Giorgio Ursicino
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di Giorgio Ursicino

Stellantis, l'Italia al centro del progetto: Tavares coccola tutti i prestigiosi marchi tricolori

Carlos Tavares al volante della nuova GranCoupé elettrica
di Giorgio Ursicino
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Giovedì 12 Maggio 2022, 14:20 - Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 11:42

L’Italia al centro del progetto. La sede operativa di Stellantis, non c’è dubbio, è in Francia. Parigi ospita l’ufficio centrale del Ceo, come pure la maggior parte dei top manager. In Nord America, invece, aleggia il business, quello vero: nel trimestre del 2022, la metà precisa dei ricavi del gruppo sono arrivati da quella parte dell’Atlantico, un valore pari al resto del mondo, Europa compresa. La trazione, quindi, è chiaramente a stelle e strisce. Il nostro paese, però, se non è più la locomotiva produttiva, è considerato senza dubbio la patria dei valori storici, dei brand più ricchi di tradizione, dei marchi più premium. Il presidente di Stellantis, John Elkann, un manager globale, nella Penisola è di casa. Ma anche l’amministratore delegato, Carlos Tavares che ha origini portoghesi, trascorre gran parte del tempo nel Belpaese. In questi primi 15 mesi della newco, l’ingegnere ha girato lo stivale in lungo e in largo, visitando di persona tutti gli impianti strategici.

Ha “convinto” l’ACC, colosso europeo delle celle di batterie con centro tecnico a Bordeaux ed altre gigafactory a Douvrin (Francia) e Kaiserslautern (Germania), ad ubicare uno degli stabilimenti proprio in Italia, a Termoli, in un sito di motori ex FCA. L’“Automotive Cells Company”, una joint venture paritetica fra TotalEnergies, Mercedes-Benz e la stessa Stellantis, si occuperà di fornire accumulatori per la produzione tricolore del gigante italo-franco-americano che verrà rilanciata. Lo scorso aprile, poi, è stato quasi sempre da noi, alimentando una delle sue passioni principali che è anche il suo importantissimo lavoro. Prima un lungo weekend romano per la Formula E. Poi il Gran Premio di F1 dell’Emilia Romagna per seguire in pista il team Alfa Romeo.

Infine tuffo figurato nel Lago di Como per la presentazione ai media internazionali della Tonale, il nuovo gioiello del Biscione. Per l’ingegnere, grande esperto ed appassionato di guida (nella sua carriera si è occupato anche dello sviluppo di vetture), come un fanciullo nel paese dei balocchi. Nella Capitale era per presentare, insieme al Ceo del Tridente Davide Grasso, il ritorno della Maserati alle corse in monoposto, guarda caso ad alimentazione elettrica. E pure per buttare un occhio all’equipe DS, la più vittoriosa nel Mondiale dei bolidi ad emissioni zero. Per andare da un posto all’altro della Città Eterna ha usato la nuova Grecale ed al paddock della FE ha svelato la nuove GranCoupé con il cuore ad elettroni.

Nelle spedizioni nordiche, invece, ha guidato la Tonale, una delle ultime Alfa ICE prima della svolta totalmente a batteria. Dappertutto ha ribadito l’importanza ed il valore dei brand italiani che non hanno uguali soprattutto dal punto di vista della tradizione sportiva. Un bene immenso se si vuole andare alla conquista dei mercati più ricchi come la Cina e gli Usa. Tavares ha rassicurato: «Proteggerò tutti i marchi italiani, una ricchezza enorme. L’Alfa è il simbolo, ma Maserati e Lancia non sono da meno. Ho fatto 8 volte il Rally di Montecarlo storico, farlo con la Stratos è stata un’emozione incredibile».

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