Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

La Ferrari rispiana la doppietta, Vettel allunga nel Mondiale

Mercoledì 2 Agosto 2017
Sarà un Ferragosto rosso. Sulle colline ungheresi il Cavallino fa bottino pieno e migliora le posizioni in entrambe le classifiche Mondiali. Non è stata una passeggiata, ma la doppietta è di spessore e non ha mai vacillato, nonostante un problema abbia infastidito Vettel sin dall’inizio costringendo il compagno Raikkonen a coprirgli le spalle più di quanto avviene di solito. Anche per questo motivo la gara non è stata affatto noiosa sebbene le due Ferrari siano scattate dalla prima fila e nelle stesse posizioni sono arrivate al traguardo. Poco prima di metà corsa, infatti, le monoposto migliori sono rientrate ai box un giro dopo l’altro per cambiare gli pneumatici e da quel momento la situazione si è un po’ ribaltata, con le Frecce d’Argento, soprattutto quella di Hamilton, che hanno recuperato sulle Rosse.

Il britannico aveva fatto vedere già nelle prove che la veloce, ma suscettibile W08 sugli infuocati saliscendi di Budapest si trovava meglio con le gomme soft più dure rispetto alle supersoft sulle quali era invece perfettamente a suo agio la SF70H. Eppure Seb aveva iniziato ad avvisare via radio che non tutto filasse liscio a bordo della sua astronave sin dall’inizio, appena rientrata ai box la safety car che era uscita al primo giro per consentire ai commissari di togliere dall’asfalto la Red Bull di Ricciardo affondata da quella gemella di Verstappen alla seconda curva. Il tedesco evidenziava di avere il volante un po’ girato in rettilineo, quindi aveva difficoltà a percorrere le poche curve che svoltano a sinistra. In barba al problema e ai consigli del muretto che lo invitava a non esagerare con i cordoli, Sebastian impostava un ritmo infernale e metteva un buon margine fra se i rivali, anche rispetto a Kimi.

Bottas non graffiava, Hamilton, che aveva davanti anche l’olandese volante, come in qualifica non trovava feeling con le supersoft. Sostituite le coperture sono cambiati anche i rapporti di forza. All’Hungaroring, però, lo sanno tutti, è difficile passare quasi come a Montercalo e Sebastian mandava messaggi chiari che non aveva nessuna intenzione di mollare nonostante il suo ritmo non fosse più asfissiante e l’inconveniente allo sterzo non lasciasse dormire sonni tranquilli. A Maranello lavorano di squadra (tutto lo stato maggiore era ai box, compresi il presidente Sergio Marchionne e il vice Piero Ferrari) e hanno fatto il massimo per centrare l’obiettivo primario, cioè la doppietta con Sebastian davanti a Kimi.

In alcune fasi il finlandese era visibilmente più rapido, ma non ha mai chiesto strada e si è limitato a rintuzzare con classe ed esperienza la feroce rimonta di Hamilton. Lewis in pieno recupero, scavalcato Verstappen durante la sosta ai box (Max ha dovuto pagare anche 10 secondi di penalità per aver spedito fuori pista il compagno Ricciardo), ha chiesto ai box di far spostare Valtteri che avrebbe pensato lui a riacciuffare i due fuggitivi di Maranello. L’operazione è riuscita, ma il britannico ha dovuto alzare bandiera bianca quando è arrivato in scia a Kimi: su un tracciato del genere, con queste monoposto, non passi se chi è davanti è in palla e guida un bolide che viaggia.

A cinque giri dalla fine era ormai chiaro che le Frecce d’Argento avrebbero potuto centrare al massimo il terzo gradino del podio, ma non è mancata la sorpresa all’ultima curva quando Lewis ha ridato la posizione a Valtteri buttando preziosi punti per la corsa iridata e rischiando di farsi infilare pure da Verstappen. L’olandese, sfruttando bene come al solito le sue coperture che avevano meno chilometri sulle spalle, aveva infatti riconquistato la scia del finlandese di Stoccarda. Ora un superbo Vettel, che quando non è chiamato al corpo a corpo sa essere sublime, ha riportato a 14 i punti di vantaggio sul britannico, mentre nella graduatoria Costruttori il ritardo di Maranello su Stoccarda è sceso a 39 punti. Da favola la corsa di Alonso: con la sua McLaren-Honda in crescita ha centrato il sesto posto, evitato il doppiaggio e segnato il giro più veloce in gara (il penultimo) a parità di coperture con tutti i migliori. Ultimo aggiornamento: 13:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA