Antivirali contro Omicron, «ricovero e morte ridotti dell'87%»: come funzionano e chi può assumerli

Ema: Antivirali orali come Paxlovid e, per via endovenosa, come il Remdesivir «mantengono la loro efficacia contro Omicron»

Antivirali contro Omicron, «ricovero e morte ridotti dell'87%»: come funzionano e chi può assumerli
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Sabato 15 Gennaio 2022, 20:30 - Ultimo aggiornamento: 22:03

Due settimane fa la Commissione tecnico scientifica (Cts) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato due antivirali, per il trattamento di pazienti Covid non ospedalizzati con malattia lieve-moderata: molnupiravir, meglio conosciuto come pillola Merck e il remdesivir. I due farmaci sono riservati a pazienti con malattia di recente insorgenza e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo della malattia grave. Mentre si attende ancora il via libera per la pillola Pfizer Paxloid, previsto per febbraio. Ma come funzionano gli antivirali contro il Covid-19? Quale la loro efficacia contro la variante Omicron? Uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet, mostra risultati che fanno ben sperare.

Omicron, Ema: «Gli antivirali orali mantengono la loro efficacia»

Antivirali orali come Paxlovid e, per via endovenosa, come il Remdesivir «mantengono la loro efficacia contro Omicron e possono aiutare a limitare il carico di malattia associato a questa variante», ad affermarlo è stato nelle scorse ore il capo della strategia vaccinale dell'Agenzia europea del farmaco (Ema), Marco Cavaleri. 

Tra gli antivirali orali pronti a entrare in campo nel contrasto alla pandemia c'è il farmaco di Pfizer Paxlovid, autorizzato negli Usa il 22 dicembre 2021, dalLa Food and Drug Administration (FDA) all'uso di emergenza. I risultati degli studi pubblicati dal produttore indicano che il farmaco riduce dell'88% il rischio di ospedalizzazione o morte per i pazienti ad alto rischio, rispetto al placebo, se somministrato entro 5 giorni dall'insorgenza dei sintomi. 

Un secondo antivirale orale, è la pillola Merck, (molnupiravir) di Merck Sharp & Dohme's (MSD) che ha ricevuto l'autorizzazione della FDA il 23 dicembre, e già autorizzato anche dall'italiana Aifa. In uno studio di fase 3, pubblicato su The Lancet,  su 1433 pazienti con Covid-19 da lieve a moderato e almeno un fattore di rischio per malattie gravi, il trattamento con molnupiravir entro 3 giorni dall'esordio dei sintomi ha ridotto del 30% le possibilità di ospedalizzazione o morte rispetto al placebo.

 


Anche l'antivirale Remdesivir ha già dimostrato di ridurre i tempi di recupero nei pazienti ospedalizzati con Covid-19. I risultati degli studi pubblicati il mese scorso hanno mostrato che è efficace anche nelle prime fasi del decorso della malattia. Il trattamento con remdesivir entro 7 giorni dalla comparsa dei sintomi ha ridotto dell'87% le possibilità di ricovero o morte dell'87%, rispetto al placebo, per i pazienti non ospedalizzati con COVID-19 ad alto rischio di malattia grave. Ma il farmaco, a differenza dei precedenti, deve essere somministrato per via endovenosa, il che ne limita drasticamente l'utilità, soprattutto nei pazienti che altrimenti dovrebbero isolarsi a casa.

Antivirali contro il Covid, chi può assumerli


Pfizer e MSD, si legge su The Lancet, hanno entrambi stretto accordi con il Medicines Patent Pool (MPP) consentendo a dozzine di paesi a reddito medio-basso in tutto il mondo di accedere a Paxlovid e molnupiravir. Charles Gore, direttore esecutivo dell'MPP, prevede che la versione generica di molnupiravir sarà inizialmente venduta per circa 20 dollari USA nei 105 paesi inclusi nell'accordo con l'MPP.

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«Gli antivirali orali non hanno le complicazioni degli anticorpi monoclonali, che devono essere somministrati in ospedale, e sono molto meno costosi», ha detto Gore a The Lancet Respiratory Medicine. «Sono molto adatti ai paesi a reddito medio-basso». 

Come funzionano gli antivirali


Il molnupiravir di Merck è semplice da produrre, quindi è probabile che almeno per un po' sia l'antivirale più ampiamente disponibile per Covid-19. Paxlovid è un prodotto più complicato. «È una combinazione di due farmaci: ritonavir più il nuovo inibitore della proteasi PF-07321332. I due farmaci funzionano in modi diversi. Molnupiravir provoca un accumulo di errori nella replicazione del virus, finché il virus non può più sopravvivere. Paxlovid blocca una proteasi necessaria per il processo di replicazione», rivela uno studio The Lancet. 

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«Ci sono buone probabilità che saremo in grado di ridurre il costo di molnupiravir a $10 per corso; questo è un ottimo prezzo per una riduzione del 30% dei ricoveri», ha commentato Gore. 
Charlotte Summers, professoressa di medicina intensiva all'Università di Cambridge (Cambridge, Regno Unito), ha accolto con favore l'avvento degli antivirali orali. Ma ha sottolineato che ci sono ancora dubbi sul ruolo che potrebbero svolgere nella lotta contro la pandemia. Gli studi di fase 3 sia per molnupiravir che per Paxlovid hanno reclutato individui non vaccinati ad alto rischio di ricovero per COVID-19. «Non abbiamo molte di queste persone rimaste nel Regno Unito», ha osservato Summers. «Non sappiamo quale sarà l'esito di questi farmaci nelle popolazioni vaccinate o se forniranno benefici ai pazienti che non sono ad alto rischio di malattie gravi». Ci sono molte persone non vaccinate nei paesi a reddito medio-basso. Ma affinché gli antivirali siano efficaci, il trattamento deve essere iniziato tempestivamente.

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