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Caro bollette, si studia aumento produzione nazionale

Caro bollette, si studia aumento produzione nazionale
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Lunedì 14 Febbraio 2022, 09:30

(Teleborsa) - Resta in primo piano il problema dell'aumento delle bollette di energia e gas, uno dei temi su cui si accende lo scontro fra i partiti, con la Lega che torna in pressing per ridurre il costo gravante su famiglie e PMI ed i Cinquestelle che chiedono che se ne parli al più preso al prossimo CdM in calendario giovedì.

Per alleviare il peso gravante sulle famiglie si parla di un intervento almeno di 5 miliardi di euro, a favore di famiglie, commercianti, piccoli imprenditori, che potrebbe arrivare fino a 7 miliardi, come recentemente confermato da fonti di governo. Ma oltre a ridurre il peso dell'energia nell'immediato si lavora anche a soluzioni più strutturali ed in particolare ad aumentare la quantità di gas prodotta in Italia.

L'ipotesi su cui starebbe lavorando il governo, il cosiddetto Piano Cingolani, prevede un raddoppio della produzione di gas attraverso lo sblocco dei punti di estrazione già esistenti o l'aumento della produzione di quelli già attivi. Un tentativo di rendere l'Italia meno dipendente dalle importazioni di gas, soprattutto ora con la crisi ucraina alle porte.

In vista del CdM di questa settimana, che dovrebbe affrontare il capitolo bollette assieme al Superbonus, si starebbero studiando tutte le soluzioni per arrivare ad una mappatura degli interventi necessari ad aumentare l'estrazione nazionale, Parallelamente si sta studiando anche un piano B per rendere autosufficienti almeno scuole ed uffici pubblici, attraverso l'uso delle rinnovabili ed in particolare dei pannelli solari.

Frattanto, arriva chiaro e forte il grido d'allarme di Assolombarda, che chiede un intervento immediato, segnalando che l'indice delle quotazioni delle materie prime non energetiche ha fatto segnare un +45% rispetto al periodo pre-Covid, ma il gas ha fatto segnare addirittura un +660% rispetto al periodo pre-Covid e l'energia elettrica un +492% (il PUN a dicembre ha raggiunto un massimo storico di 281 euro/MWh).

Secondo Assoutenti, con il livello attuale dei prezzi si prospetta una stangata da 38,5 miliardi di euro per le famiglie italiane a causa dell'effetto a cascata sui prezzi di altri beni di largo consumo. Tra i prodotti alimentari di largo consumo, ad esempio, il pane ha subito a gennaio un incremento del +3,9% rispetto allo scorso anno, che per la famiglia "tipo" equivale ad un maggior esborso da +35,8 euro annui. Il prezzo della pasta sale in media del +10%, mentre per i frutti di mare occorre spendere l'8,4% in più rispetto a gennaio 2021. La verdura costa addirittura il +13,5% in più, quasi 60 euro in più a famiglia, ma ad aumentare sono anche i prezzi di acqua minerale (+3%), gelati (+4%) e succhi di frutta (+4,8%). Escludendo i costi di riscaldamento ed elettricità, anche le altre voci che interessano la casa subiscono rialzi: i mobili costano il 4% in più, gli apparecchi domestici il 5,1% in più, mentre quelli per il riscaldamento e i condizionatori d'aria volano al +16,2%. Dall'elenco dei rincari non si salvano nemmeno piante e fiori (+4,5%).
Un vero salasso, poi, andare in villeggiatura: i pacchetti vacanza nazionali rincarano del 16%, gli alberghi dell'11,6%, mentre le tariffe dei traghetti salgono del +8,6%. E per le consumazioni al ristorante o al bar, una famiglia deve mettere oggi in conto una maggiore spesa da +35,6 euro, a causa dei ritocchi all'insù dei listini che stanno interessando il comparto della ristorazione.

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