Vaccini, dopo 7 mesi nessuna riduzione dell'efficacia: ok contro ricoveri e decessi

L'apparente riduzione è dovuta anche al rilassamento post iniezione: quando non usiamo più le mascherine o non badiamo al distanziamento fisico

Variante Delta, fa calare la protezione del vaccino: i dati dell'Iss su anziani, immunocompromessi e persone con comorbidità
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Mercoledì 6 Ottobre 2021, 16:39 - Ultimo aggiornamento: 19:22

Quanto dura la protezione di un vaccino mRna? E se sopraggiunge una variante, molto contagiosa come la variante Delta, lo scudo vaccinale si assottiglia? Anche l'Istituto superiore di sanità sta analizzando dati su contagi e ricoveri nella popolazione vaccinata. A sette mesi dalla vaccinazione «non si registra una riduzione dell'efficacia dei vaccini Covid-19 a mRna nella popolazione generale, mentre si osserva una lieve diminuzione nella protezione dall'infezione (sintomatica o asintomatica) in alcuni gruppi specifici».

Lo afferma il quarto report, a cura del Gruppo di lavoro Istituto superiore si sanità (Iss) e ministero della Salute «Sorveglianza vaccini Covid-19», sull'analisi congiunta dei dati della sorveglianza integrata Covid-19 e dell'anagrafe nazionale vaccini. Sono stati esaminati - si legge in una nota dell' Iss - i dati di più di 29 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino a mRna, seguite fino al 29 agosto 2021. L'efficacia è stata valutata confrontando l'incidenza di infezioni (sintomatiche e asintomatiche), ricoveri e decessi a diversi intervalli di tempo dopo la seconda dose con quella osservata nei 14 giorni dopo la prima dose, considerato come "periodo di controllo".

Le conclusioni dell'Iss - Nella popolazione generale a sette mesi dalla seconda dose «non si osserva una riduzione significativa di efficacia in termini di protezione dall'infezione (sintomatica o asintomatica), che rimane dell'89 per cento. Anche contro il ricovero e il decesso la protezione resta elevata (96 per cento e 99 per cento) a sei mesi dalla seconda dose».

Nelle persone immunocompromesse «si osserva una riduzione dell'effetto protettivo verso l'infezione a partire da 28 giorni dopo la seconda dose. La stima, in questo caso, presenta una variabilità elevata dovuta in parte al ridotto numero di soggetti inclusi in questo gruppo ma anche connessa alla diversità delle patologie presenti in questa categoria».

Nelle persone con comorbidità «si osserva una riduzione della protezione dall'infezione, dal 75 per cento di riduzione del rischio dopo 28 giorni dalla seconda dose al 52 per cento dopo circa sette mesi».

Diminuisce «leggermente, pur rimanendo sopra l'80 per cento, l'efficacia contro l'infezione nelle persone sopra gli 80 anni e nei residenti delle Rsa».

Sì, anche l'Iss dice che la variante Delta fa calare la protezione - Il report sottolinea che confrontando i dati tra gennaio e giugno 2021, periodo in cui predominava la variante alfa, con quelli tra luglio e agosto, a prevalenza delta, «emerge una riduzione dell'efficacia contro l'infezione dall'84,8 % al 67,1 %. Resta invece alta l'efficacia contro i ricoveri (91,7 % contro 88,7 %)».

Perché cala la protezione? L'apparente riduzione di efficacia dei vaccini nel prevenire l'infezione potrebbe essere dovuta al tempo intercorso dalla vaccinazione e/o ad una diminuita efficacia contro la variante delta. Potrebbero inoltre avere contribuito eventuali modifiche comportamentali a seguito del rilassamento delle altre misure preventive (uso di mascherine, distanziamento fisico)». Infine, i dati sono «coerenti con quelli ottenuti dal confronto con i non vaccinati, pubblicati settimanalmente nel report esteso dell' Iss. È fondamentale continuare questo tipo di aggiornamenti e monitoraggi anche nei mesi futuri».

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