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La sveglia che non ti aspetti

Diario Euro 2016 diciannovesimo giorno
La notte nell'albergo di Lilla, il Lilla Europa, non è stata proprio riposante. Dopo le partite, l'adrenalina non ha sonno e, restando sveglia, rende insonne tutto il tuo corpo e la mente. Tu spegni la luce e gli occhi sono talmente sbarrati che si riesce comunque a oltrepassare il buio. Tipo i raggi x di Superman (cacchio quanto li ho sognati, più dei componenti di Jeeg Robot...). Niente, non si dorme e alle 7 suonerà la sveglia, maledizione. Quando pian piano non ne puoi più e senti, finalmente, quel dolce senso di abbandono e capisci che forse un paio di ore ce la farai a dormire, si sente bussare pesantemente sulla porta. Boom, boom!! Cacchio, che succede, non è suonata la sveglia e vengono a cercarmi??? Ma fuori è ancora buio, non può essere. Booom, booom, ancora pugni sulla porta. Mi alzo. Chi è? Chi è? Nessuno risponde, sto per aprire ma poi mi fermo, per fortuna. Chi è? Zero. Sento scappare e sorridere, come quelli che citofonano alle vecchiette e volano via soddisfatti. Uno scherzo degli irlandesi, presenti in massa nell'albergo. Presenti e comprensivi di alcol in circolo che se ne bevessi io un decimo andrei in giro a bussare ma alle porte del Paradiso. Uno scherzo. Pure in Irlanda li fanno, esattamente idioti come i nostri, si può dire sì? Lo diciamo. Che scherzo è? Mah. Mi rimetto a letto, ma dormire diventa impossibile, la sveglia ormai è lì che mi fissa e mi dice: non t'azzardare a chiudere gli occhi che mi metto subito a suonare. Un paio d'ore riesco a dormire, nonostante le sue minacce. Il treno è puntuale alla partenza ma ci mette un'ora in più per arrivare a Montpellier: da cinque, le ore, diventano sei. Un viaggio della speranza. Rimpiango la sveglia e soprattutto ripenso agli irlandesi che bevono, bevono, bussano alle porte degli altri e si divertono con poco. Stasera ordino cinquanta birre.   Venerdì 24 Giugno 2016, 11:48
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