Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Trovato morto in casa, si pensa all'overdose ma è un incidente sul lavoro

Trovato morto in casa, si pensa all'overdose ma è un incidente sul lavoro
di Alessandro Misson
3 Minuti di Lettura
Sabato 30 Luglio 2022, 08:03

Non è morto d'overdose. Certamente non per malore. Biagio Cornice, 56enne teramano trovato esanime nell'abitazione di famiglia a Villa Pompetti venerdì scorso, sarebbe deceduto per le conseguenze di un grave incidente sul lavoro avvenuto il giorno precedente. Un incidente in un cantiere edile a Sant'Atto gestito da suoi conoscenti, per eseguiva lavoretti in nero, come spesso gli capitava negli ultimi tempi.


Una settimana dopo il ritrovamento del corpo da parte di un amico nella casa a due passi da San Nicolò a Tordino, cambia radicalmente l'ipotesi investigativa sulla morte del 56enne. Biagio era conosciuto nella frazione teramana, ritenuto da tutti una persona buona nonostante i gravi problemi con la tossicodipendenza che si trascinavano da anni. Tanti non hanno creduto alla morte per overdose, credendo ci fosse altro dietro le circostanze del ritrovamento del corpo. Non si frequentavano da anni, eppure il figlio Mattia, 30 anni, nell'ultima settimana si è rivolto sia ai Carabinieri che alla Procura per sapere come siano andate davvero le cose.

L'autopsia eseguita nei giorni scorsi dall'anatomopatologo Cristian D'Ovidio, professore all'Università di Chieti, non ha chiarito le cause del decesso (la relazione verrà rimessa alla magistratura più avanti), ma avrebbe rilevato dei traumi sul corpo della vittima: un edema al petto ed una tumefazione al braccio, lesioni compatibili con una grave caduta o con uno schiacciamento. L'ipotesi è che Biagio se le sia procurate scivolando da un mezzo d'opera, da un'impalcatura, da un'altezza elevata: non si sa ancora con certezza. È certo però che i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Teramo, coordinati dal sostituto procuratore Greta Aloisi, adesso stanno indagando per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Se l'incidente è avvenuto effettivamente a Sant'Atto, qualcuno deve averlo non solo visto cadere, ma anziché chiamare un'ambulanza o trasportarlo direttamente al pronto soccorso, deve averlo anche riaccompagnato a casa, dall'altra parte di San Nicolò. Ovviamente per evitare che fosse denunciato l'incidente e che la vittima lavorasse senza essere in regola.


Anche l'ora del decesso potrebbe rivelare dettagli utili: non si sa se Biagio sia morto appena rientrato a casa, oppure se chi lo ha riaccompagnato l'abbia poi abbandonato al suo destino e sia morto durante la notte, da solo, in casa. C'è chi racconta di averlo visto giovedì alle 14 in un locale di San Nicolò. Venerdì in tarda mattinata l'amico ha ritrovato il corpo. L'incidente e il decesso si sono verificati in questo arco temporale. Intanto la magistratura ha concesso il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari: il padre Nicola, il figlio Mattia con Silvia, la sorella Anna, il fratello Ezio, cognati e nipoti. I funerali saranno celebrati questa mattina alle 10,30 nella chiesa di santa Maria degli Angeli a San Nicolò a Tordino. Subito dopo la salma verrà sepolta al cimitero di Cartecchio, a Teramo.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA