Tor di Valle, sì allo stadio della Roma se c'è una rete di trasporti

di Simone Canettieri
Ora il via libera c'è, seppur con diverse «prescrizioni» legate ai trasporti. E cioè il principale nodo - ma non l'unico - del futuro stadio della Roma a Tor di Valle, un'operazione immobiliar-calcistica, che ieri ha incassato il sì della conferenza dei servizi in Regione. Si chiude così la prima fase di un iter tormentato e controverso. Iniziato con la giunta Marino nel 2014 e poi con il M5S di Virginia Raggi rivisto e dimezzato nelle cubature (si partiva da 1 milione) e nelle opere pubbliche (da 270 milioni a 125). In principio fu battezzato l'«ecomostro» e non solo per via dei grattacieli, adesso sarà mini, con un serpentone di palazzine alte sette piani.
La sindaca Raggi ha aspettato tutto il pomeriggio il «sì» - al punto di far partire un tweet di giubilo, poi eliminato, a conferenza ancora in corso - in serata poi ha finalmente potuto dire che questo è «un grande risultato per la città». E che ci sarà «meno cemento e più verde: impulso per nuovi posti di lavoro». Una conquista politica per il M5S, che prova a uscire dal guscio del «no a tutto», festeggiato dalla grillina allo stadio Olimpico, presente in tribuna a Roma-Quarabag.

Dalla sponda Regione, Nicola Zingaretti si unisce sì alla festa dei tifosi e della città, ma sottolinea che «verificheremo applicazione, prescrizioni e osservazioni». Specificando che l'area del progetto, e cioè l'ex ippodromo di Tor di Valle, vicino a un'ansa del Tevere, «è stata scelta dalle amministrazioni comunali». E che soprattutto «ora la palla torna alle altre amministrazioni ed in particolare al Comune di Roma per l'approvazione della variante».

IL GIALLO
Il quadrante della Capitale già complicato di per sé per la viabilità, ora dovrà capire come sopportare l'onda d'urto dei tifosi durante le partite. Anche perché ieri è uscito di nuovo fuori il giallo del Ponte di Traiano. L'opera, saltata nella seconda versione dell'accordo tra privati e Comune, continua a essere considerata fondamentale per la Regione. Anche perché quello dei Congressi è ancora bloccato nella progettazione. Il ministro dello Sport Luca Lotti, grande tifoso dell'operazione, ha fatto capire che ci penserà il Governo, semmai (cioè lo Stato). Rimangono una serie di prescrizioni su tutta l'operazione, sottolineate anche ieri dalla conferenza dei servizi (Regione-Comune-Città metropolitana-Stato). Non solo il ponte, ma anche il potenziamento della RomaLido (considerata oggi la peggiore linea ferroviaria d'Italia) e la realizzazione di una nuova stazione proprio a Tor di Valle.

L'ITER
Non finisce qui, certo. Adesso il progetto passerà in Comune. La maggioranza grillina - che finora ha già perso la consigliera Cristina Grancio in quanto contraria - dovrà approvare la variante urbanistica da quasi 600mila metri cubi. Prima passerà dalla giunta, poi dalle commissioni e infine appunto dall'Aula Giulio Cesare. Se non ci saranno ulteriori scossoni il via libera è atteso per fine gennaio, inizio febbraio. La variante e la concessione torneranno poi di nuovo in Regione. La giunta di via Cristoforo Colombo dovrà dare la concessione edilizia ai privati, il permesso a costruire. E quest'ultimo rush potrebbe cadere, a seconda della velocità del Campidoglio, tra marzo e aprile. In campagna elettorale o con il vincitore delle elezioni regionali. Una dinamica politica che si aggiunge al puzzle-stadio di per sé ancora complicato. Nel dubbio Raggi si tiene larga e annuncia: «Spero che sia pronto entro i prossimi tre anni».
Martedì 5 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 09:21

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5 di 40 commenti presenti
2017-12-07 12:32:43
Perdonatemi ma mi sfugge un concetto: le infrastrutture di collegamento che dovrebbero essere realizzate a livello stradale e di Roma-Lido, nei giorni in cui la Roma non gioca, verranno interdette all'utilizzo pubblico? Sono riservate ai soli abbonati/possessori di biglietto per la partita? Oppure potrebbero creare benefici ai pendolari di Ostia e zone vicine durante i giorni della settimana? Perché a leggere i vari commenti sembra che il migliorare tutto questo sia una gran calamità............ ma, ripeto, forse mi sfugge qualcosa........ Mi chiedo inoltre perché molti considerino uno spreco di soldi pubblici queste opere che invece penso possano portare dei benefici, salvo poi lamentarsi continuamente della situazione attuale (e non lo dico io, ma gli stessi ciclici articoli del Messaggero sui disservizi cronici della Roma Lido ad esempio.......)
2017-12-07 09:10:37
Progetto originale: la AS ROMA si sarebbe presa in carico la realizzazione di tutte le opere urbanistiche (ponte sul Tevere, potenziamento viabilità, ecc.) e A COMPENSAZIONE DELL'ESBORSO per la realizzazione delle opere pubbliche nel complesso erano inserite TRE TORRI le cui cubature sarebbero state vendute (o affittate) per esercizi commerciali, uffici o altro. La Giunta (demagogicamente) bocciò il progetto richiedendo una forte limitazione sulla cubatura annessa allo Stadio (diciamo circa la metà), "concedendo" al privato la riduzione delle spese per le opere pubbliche (quindi niente ponte) essendosi quindi ridotta la "compensazione". A questo punto ecco la Regione che giudica insufficiente la viabilità a servizio della zona.... e a questo punto il casino era compiuto. Per chiudere la questione interviene poi lo Stato che si fa carico del ponte aggiuntivo (diciamo pure.... NOI TUTTI ci facciamo carico). Insomma.... una buona volta che un capitale straniero veniva qui ad investire e a riqualificare una zone al momento preda di pantegane ed anfibi.... ZAC! Ecco che in nome della guerra santa alla speculazione edilizia noi gli rendiamo la vita impossibile. Comunque nessuno mi toglierà dalla testa che era proprio qui che si voleva arrivare, ovvero alle opere viarie CON SOLDI PUBBLICI.... perchè il privato da gli appalti sulla base dell'efficienza e della tempistica... cosa che non si può dire se i soldi vengono dalle nostre tasse
2017-12-07 08:01:46
se il traffico riguardasse solo il periodo della partita sarebbe superabile, ma purtroppo ci saranno gli utenti dei nuovi uffici, centri commerciali, alberghi... che quotidianamente intaseranno ostiense e via del mare, le opere di viabilità previste sono palliativi, per rifare la roma-lido ci vogliono centinaia di milioni non gli spiccioli stanziati, insufficienti anche le altre opere, i vantaggi per l'as roma sono minimi va tutto a banche e costruttori, poveri noi abitanti di roma sud. Un'ultima domanda, ma è legale un finanziamento pubblico per un'opera privata?
2017-12-06 19:00:18
italiani, popolo di contro tutto e tutti, polemici e disfattisti per sentito dire, in disaccordo su tutto...cresceremo mai???
2017-12-06 18:04:29
Signor EGOCENTRICO (15:40), e' vero che Roma ha bisogno di tante cose. Ad esempio la nostra preziosissima sindaca in previsione della prossima glaciazione sta pianificando la funivia Casalotti-Boccea. Poi in previsione della sempre piu' scarsa produzione di petrolio sta pianficando una rete infinita di piste ciclabili. Torniamo a bomba: lo stadio della Roma. Perche' le da fastidio che si possa fare quest'opera ? Lo sa che e' a carico dei privati e che va a bonificare e valorizzare un'area che attualmente e' una discarica di materiali tossici (amianto, ecc) e immondizia varia?
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