Obesità, «geni ippopotamo responsabili dell'accumulo di peso»: da uno studio la svolta per le cure

Lo studio è stato condotto sui moscerini della frutta

Obesità, «geni ippopotamo responsabili dell'accumulo di peso»: da uno studio la svolta per le cure
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Venerdì 5 Novembre 2021, 22:17

La scoperta dei cosiddetti "geni ippopotamo" potrebbe dare dare un aiuto fondamentale nella lotta all'obesità. Questi i risultati di una ricerca scientifica, secondo cui sarebbe possibile andare a modificare questi geni per contrastare la malattia che colpisce oltre oltre 600 milioni di persone nel mondo.

Lo studio

Stando allo studio condotto dall'Università di Cambridge e riportato anche sul tabloid inglese The Sun, sarebbero quattro i geni responsabili dell'obesità. Per i ricercatotori andando a "attivare" questi geni nei moscerini della frutta si potrebbe far calare di peso gli insetti.

Lo studio è stato condotto su questa specie animale perché in una particolare sequenza genomica ci sarebbero delle congruenze, sia con l'uomo che con l'ippopotamo. Gli esseri umani condividono infatti ben il 75% del corredo genomico con i grossi mammiferi erbivori.

Le parole dello scienziato

«Eliminando l'allert "dell'ippopotamo" nel cervello degli animali questi potrebbero ingrassare. Lo studio ci dà speranza per tutti i trattamenti futuri dell'obesità», spiega il dottor Andrea Brand, neuroscienziato dell'Università di Cambridge. «In teoria si potrebbero già sviluppare farmaci in grado di potenziare questi specifici geni, tanto da indurre la riduzione della massa grassa». Nella nuova sessione di ricerca potrebbero trovare una parte attiva anche un gruppo di volontari obesi. Molte persone sarebbero quindi geneticamente predisposte ad accumulare più grasso del normale.

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Come già dimostrato scientificamente, quesi geni, detti "geni ippopotamo" si occupano di regolare le dimensioni degli organi. Proseguendo le ricerche, che sono state pubblicate sulla rivista PLoS Biology, si potrebbe quindi calibrare uno specifico piano di dimagrimento in base al dna della persona obesa.

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