Banche salvate, rimborso anche per i parenti dei risparmiatori

Banche salvate, rimborso anche per i parenti dei risparmiatori
di Roberta Amoruso
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Giovedì 2 Febbraio 2017, 17:04 - Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 14:03

Si scioglie definitivamente un dei nodi ancora aperto del capitolo ristoro per gli obbligazioni delle quattro banche salvate, Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Anche i parenti stretti potranno avvalersi del meccanismo di rimborso previsto appunto per i risparmiatori delle 4 banche. Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha preannunciato infatti parere favorevole a un emendamento del Pd al decreto salva-risparmio che dovrebbe essere votato in queste ore. Nel dettaglio, il testo estende la possibilità di ristoro, al «coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il primo grado» che siano in possesso degli strumenti subordinati in questione «a seguito di trasferimento con atto tra vivi», ovvero per un regalo. Parere favorevole preannunciato anche per la proposta che consente la trasformazione integrale delle Dta in credito d’imposta anche per le Bcc.

Intanto, in commissione Affari e Finanze del Senato presieduta da Mauro Maria Marino (pd), sono in attesa di risposta le altre modifiche avanzate dalla maggioranza. Un passaggio cruciale per far approdare il testo in Aula nei tempi previsti, per il 7 febbraio. Tra le modifiche al Dl banche già sul tavolo c’è anche il tetto allo stipendio dei manager delle banche salvate dallo Stato. Per le banche che fanno richiesta di intervento pubblico si prevede infatti che, oltre alla revoca o sostituzione dei consiglieri esecutivi e del direttore generale, possa scattare anche la limitazione della retribuzione complessiva dei membri del cda e del top management dell’istituto.

Un altro emendamento prevede, invece, che il Mef presenti anche al Parlamento e non solo alla commissione Ue la relazione trimestrale sul funzionamento della garanzia statale. Alle Camere sarà presentata anche una relazione semestrale relativa alle istanze presentate e agli interventi effettuati. Un’altra modifica prevede infine che gli esperti indipendenti chiamati da Bankitalia e Mef non abbiano intrattenuto negli ultimi tre anni relazioni di affari, professionali o finanziarie con gli istituti interessati.

Secondo lo schema proposto dal governo saranno inoltre esclusi dai meccanismi di compensazione quanti hanno comprato azioni delle banche oggetto di salvataggio pubblico dopo il 1 gennaio 2016, data di entrata in vigore del bail-in. Come richiesto dalla Consob, poi, è stato fissato un paletto anti-speculatori: si chiede dunque di fissare un limite al corrispettivo per l’acquisto delle azioni rivenienti dal burden sharing, fissato dal prezzo pagato per i titoli.

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