Berlusconi: «Niente patti con Renzi. A Salvini chiedo lealtà»

di Mario Ajello
Presidente Berlusconi, avrà sentito l’ultima di Salvini. Lui nel ballottaggio a Roma voterebbe la grillina Raggi e non Giachetti. Anche lei? 
«Io no. Ma non perché preferisco il Pd. Semplicemente perché credo che non ci sarà alcun ballottaggio. Vince Guido Bertolaso al primo turno. I grillini hanno dimostrato di non saper amministrare neanche le piccole città. E Giachetti è un politico puro, senza attitudine amministrativa. Un ex radicale più abituato a dire no che sì».
 
E crede davvero che stavolta sarete voi a governare Roma? 
«Ne sono convinto. Perché siamo riusciti a trovare e convincere l’uomo giusto per far ripartire la Capitale. Bertolaso è un grande professionista, abituato a risolvere situazioni difficili, a gestire macchine complesse come quella della Protezione civile o quella del Giubileo del 2000. E’ l’uomo che ha risolto il disastro dei rifiuti a Napoli e in Campania, che ha organizzato in modo impareggiabile il dopo-terremoto in Abruzzo, l’eroe che va da missionario a soccorrere i terremotati di Haiti e che, incurante del pericolo, va a curare i malati di Ebola in Africa. Nessuno a Roma può fare meglio di lui».
 
Storace sostiene però che ci sia un patto segreto tra lei e Renzi per dare il Campidoglio al Pd. Ma davvero è così? 
«Storace è un buontempone. Ma quale accordo segreto con Renzi! Queste sono solo battute paradossali. Storace è quello che voleva le primarie. E si vede che cosa sono le primarie: hanno dato al centrosinistra i sindaci peggiori, per non parlare dei trucchi e dei brogli, dei voti venduti, comprati e gonfiati, dei rom e dei cinesi e portati ai gazebo e di altri pasticci. Perché mai il centrodestra avrebbe dovuto, a Roma o altrove, allestire una farsa come questa? E voglio ribadire ancora una volta che sia Salvini sia Meloni, quando abbiamo finalmente convinto Bertolaso a darci la sofferta accettazione della candidatura, hanno convenuto che lui fosse in assoluto il migliore».

Ma le divisioni che restano non favoriscono le altre forze politiche? 
«E’ evidente che tutte le incertezze nel centro-destra favoriscono i nostri avversari. Temo che Salvini – che non conosce bene Roma – negli ultimi giorni sia stato malconsigliato, si sia fatto trascinare in un gioco di veti e di antipatie personali tra esponenti della vecchia politica romana. Io ho sempre lavorato, anche accettando obiezioni poco fondate, per l’unità del centro-destra. Ovviamente mi aspetto anche dagli altri leader della coalizione la lealtà che è il presupposto dello stare insieme, e un minimo di senso di responsabilità. Roma è talmente importante che quello che succederà qui avrà effetti immediati anche a livello nazionale. Il voto di giugno potrà essere un primo avviso di sfratto al governo, non eletto, di Renzi». 

Ritiene particolarmente minaccioso il Movimento Cinquestelle nella Capitale? 
«I grillini sono molto bravi nel coprire con un volto presentabile l’inconsistenza e la pericolosità delle loro proposte. Persone a me vicine, mi hanno parlato bene di Virginia Raggi. Mi dicono che non è soltanto telegenica, ma è anche un bravo avvocato. Ma questo non basta per governare una città complessa come Roma. Ci vogliono una esperienza e una cultura di governo che a lei e ai grillini mancano completamente. Non posso pensare neanche per un attimo che la capitale d’Italia cada nelle mani di un movimento politico che si è già dimostrato incapace di amministrare, e che è oltretutto agli ordini di leader davvero inquietanti».

Non è strano che un imprenditore come lei non abbia puntato su un imprenditore come Marchini, che quasi sembra una sua fotocopia del '94?
«E’ a tutti noto che su Marchini c’è stato un veto insuperabile da parte di Fratelli d’Italia. Marchini viene da una famiglia di imprenditori che con la politica ha sempre avuto un legame molto stretto. Ma con la politica e con i politici di sinistra. Ha anche molte amicizie nella cosiddetta Roma bene, ma le elezioni a Roma si vincono nelle periferie, non nei salotti. Per gli elettori del centro-destra dopo la candidatura di Bertolaso votare per Marchini vuol dire sprecare il voto e fare così un favore alla sinistra». 
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Giovedì 10 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 12-03-2016 10:46

© RIPRODUZIONE RISERVATA
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2016-03-10 09:40:48
se è andato ad Haiti per il terremoto avrà avuto la sua convenienza. Ma c'è ancora qualcuno che sta ad ascoltare Berlusconi?
2016-03-10 13:06:55
mi spieghi qualcuno cos'e la "lealta' " in politica.
2016-03-10 13:11:12
credo che questa volta ci sarà veramente una svolta,la gente e talmente stanca di sentire questi politici che chiacchierno sempre senza mai fare qualcosa di veramente per la gente,state tutti sereni(come disse il sig.Renzi)
2016-03-10 14:58:12
E' telegenica ....... Questo e' importante. Che poi l'avvocatessa sia o meno portata a fare il sindaco di una citta' importante e difficile come Roma e' un dettaglio secondario. Tanto sara' solo una piccola pedina in mano sua.
2016-03-10 16:04:07
Anche donna Boschi è telegenica e non per questo il bomba di Rignano l'ha posizionata sul piedistallo di Ministro per le Riforme....!!!! Ci sono pedine...e " PEDINONE..."....!!!!
QUICKMAP