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Cani, bombe e bombaroli

Diario Euro 2016, diciassettesimo e diciottesimo giorno
Mi sono accorto di non essere il solo. Il solo paranoico che pensa alle bombe, ai kamikaze, all'Isis, a Parigi come ultime ultimo atto della mia vita: giorno 27 giugno 2016. Come suona? Una chiavica. La compagnia, dicevo, è folta, e pure di altissimo livello: sono tanti a farsela addosso. C'è chi non ce la fa a non ammetterlo (presente!!), c'è anche chi prova a tenere alto lo spirito del fatalismo e fa finta di niente, ma si capisce bene che al pensiero di presentarsi il 26 a Saint Denis, manco Parigi, Saint Denis, le gambe un po' tremano. Al di là di certe mie esagerazioni, qui in Francia l'ambiente è molto teso, forse pure al di sopra della realtà. Ma la realtà, si sa, ormai è morta, quindi conta quello che si percepisce e ciò che vogliamo raccontare. Allora, uno già è teso, poi se ci si mettono pure i bombaroli (quelli da microfono, da tweet, da facebook, da sito etc etc), ma non quelli dell'Isis, siamo a posto: a Lilla è scattato l'allarme bomba. Tensione alle stelle. Sospetto pacco al Media Center dello stadio Pierre Mauroy, dove l'Italia deve giocare contro l'Irlanda. Sala stampa evacuata, controlli del caso: niente. Falso allarme. Oppure vera cazzata, fate voi. Ma io dico: in quello zaino annusato da un cane (questo ci hanno raccontato) che non era nemmeno un cane della polizia, poteva starci davvero una bomba, non si discute questo, ma prima di sparare la notizia vuoi aspettare che si facciano i controlli, visto che finora ogni allarme è si è sempre rivelato falso? Tanto se la bomba scoppia scoppia, ma se non scoppia almeno non hai allarmato nessuno. Ma tanto un tweet in più o uno in meno che fa. Quando andiamo a Parigi, prepariamoci, ci sarà l'allarme guerra.  

   Mercoledì 22 Giugno 2016, 16:24
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