Pensioni, uscita anticipata con un taglio dell’assegno, ritiro a 63 o 64 anni. L’Inps: «Così si supera quota 100»

Il piano Tridico: «Ipotesi pienamente sostenibile dal punto di vista finanziario, non grava sui conti dello Stato»

Ape sociale, Tridico: «Ampliarla costerebbe 1 miliardo, mentre Quota 41 costa fino a 9 miliardi all'anno»
di Michele Di Branco
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Martedì 12 Ottobre 2021, 19:15 - Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 14:11

In pensione anticipata (con assegno ridotto) 3-4 anni prima delle regole fissate dalla legge Fornero calcolando quanto dovuto con i contributi. E poi, a partire dai 67 anni di età, il trattamento intero comprensivo della quota retributiva. Ecco la soluzione in due fasi alla quale sta lavorando l’Inps, messa sul tavolo da Pasquale Tridico, in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera, nella quale il presidente dell’organismo ha anche manifestato dubbi sull’ipotesi di estendere il riscatto gratuito della laurea. Un meccanismo molto positivo, ma eccessivamente gravoso per le casse dello Stato. 

Pensione anticipata, la nuova ipotesi



Nel corso dell’incontro parlamentare, Tridico ha indicato una via d’uscita per affrontare il nodo spinoso della fine di Quota 100. Il sistema sperimentale (che consente l’uscita con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi) sarà cancellato a partire dal 2022 e il governo cerca un sistema per evitare la penalizzazione di chi ha mancato il pensionamento per poco e ora rischia di restare intrappolato. Secondo Tridico si potrebbe prevedere, per i lavoratori appartenenti al sistema misto (quelli attivi dopo il 1995), la possibilità di accedere intorno ai 63-64 anni a una prestazione di importo pari alla quota contributiva maturata alla data della richiesta (ovviamente accettando un taglio del trattamento) per poi avere la pensione completa al raggiungimento dell’età di vecchiaia. Questa ipotesi, secondo i calcoli dell’Inps, sarebbe sostenibile, con un aggravio di circa 2,5 miliardi per i primi tre anni e risparmi a partire dal 2028. Nel 2022 potrebbero accedere a questo strumento 50mila persone per una spesa di 453 milioni mentre nel 2023 potrebbero accedere 66mila persone per 935 milioni.

Lavori gravosi, dai tassisti ai bidelli: chi andrà in pensione a 63 anni

Gli anni con il costo più sostenuto sarebbero il 2024 e 2025 con oltre 1,1 miliardi l’anno e 160mila uscite nel biennio. I requisiti sarebbero: almeno 63-64 anni di età (requisito da adeguare alla speranza di vita); essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione; aver maturato, alla data di accesso alla prestazione, una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale. La prestazione completa spetterebbe fino al raggiungimento del diritto per la pensione di vecchiaia e sarebbe parzialmente cumulabile con redditi da lavoro dipendente e autonomo. Inoltre si potrebbero prevedere meccanismi di staffetta generazionale, legati anche a part time, mentre il meccanismo sarebbe incompatibile con trattamenti pensionistici diretti, trattamenti di sostegno al reddito, reddito di cittadinanza, Ape sociale e indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale. 


L’ESBORSO
Tridico ha poi affrontato la questione del riscatto gratuito della laurea, da indirizzare alla pensione di garanzia per i giovani, spiegando che la misura si tradurrebbe in un esborso importante per le casse dello Stato: 4-5 miliardi l’anno. Il presidente ha tuttavia riconosciuto che si tratterebbe di un’opzione positiva. “Il riscatto della laurea – ha osservato il numero uno dell’Inps – incentiva il giovane e contribuisce all’aumento delle skills in un paese dove il tasso dei laureati è tra i più bassi dell’Ue”. Ancora in tema di esodi anticipati, Tridico ha bocciato il prepensionamento con 41 anni di contributi, in quanto a regime la spesa toccherebbe 9 miliardi. Tridico ha anche annunciato che ci saranno 30 codici in più oltre ai 15 esistenti per le attività gravose che daranno accesso all’Ape sociale, l’indennità per i lavoratori che sono in difficoltà a partire dai 63 anni in attesa dell’accesso alla pensione. Il costo per le casse pubbliche sarà di 800 milioni e tra le attività ricomprese nella misura ci sono i conduttori di impianti, i saldatori, gli operai forestali e gli operatori della cura estetica.

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