«Sono il tredicesimo apostolo»: esorcismi e riti nel capannone

In un capannone esorcismi e riti magici
di Mirella Piccin
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Sabato 20 Aprile 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 08:31

PORDENONE - L’intervento dei carabinieri ha interrotto le preghiere della comunità di seguaci di un sedicente “pastore” che dice di essere il tredicesimo apostolo, e che era solita riunirsi in un capannone privato, un tempo sede di un’azienda, nella frazione di Rivarotta. L’Arma è intervenuta per effettuare accertamenti e controlli, legati soprattutto alla sicurezza, in seguito a diverse segnalazioni dei residenti,che lamentavano confusione e un grosso afflusso di gente nella zona ogni mercoledì sera, dalle 20 alle 24. Un viavai di persone, un centinaio almeno. Ma cosa succedeva dentro? Si parla di esorcismi e riti magici. In paese tutti sapevano dell’esistenza di questa comunità di preghiera, attiva da due anni, e del fatto era stato messo al corrente anche il vescovo. Ora non si sa se nel capannone o tra i suoi frequentatori siano state trovate irregolarità, poiché i carabinieri non rilasciano dichiarazioni, ma i residenti dopo aver visto l’intervento delle forze dell’ordine sono più tranquilli. «Finalmente – commentano - qualcuno ci ha ascoltati. E i riti sono stati interrotti. Non ne potevamo più dell’invasione della auto. Se quelle persone vogliono pregare, ci sono tante chiese in questo territorio con tanto di orari».
 
I FEDELI DI CRISTO
Questa comunità che si ritrova nello spazio industriale riconvertito a luogo di culto, per predicare e pregare, si fa chiamare “Fedeli di Cristo”, ed è guidata da un camionista della provincia di Pordenone. Secondo i racconti di chi per curiosità ha partecipato alle serate, anche solo per una volta e con molta attenzione, i fedeli provengono per la maggiore parte dal vicino Veneto e sono di varia estrazione sociale. E sembra che siano in una posizione di contrasto con la Curia vescovile e con il Papa, e che si prestino spesso anche a dare vita a procedure esorcistiche. E tutto ciò alla presenza di bambini e donne. Il gruppo sarebbe nato in Veneto tra il 2017/2018 e si è trasferisce in Friuli, quando ha trovato la disponibilità di questo capannone privato, ma si è appreso che incontri di preghiera in strutture private si tengono anche nella zona di Fiume Veneto. L’andirivieni ha attirato l’attenzione dei residenti, di chi vive a Rivarotta, ma soprattutto dei cattolici che per pregare vanno in chiesa, non altrove. Da quanto emerge, infatti, si contano sulle dita le famiglie o le persone del luogo che frequentano il capannone e vanno ad ascoltare gli incontri religiosi, tenuti da preti scomunicati, provenienti da Sicilia e Calabria, e anche da un sacerdote del Veneto.
IL PARROCO
In molti hanno chiesto a don Lelio Grappasonno, parroco di Rivarotta, Cecchini e Visinale, come mai i gruppi di preghiera cerchino dei capannoni, lontani dalle chiese, per pregare. «Non c’è motivo di pregare in un capannone - ha risposto don Lelio - semprechè le motivazioni non siano collegate ad altre cose. Qui abbiamo le chiese, sono aperte e disponibili a tutti i gruppi di preghiera. Per esempio, la chiesa di Rivarotta il primo venerdì del mese lo dedica a Maria, mentre nella chiesa di Cecchini il primo mercoledì del mese è dedicato a San Giuseppe. Inoltre, nella chiesa di Visinale l’ultimo venerdì del mese è destinato alla scuola di preghiera. Nella chiesa Antica abbiamo due gruppi di preghiera, con messe in onore a Maria Santissima e all’Adorazione perpetua. Credo che più che mai si debba pregare in questo tempo difficile e delicato. La preghiera è una forza, ma lo è ancora di più quando i gruppi sono in cammino con la chiesa cattolica».
Mirella Piccin

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