BLOG FIN QUI TUTTO BENE di

Lezioni di banalità

Diario Euro. 2016 ventiduesimo giorno
Certe volte penso a chi giudica con troppa facilità i giornalisti o comunque a quelli che in maniera affrettata esprimono pareri definitivi su persone che non conoscono o che mostrano solo il loro lato pubblico. I giornalisti sono brutti, sporchi e cattivi. Corrotti, presuntuosi, e via così con insulti gratuiti, verso l'infinito e oltre. Ma avete mai trascorso qualche giorno con un gruppo di giornalisti/persone, le avete mai guardate a fondo, studiato i loro tic, i pregi, anche i loro enormi difetti. Facile accorgersi che il giornalismo è solo un mestiere, non uno status sociale, non un sentimento dell'anima.  Apriamo la finestra sul mondo dei cronisti al seguito della Nazionale: fare nomi è inutile e non ci porta da nessuna parte, ma sono persone che lavorano e vivono una vita normale e l'oggetto del loro lavoro a volte è davvero un oggetto, un mezzo. Sono persone che telefonano a casa e si commuovono per il figlio che chiede "papà ma quando torni, mi manchi" o perché gli dice che gli "vuole bene lo stesso anche se prende gli aerei". C'è quello che la telefonata la riceve per la notizia di un lutto. C'è chi vive spensierato e trova il modo per occupare le ore libere con più serenità, magari coinvolgendo pure quello più timido o sempre incazzato. C'è chi si prende troppo sul serio, chi è terrorizzato dalla vita terrena e da quella ultra terrena. Che non si chiede cosa sarà il domani perché per lui a stento esiste l'oggi. C'è chi ha mal di pancia, forse perché ha mangiato male, o forse perché stressato ed è costretto a starsene nella propria stanza di albergo. C'è chi spera che la Nazionale esca al più presto per poter tornare a casa e dormire sul suo letto. C'è chi sfida la paura e si fa un giro per Parigi, perché a Parigi non ci si viene tutti i giorni. C'è chi si addormenta a cena, chi la cena non fa in tempo a farla perché ha un live dietro l'altro con il tg, con il programma sportivo, o perché il giornale gli cambia le carte in tavola e alle 22 devi ricominciare da capo. C'è chi lancia l'allarme bomba pure se vede un pacchetto di sigarette per terra, ma solo perché prevale in lui la voglia di bucare il video e non ragiona, perché magari da bambino lo hanno chiuso dentro una stanza e non lo facevano uscire, e oggi gioca con la notorietà. C'è chi si sente un bravo giornalista (ma il benzinaio vuole sentirsi un bravo bezinaio? Mah), chi preferisce sentirsi dire che è una persona per bene. C'è chi va in giro in gruppo, tipo scuole militari, c'è chi ama stare da solo. C'è quello grasso e felice e c'è quello magro che soffre, c'è chi subisce un tentativo di rapina e chi la rapina la subisce sul serio e gli portano via tutto, telefono, documenti etc etc e perde i contatti con il mondo. C'è quello che si presenta a Casa Azzurri in pantaloncini e quello che arriva con la giacchettella blu e la scarpa classica. C'è il romanista, il laziale, l'agnostico. C'è il ragazzino e il decano, che si ritrovano vicini e parlano dei loro anni di distanza e tutte e due sanno trasmettersi tanto. Si può andare avanti all'infinito. C'è l'uomo al centro delle sue banalità quotidiane, che vuole essere semplicemente conosciuto. E quindi rispettato. Tanto oggi insultare fa bene. E' catartico. Ma state bene così.        Lunedì 27 Giugno 2016, 13:31
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
QUICKMAP