MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Monza, la Mercedes vola. E Hamilton prepara la sua vittoria numero 100

Lewis Hamilton con la Mercedes
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Sabato 11 Settembre 2021, 12:22 - Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 13:58

C’è il tempio della velocità, si fa sul serio. Hamilton sente odore di battaglia e tira fuori l’artiglieria pesante. Sui lunghi rettilinei del Parco, dove serve aderenza con poco carico ed ali completamente piatte, la Stella di Stoccarda conferma la sua forza in un tracciato nel quale ha sempre dominato nell’era ibrida. In più, è fondamentale la cavalleria per spingere a lungo l’ottava marcia e la power unit Mercedes, nonostante il formidabile recupero della Honda nell’anno dell’addio, resta sempre superba. Anche le scelte tecniche di base sembrano tarate su Monza: il passo lungo, da sempre caratteristica delle Frecce d’Argento negli ultimi due anni diventate nere, si trova in difficoltà nelle curve strette, ma mantiene l’assetto come una lama quando si viaggia sopra i 300 orari. E sull’Autodromo “Nazionale” accade spesso visto che la media supera i 250 km/h, la più rapida di tutto il Campionato.

Come è iniziato il venerdì un po’ anomalo, con in programma la lotta sul giro secco perché il sabato è riservato alla “sprint qualifying” che, per la prima volta nella storia, stabilirà la griglia di partenza del Gran Premio d’Italia, Lewis è salito in cattedra. Valtteri, da neo alfista, non era da meno, coprendo sempre le spalle al compagno di squadra. Stranamente in difficoltà Verstappen costretto a lottare con colleghi che di solito vede solo negli specchietti o, al limite, quando li doppia. L’olandese, via radio, si lamentava della frenata fondamentale per affrontare le chicane, puntando il dito sulla parte elettrica che recupera energia più che sull’impianto vero e proprio. Chi faceva scintille era la McLaren, molto attesa su questo tracciato. Ricciardo dava man forte al solito Norris mettendo spesso i musi delle monoposto britanniche davanti a quelle dei “bibitari”.

Q1, Q2 e Q3 era la Mercedes a menare le danze rifilando agli altri distacchi significativi. Quando davvero contava, però, Max si è ricordato di essere un fenomeno beccando quasi mezzo secondo dalle astronavi tedesche ma precedendo di pochi millesimi Norris, Ricciardo e il solito Gasly che lo scorso anno ha vinto. Si sono difese con orgoglio le due Ferrari su una pista che vede favorita la scuderia di Woking nella lotta per il terzo posto. I due ragazzi di Maranello sono sempre molto vicini e questo dà credito a Sainz che conosce di meno la macchina, la squadra e non ha mai avuto un ruolo da predestinato. Carlos ha preceduto per un pugno di millesimi Charles, poi un poco graffiante Perez e Giovinazzi hanno chiuso la top ten. Per il pilota pugliese è senz’altro un’ottima performance sul tracciato di casa dove ha disputato corse mitiche con le formule minori.

Speriamo che non sia troppo tardi e le chance di continuare con l’Alfa Romeo siano ancora intatte, ma Antonio ha ormai capito che la scelta dipenderà poco dai risultati. Il colpo di reni di Verstappen è fondamentale per contenere i danni in una gara dove è favorito Hamilton. Il più veloce al termine della giornata è stato Valtteri che ha preceduto di un soffio Lewis, ma domani in gara dovrà partire ultimo per aver sostituito il propulsore. Il finlandese è pilota correttissimo ma con il bolide che si ritrova oggi potrebbe favorire il Re Nero coprendogli la fuga in modo da consegnargli la partenza al palo nel GP di domani. In ogni caso il talento di Max ha fatto molto perché se avesse rimediato un sesto posto non c’era da gridare allo scandalo.

Lewis non vede l’ora di festeggiare la centesima vittoria in Formula 1 su uno dei tracciati più prestigiosi che hanno fatto la leggenda della velocità. La Mercedes, oltre a vincere con il sette volte campione del mondo, cercherà di mettere qualche posizione in più fra l’inglese e l’olandese, ma la penalizzazione di Bottas non aiuta e gli altri faticheranno ad inserirsi fra i due. A Monza si può superare, ma per farlo serve un passo adeguato e un’ottima velocità di punta. La Ferrari, invece, sembra valere più o meno la posizione che i due driver si sono guadagnati.

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