Decreto Sostegno, imprese: in vista altri 30 miliardi di risarcimenti e liquidità

Decreto Sostegno, imprese: in vista altri 30 miliardi di risarcimenti e liquidità
di Michele Di Branco
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Lunedì 22 Marzo 2021, 06:29 - Ultimo aggiornamento: 09:17

Un nuovo scostamento di Bilancio che potrebbe arrivare fino a 30 miliardi per rafforzare gli aiuti alle imprese. Il governo guarda già oltre il decreto Sostegni e progetta un nuovo intervento da realizzare a maggio. I soldi messi sul piatto la scorsa settimana non sono giudicati sufficienti per risarcire pienamente le attività produttive, soprattutto alla luce delle nuove chiusure. E dunque ci saranno ulteriori indennizzi, visto che quelli in arrivo dall'8 aprile (indirizzati a circa 3 milioni di soggetti) copriranno in media appena il 5% delle perdite di fatturato. Nelle scorse ore, ad esempio, l'Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio ha calcolato che con il decreto Sostegni il ristorante tipo che nel 2019 fatturava 550 mila euro e che nel 2020, a causa degli oltre 160 giorni di chiusura imposti dalle misure di contenimento della pandemia da Covid, ha perso il 30% del proprio fatturato, 165 mila euro, beneficerà di un contributo una tantum di 5.500 euro. E ancora, un bar che nel 2019 fatturava 150 mila euro e ne ha persi 25 mila a causa delle restrizioni, avrà diritto a un bonus di 1.875 euro, il 4,7% della perdita media mensile. Intanto il nuovo decreto, il cui peso sarà disegnato dal Def in programma per metà aprile, ha già un nome. Si chiamerà, appunto, Decreto Imprese proprio per la sua caratterizzazione.

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LE RICAPITALIZZAZIONI


Non a caso ieri la viceministro dell'Economia Laura Castelli, ha spiegato che occorre «supportare le imprese, che stanno vivendo un grave momento di difficoltà». Più nello specifico, l'esponente pentastellata del dicastero di Via XX Settembre ha chiarito che sarà necessario «favorire l'accesso al credito, prorogando anche quelle misure, introdotte lo scorso anno con il decreto Liquidità, che sono state più proficuamente accolte dal sistema, sia per la parte prestiti che per la parte di sostegno alle ricapitalizzazioni». Proprio dal ministero dell'Economia, fonti politiche si dicono consapevoli che altre misure devono essere messe in campo, ricordando però che i 32 miliardi dello scostamento di bilancio per il decreto Sostegni si aggiungono agli oltre 100 miliardi dei provvedimenti che si sono susseguiti dal marzo 2020, in larga parte per imprese, famiglie e lavoro.

 

Tuttavia, di fronte agli oltre 420 miliardi di perdita di fatturato stimata per le piccole e medie imprese nel 2020, cresce la consapevolezza che bisogna fare di più. In Parlamento, comunque, si cercherà di migliorare il decreto Sostegni ma i 700 milioni a disposizione per le correzioni lasciano ben pochi spazi di manovra. All'orizzonte, in questo senso, si profila una nuova battaglia sul condono delle cartelle esattoriali appena arrivato a conclusione. La mediazione finale (stralcio delle cartelle esattoriali sotto i 5 mila euro ante 2010 per chi dichiara meno di 30 mila euro) è apertamente contestato dalla Lega che punta ad un ulteriore allentamento delle maglie della sanatoria. Proprio il partito di Matteo Salvini e i 5 stelle spingono infatti per alzare da 5 a 10 mila il limite di valore delle cartelle entro il quale è possibile beneficiare del colpo di spugna. Una impostazione avversata da sinistra. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando, ad esempio, ha avvertito che «Si devono usare i soldi per chi ha subito danni non e non per un condono: un conto è un fisco amico, altro è indebolire la fedeltà fiscale».

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