Covid, troppo alcol peggiora l'infezione: sale il rischio di essere intubati

Covid, troppo alcol peggiora l'infezione: sale il rischio di essere intubati
di Carla Massi
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Martedì 13 Ottobre 2020, 18:48

«Non è vero che l’etanolo disinfetta e nemmeno che debella il virus del Covid o aumenta le difese immunitarie. Al contrario l’etanolo aumenta i recettori Ace2 per Covid». L’allarme è lanciato dal presidente nazionale della Società italiana di alcologia, Gianni Testino alla guida del reparto di Dipendenze ed epatologia, Asl 3 Liguria,  per contrastare le false notizie secondo le quali bere alcolici protegga dal virus.

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Proprio il rapporto tra l'abuso, lo stress da Covid, la chiusura di alcuni centri e le possibili cure contro la dipendenza è stato al centro della discussione durante il primo appuntamento della campagna formativa “Alcohol Hub” promosso dalla Società italiana di alcologia con il sostegno non condizionato di Alfasigma. «In un Paese in cui ci sono 34 milioni di consumatori di alcol di cui dodici che ne fanno uso giornaliero, è imprescindibile lanciare questo appello: chi beve, diminuisca l’apporto. Chi non beve non inizi a farlo perché spinto da quelle fake news che girano online. Ricordiamo che letanolo distrugge le giunzioni cellulari in sede alveolare polmonare e favorisce la sovrapposizione batterica non ché lo “Tsunami citochimico” con incremento del rischio di intubazione» aggiunge Testino.

 Durante la pandemia, raccontano gli specialisti, l'alcol è stato utilizzato anche come “silenziatore” dell'ansia e oggi si contano le conseguenze. Sul fisico e sulla psiche. Da febbraio a giugno il 20% dei pazienti ha avuto una ricaduta alcolica. In più, è stato rilevato un aumento del 15% di nuovi alcol dipendenti. «Erano già consumatori sociali - spiegano gli esperti - che hanno spinto il loro continuum alcolico verso la dipendenza».  

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