Turismo organizzato, l'allarme delle associazioni: "A rischio 40mila posti di lavoro"

Turismo organizzato, l'allarme delle associazioni: "A rischio 40mila posti di lavoro"
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Martedì 21 Dicembre 2021, 21:00

(Teleborsa) - "Solo relativamente alle Agenzie di viaggio e Tour Operator, in assenza di urgenti interventi economici e finanziari si stimano chiusure pari ad oltre il 50% delle imprese attive e la perdita di oltre 40mila posti di lavoro". Questo l'allarme lanciato da Fto - Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, Aidit Federturismo Confindustria, Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi Confesercenti, Fiavet Confcommercio e Maavi Conflavoro, nella lettera congiunta inviata al premier Mario Draghi e ai ministri Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Andrea Orlando e Massimo Garavaglia.

Le associazioni chiedono al governo di convocare urgentemente un tavolo di confronto interministeriale, da istituirsi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per "poter illustrare al meglio le proposte avanzate" e "individuare soluzioni idonee a scongiurare la chiusura di migliaia di aziende italiane ed i conseguenti licenziamenti della stragrande maggioranza del personale in forza".

"Il Turismo Organizzato – si legge nella lettera – nel 2019 generava un volume d'affari di circa 13,3 miliardi di euro, ha registrato nel 2020 una perdita pari a circa il 70% del fatturato, mentre si stima che la chiusura dell'anno in corso condurrà ad una perdita di oltre l'80% del fatturato". In tale scenario per le associazioni il tavolo interministeriale è indispensabile al fine di individuare le apposite misure che consentano di superare questo nuovo blocco ai viaggi internazionali, in entrata e in uscita, causato dalle ulteriori misure restrittive introdotte a seguito della nuova variante Omicron.

Nel loro appello le associazioni invitano Draghi a valutare "con la doverosa attenzione la situazione, attivandosi rapidamente per la concessione dei necessari aiuti economici e per la proroga della cassa in deroga, misure indispensabili per la stessa sopravvivenza delle imprese".

Sul tema oggi è intervenuta anche la Fisascat Cisl. "I provvedimenti restrittivi allo studio per contenere la diffusione del contagio da Covid-19 – afferma il sindacato in una nota – hanno già fatto registrare un effetto annuncio, portando alla drastica riduzione dei consumi turistici per le prossime settimane. L'impatto sui conti delle aziende, già stremati da un anno e mezzo di pandemia e di chiusure, può essere devastante e travolgere le attività ancora aperte, e con esse parte rilevante dei lavoratori diretti ed indiretti del settore del Turismo e della Ristorazione. A pochi giorni dalla scadenza della possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali di emergenza e delle tutele volte a salvaguardare l'occupazione, fissata al 31 dicembre 2021, ancora non si conosce se tali misure saranno prorogate e in che termini: una situazione gravissima che coinvolge le famiglie di oltre cinquecentomila lavoratori. Organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, lavoratori ed imprese chiedono a Governo e Parlamento chiarezza sui termini di ricorso all'integrazione salariale ed evidenziano la necessità di una proroga al 30 giugno 2022 delle attuali tutele e della possibilità di accesso agli ammortizzatori al fine di poter garantire la continuità occupazionale ai lavoratori impiegati. Si tratta di preservare le professionalità del settore per consentire la ripresa delle attività in sicurezza quando la fase di picco della pandemia sarà superata".

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