W20, Carfagna: «Istruzione, l'arma più potente di emancipazione. I maschilisti? Dinosauri in via d'estinzione»

W20, Carfagna: «Istruzione, l'arma più potente di emancipazione. I maschilisti? Dinosauri in via d'estinzione»
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Mercoledì 14 Luglio 2021, 18:56 - Ultimo aggiornamento: 20:54

Investire sugli asili per una società equa. Perchè le diseguaglianze tra uomini e donne, secondo il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, dipende in gran parte «dall'assenza e dalla carenza di infrastrutture sociali. Per le donne significa difficoltà, se non impossibilità, a cercare un lavoro e trovarlo, significa carriere più discontinue e quindi significa salari più bassi e pensioni più basse. E questi problemi al Sud trovano una concentrazione maggiore». Alla seconda giornata del  Summit del Woman20, l'engagement group del G20 dedicato alla parità di genere, che si svolge a Roma, al Tempo di Adriano, interviene la ministra. Tra poco «ci sarà una legge per fissare quanti asili nido devono essere garantiti sul territorio nazionale indipendentemente dal luogo di residenza e dal luogo di nascita . È il famoso Lep (Livelli Essenziali della Prestazioni) asili nido, una disposizione costituzionale che non è mai stata attuata da 20 anni e la mancata attuazione  ha alimentato le disuguaglianze territoriali».

Sul fenomeno dei femminicidi e della violenza contro le donne c'è un problema «di applicazione delle leggi ed anche culturale», sostiene la ministra. «Non mi stancherò mai di chiedere alla magistratura di applicare le norme che il Parlamento approva con il massimo del rigore e con il massimo della severità, non trascurando alcun dettaglio perché a volte i dettagli fanno la differenza tra la vita e la morte di una donna». E sulla scuola, «l'istruzione è l'arma più potente di emancipazione delle donne. Nella scuola si apprendono le leggi che regolano lo stato». 

Parlando di stereotipi e pregiudizi, Carfagna ammette di essere «entrata in politica con uno zainetto bello pesante di pregiudizi sulle spalle. È stato sicuramente difficile sfidare i pregiudizi e gli stereotipi, anche se oggettivamente è meno difficile oggi rispetto a quanto non lo sia stato in passato per le nostre nonne e per le nostre mamme». E riferendosi  alla «sedia negata» alla von der Leyen dal presidente turco Erdogan e dal presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, Carfagna parla di un «maschilismo inaccettabile» che «esprime la rabbia per rapporti di forza e di potere che stanno cambiando». Uomini così, «sono dinosauri in via d'estinzione e come tali vanno trattati».

LA SCIENZA

Nel pomeriggio si è parlato di donne e scienza. «È arrivato il momento di agire per proporre e sostenere politiche attive che favoriscano la presenza delle donne nella scienza», per Maria Chiara Carrozza, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). «Stiamo vivendo la trasformazione digitale e in questa fase abbiamo bisogno delle donne nella scienza e nella tecnologia, dobbiamo fare in modo che partecipino», sottolinea Carrozza, ricordando come la task force del G20 sulla trasformazione digitale da lei guidata stia già preparando delle politiche per ridurre il divario di genere.  Nel suo ruolo di presidente del Cnr, Carrozza intende «valutare i numeri concreti della partecipazione femminile alla carriera scientifica, perché salendo di livello tende a rimanere ancora bassa: abbiamo un problema e dobbiamo affrontarlo creando un consenso su politiche attive che possano invertire i numeri. Ecco perché svilupperemo un piano di gender equality e inizieremo a formulare dei piani di lavoro nel lungo termine. In questi quattro anni di mandato - conclude - vorrei fare dei piccoli ma concreti passi in avanti».

In un videomessaggio, Fabiola Gianotti, direttrice del Cern, affronta varie questioni. «La scienza ha bisogno delle donne e della diversità, è necessario che aumenti il numeri di donne con competenze Stem per garantire che abbiano stesso accesso ai lavori del futuro. Ma per questo è necessario anche un cambio di mentalità, ancora oggi in un negozio di giocattoli ci sono giochi per bambine e per bambini, come ai miei tempi».  La scarsità di infrastrutture sociali frena la carriera delle donne, «l'empowerment va sostenuto con azioni concrete, rafforzando le strutture sociali, eliminando stereotipi anche inconsci». Le donne, poi, dovrebbero essere «rappresentate anche nelle strutture per il reclutamento dei ricercatori». La pandemia ha messo in evidenza le diseguaglianze e in difficoltà le donne, tanto è vero che le ricercatrici, sottolinea la direttrice del Cern, in questi mesi hanno pubblicato il 15% per cento in meno di lavori scientifici.

Il summit si conclude domani 15 luglio con gli interventi di Paolo Gentiloni, della sindaca Raggi, del presidente della Regiona Nicola Zingaretti. A conclusione dei lavori, verrà presentato un documento con le richieste da inviare al G20.

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