Scacco alle donne dei Casalesi: arrestate sorella e cognate di Zagaria

Da Parma, Cremona, fino a Caserta e nel piccolo centro di Casapesenna: il patrimonio enorme accumulato dal boss Michele Zagaria era nelle mani delle mogli dei fratelli del...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
159,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
79,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA
ANNUALE
79,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
159,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 6 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
Da Parma, Cremona, fino a Caserta e nel piccolo centro di Casapesenna: il patrimonio enorme accumulato dal boss Michele Zagaria era nelle mani delle mogli dei fratelli del capoclan dei Casalesi. A queste conclusioni sono giunte le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, basate su accertamenti patrimoniali, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori. E questa mattina, la Dia di Napoli e del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti della sorella del camorrista, Beatrice Zagaria, Francesca Linetti residente in Emilia Romagna, moglie di Pasquale Zagaria, fratello di Michele ed anch’egli detenuto. Pasquale è ritenuto il braccio imprenditoriale del clan capace di investire anche nel nord Italia.

Agli arresti anche Tiziana Piccolo, consorte di Carmine Zagaria, un altro fratello di Michele, l'unico uscito dal carcere di recente e attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale a San Marcellino. E poi, Patrizia Martino, moglie di Antonio Zagaria. 
Le predette sono gravemente indiziate del delitto di ricettazione aggravata dall'aver ottenuto i beni perché destinatarie di risorse dell’organizzazione riservate al clan, riservate al pagamento dello “stipendio” mensile agli affiliati.
  Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero