Allerta scuola, pochi presidi per inizio anno

Bussole che indicano la strada, che guidano i docenti in quel delicato lavoro che è l’insegnamento. Uomini e donne che risolvono problemi, che fanno crescere una...

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Bussole che indicano la strada, che guidano i docenti in quel delicato lavoro che è l’insegnamento. Uomini e donne che risolvono problemi, che fanno crescere una scuola, che la migliorano nei servizi che offre, nei percorsi didattici che garantisce, nei risultati che ottiene quando ci sono concorsi interdisciplinari a cui partecipano gli studenti, nei premi che vengono assegnati, nell’indice delle promozioni annuali. Ecco a cosa servono i presidi, figure centrali – o meglio essenziali – che tuttavia non sempre vengono garantite. E capiterà in più di un istituto, a partire dalla riapertura delle scuole a settembre, di bussare alla presidenza e non trovare nessuno dietro la scrivania. Il caso purtroppo è datato: da anni ormai gli istituti scolastici della Capitale – dalle elementari ai licei – devono affrontare un’annosa questione relativa all’assenza dei dirigenti e alla soluzione, non sempre ottimale, che viene garantita di volta in volta, ovvero quella delle reggenze. Con dirigenti di una scuola che si prendono in carico anche la gestione di un secondo – e a volte di un terzo – istituto. Con l’ultimo concorso nazionale per l’immissione in ruolo dei presidi, il Lazio potrà contare, tra meno di un mese, su 108 nuovi presidi che andranno a coprire soprattutto le scuole nelle province della regione. L’hinterland della Capitale potrà tirare un sospiro di sollievo. Tra Sacrofano, Morlupo, Guidonia, Genezzano più di 20 saranno i nuovi presidi che entreranno “in servizio” e anche la Capitale beneficherà dell’esito della procedura concorsuale. 


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I NUMERI
Tuttavia a Roma, che rappresenta un caso a sé, per numero di scuole e studenti complessivi (più di 1.400 istituti e oltre 75mila alunni tra elementari, medie e superiori) dovrà ancora far ricorso al dirigente-supplente perché ci saranno all’incirca 70 scuole che non vedranno nessun nuovo preside. In alcuni casi il problema deriva dai “distaccamenti” degli attuali dirigenti che, avendo fatto richiesta e ottenuto il trasferimento al ministero dell’Istruzione (come nel caso della numero uno del liceo classico Visconti, Clara Rech), lasceranno scoperto il posto. Nella maggior parte degli altri casi il problema deriva meramente dall’assenza di personale. 

LE “DEFEZIONI”

Entrando nel dettaglio e cercando di capire quali sono le scuole che riapriranno senza “guida” si scoprono, grazie a un’analisi condotta dall’Anp, l’Associazione nazionale presidi, diversi istituti tanto in periferia quanto in Centro. Si va dall’Istituto comprensivo di piazza San Damiano Sauli a quello in via Melissa Bassi di via dell’Archeologia (Tor Bella Monaca), dalla scuola, che ha sia le elementari che le medie, di via Latina all’istituto Nelson Mandela di via dei Torriani. Tra le scuole che andranno in reggenza poi, sempre secondo l’analisi dell’Anp, ci sono anche diversi istituti superiori. Come il liceo Scientifico Antonio Labriola di via Capo Sperone, il professionale De Pinedo-Colonna, il Classico Visconti e lo Scientifico Cavour. Tra le scuole che, invece, potranno contare su un nuovo dirigente e dire addio ad anni di “reggenza” ci sono l’Istituto comprensivo Daniele Manin, l’Elsa Morante, il Pio la Torre, l’Enzo Biagi, l’istituto di via Cassia 1694, il Mahatma Gandhi, il tecnico commerciale Lucio Lombardo Radice.
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Il Messaggero