje Shop'" il primo servizio di commercio elettronico di quartiere. L'intuizione di quattro studenti liceali milanesi ha fatto nascere "PC4U", iniziativa no-profit finalizzata a raccogliere computer e altri dispositivi utili alla DAD, affinché siano forniti gratuitamente a studenti privi dei mezzi per acquistarli.
Il digitale anche per la cultura, con la Galleria degli Uffizi che ha messo a disposizione le sue opere utilizzando i social network. E poi, ancora, NIBOL, un'app creata da Riccardo Suardi che individua bar, centri di coworking e altri luoghi adatti a funzionare da temporanea postazione di lavoro perché accoglienti e dotati di buona connessione wi-fi. Boosta, fondatore dei Subsonica, ha elaborato nuove forme di espressioni musicali organizzando concerti sui social network mentre gli italiani erano tenuti a uscire il meno possibile da casa.
Tra le storie descritte anche quelle di Licia Fertz: suo nipote Emanuele le ha aperto un profilo Instagram e da allora lei è diventata Nonna Licia, l'influencer più anziana d'Italia.

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