Asl, la Regione “licenzia” Armando Mancini. Il manager: «Farò ricorso»

Asl, la Regione “licenzia” Armando Mancini. Il manager: «Farò ricorso»
Armando Mancini non è più il direttore generale dell’Asl di Pescara. La giunta regionale, convocata ieri dal governatore Marco Marsilio in seduta...

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Armando Mancini non è più il direttore generale dell’Asl di Pescara. La giunta regionale, convocata ieri dal governatore Marco Marsilio in seduta straordinaria, ha deliberato la decadenza del manager dall’incarico. L’Esecutivo ha preso atto dell’ulteriore bocciatura certificata dal Nucleo di valutazione anche a seguito delle controdeduzioni presentate dallo stesso Mancini al primo provvedimento, datato 24 giugno. La delibera che sancisce la fine anticipata dell’incarico, in scadenza nel 2021, è stata proposta dall’assessore regionale alla Salute, la leghista Nicoletta Verì. A breve sarà varato il bando per reperire il nuovo manager, probabilmente in tandem con quello previsto per l’Asl di Teramo, lasciata vacante da Roberto Fagnano, approdato in Regione come capo Dipartimento Salute. A quel punto il rinnovo della governance della sanità sarà cosa fatta: all’Aquila è già approdato Roberto Testa (insediamento a giorni), a Chieti è già operativo Thomas Schael.


Il dg dell’Asl pescarese, Armando Mancini, aveva cominciato il suo mandato, di durata quinquennale, il 1 marzo del 2016. La valutazione sull’operato dei primi 18 mesi è stata positiva. Il 28 febbraio scorso sono invece trascorsi i successivi 18 mesi che hanno imposto l’attivazione di una nuova verifica. Su un punteggio massimo ottenibile di 200 punti e con la necessità di stare sopra 120 per ottenere il giudizio positivo, Mancini ha totalizzato 109,18. Tra l’altro la valutazione, riferita ai soli obiettivi di salute, inferiore a 70, avrebbe configurato la fattispecie del mancato conseguimento. In questo ambito Mancini ha ottenuto un punteggio di 59,6. Valutazioni che non sono cambiate anche dopo la seconda verifica e le controdeduzioni. In giunta è approdato un punteggio, riferito agli obiettivi di Salute, di 62,15. Sommato a quello degli obiettivi economico-finanziari, si è arrivati a 110,9 su un totale di 190. E, contando tutto, a 115,90 su un massimo 200. Da qui la decadenza «tecnica e affatto politica» come hanno ribadito ieri tutte le fonti.  Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero