Torna la voce di Mina con "Italian Songbook" un'antologia di musica

Martedì 1 Dicembre 2020 di Valentina Venturi
Mina foto Mauro Balletti (Pdu/Mauro Balletti)

«Mina è politicamente scorretta. Ha sempre fatto le sue scelte e ne ha sopportato le conseguenze. Da quando ha lasciato la tv e i concerti dal vivo ha fatto solo quello che voleva. La sua forza sono le palle che ha. È la più famosa sconosciuta d’Italia!». Massimiliano Pani racconta con franchezza la madre, ma soprattutto la cantante Mina, che torna a far sentire la sua voce con un nuovo progetto musicale. Sul finire di un anno che la festeggia per il suo ottantesimo compleanno, esce il disco “Italian Songbook” presentato da PDU in digipack e doppio vinile.

I titoli sono “Cassiopea” (PDU/distr. Sony Music) e “Orione” (PDU/distr. Warner Music) e al loro interno raccolgono le prime antologie di un progetto discografico di riordino e riscoperta del repertorio, che si declinerà filologicamente nel tempo. Per questo i nomi Cassiopea e Orione: si inseriscono nelle 88 costellazioni del nostro cielo, l'una boreale e l'altra equatoriale. «Raccogliamo e mettiamo insieme - racconta in conferenza stampa su Zoom il figlio produttore Pani - in tutto sei album. In un mondo dove i dischi non si trovano più, li rimettiamo a posto e li rendiamoli disponibili. Ho un figlio di 16 anni che se cercasse i dischi della nonna non saprebbe dove trovarli. Liquidamente c’è tutto ma poi non c’è niente».

Ebbene, nello sterminato firmamento delle canzoni incise dalla cantante, il "Mina Fan Club" ne ha censite quasi 1400 in oltre 100 album. Di queste la tigre di Cremona ne ha scelte alcune, tracciando così due diversi ma complementari percorsi di ascolto. Nelle 28 canzoni ora edite, ci sono registrazioni che spaziano dal 1975 come "L'importante è finire", al 2018 con "Volevo scriverti da tanto"; non mancano canzoni cantate per la prima volta da Mina o riprese dopo l'interpretazione di altre voci. «Mamma - prosegue Pani - ha sempre fatto solo quello che le andava di fare, la sua è una libertà totale». 

 

Alle riprese si aggiungono due inediti, che chiudono le tracklist. Quello che chiude "Cassiopea" si intitola "Un tempo piccolo", ed è una canzone scritta da Antonio Gaudino, Alberto Laurenti e Franco Califano, interpretata da Mina con il testo rimaneggiato della versione dei Tiromancino datata 2005. "Orione" finisce con "Nel cielo dei bars", una canzone a suo tempo scritta con Leo Chiosso e interpretata da Fred Buscaglione. «Mina - precisa Massimiliano - non ama il pezzo "alla Mina", vuole che sia interessante e non a favore della tecnica della sua voce. Il cambio di registro continuo dimostra che è una vera interprete, colui che prende direzioni diverse e non preme solo il piede sull’acceleratore, ma impara e conosce nuovi generi musicali».

I colori delle copertine di "Cassiopea" e "Orione" di Mauro Balletti (con Gianni Ronco) giocano sulla specularità e sul contrasto fra il rosso e il blu, rievocando forse due doppi album "storici" della discografia dei Beatles o forse è un rimando ai classici mazzi di carte da poker della Modiano. Conclude Pani: «Mina è un’intellettuale nel senso più bello della parola: ama la musica, non i soldi né i potenti. Se ne sta per i fatti suoi ama la musica e cerca di farla bene. Queste operazioni permettono di far capire chi è Mina veramente e i fan lo sanno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA