Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Tesla Model S Plaid, l'auto più veloce del mondo: oltre 320 km/h, 0-100 in soli 1,9 secondi

La nuova Tesla Model S Plaid
di Giorgio Ursicino
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Mercoledì 29 Settembre 2021, 13:33 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 07:59

Tesla, sempre più fenomeno. Altro che bolla. L’azienda di Elon Musk, poiché vale più di tutti gli altri costruttori automotive messi insieme, è monitorata in tempo reale dal branco feroce degli analisti più “cattivi” del pianeta. L’azione della società è quotata al Nasdaq circa 750 dollari per una capitalizzazione intorno a 750 miliardi. La “start-up” della Silicon Valley è definitivamente decollata nel 2020 con lo scoppio della pandemia e il contemporaneo affermarsi della transizione ecologica considerata, a livello globale, una realtà non più rinunciabile. All’epoca, nella seconda metà dello scorso anno, il titolo, da meno di cento dollari, è arrivato a toccare quasi i 900 con il valore totale che “vedeva” quota mille miliardi. Una montagna di denaro. Dopo un’impennata del genere, una pesante picchiata va messa in preventivo. Invece, il principe degli inventori ha manovrato meglio di un guru della finanza il mercato di capitali più grande del mondo. Mangime quotidiano da satollare una mandria di buoi, una pasturazione centellinata in maniera sopraffina.

Tesla era stata sempre accusata di non fare utili, ma veniva lo stesso premiata perché, per mettere in moto un gigante del genere, i soldi non sono mai abbastanza. Gli investitori hanno capito e Musk, al momento opportuno, ha cambiato marcia dimostrando al mondo che la sua non era solo una ambiziosa “visione”, ma poteva trasformarsi in realtà. Quello terminato il 30 giugno è stato l’ottavo trimestre con i conti in attivo con una crescita esponenziale destinata a prendere quota ancora andando ad occupare, anche dal punto di vista commerciale, quel ruolo che la finanza gli ha riconosciuto in anticipo. Elon è stato geniale. Non solo come “inventore” dell’auto elettrica (dimostrando da subito che può avere performance inarrivabili), ma anche come infallibile businessman con l’intuito di un segugio. In Tesla tutto è nuovo e non c’è quello che non è indispensabile. I costi sono ridotti al minimo, le risorse tutte indirizzate dove servono. Rete di vendita agile e rivoluzionaria, prezzi fissi, orgoglio dei clienti che non chiedono sconti (come la Ferrari...).

E poi intuito nel capire che la rete di distribuzione energetica doveva anticipare le auto e non seguirle. Un po’ la storia del carro e dei buoi. O, se volete, dell’uovo e la gallina. Ormai le vendite volano e nel secondo trimestre del 2021 l’utile è arrivato ad 1,12 miliardi di dollari con il fatturato che ha sfiorato i 12 miliardi (201.250 vetture consegnate). Come un’azienda “vera”. Una proiezione che, crisi dei semiconduttori permettendo, porta il consuntivo dell’esercizio a quasi 5 miliardi di utili, 50 di fatturato e 800 mila vetture prodotte. Una realtà che non si può certo più definire di nicchia. Con un ritorno dell’11% degno dei marchi premium di successo. L’offerta è alimentata dallo “storico” impianto di Fremont in California (rilevato dalla Toyota nel 2010, dopo essere stato a lungo comproprietà fra americani e giapponesi) e dallo stabilimento cinese di Shanghai pronti ad essere affiancati dalle nuovissime fabbriche di Austin e Berlino dove nasceranno la 3 e la Y più adatte al nostro continente.

Altra erbetta frusciante da offrire al mercato con sempre l’obiettivo dei mille miliardi nel mirino che la fa competere con i giganti della Grande Mela (nell’ordine Apple, Microsoft e Amazon). Ma Tesla, ed in particolare Elon Musk, non hanno mai tralasciato quell’amore antico per l’auto trasformandola in un semplice mezzo di trasporto, efficiente e sicuro. Elon è stato sempre pronto a sfidare il brand tradizionali sul loro territorio di caccia preferito, quello delle prestazioni che richiedono competenze profonde difficili da maneggiare in appena un decennio. Una strategia di marketing diabolica per affermare di essere un leader assoluto. Così, girare sul “vecchio” tracciato del Nurburgring non è stata considerata un’operazione da “anziani” nostalgici, ma un sigillo di qualità che Musk ha sempre seguito direttamente commentando sui social.

In attesa della Roadster che avrà una batteria da 200 kWh e velocità superiore ai 400 orari, sono stati consegnati i primi esemplari della nuova Model S Plaid, un mostro a 3 motori da oltre mille cavalli di potenza che supera i 300 orari ed ha un’autonomia di più di 600 km. Plaid ha interni inediti con un inconfondibile volante a cloche e uno schermo centrale trasversale da 17 pollici (resistenza aerodinamica da record mondiale di 0,208). Ebbene la vettura sul sito è data per 2,1 secondi per sui 0-100, ma dai primi test su strada nelle corsie di accelerazione per dragster, ha dimostrato di saper far meglio: 1,99 secondi con la possibilità di portare 5 persone, 800 litri di bagagli, una lunghezza di 5 metri e un prezzo (inchiodato) di 10 euro meno di 130 mila.

La performance più entusiasmante si è avuta sul circuito tedesco dove i collaudatori della Tesla hanno stabilito il nuovo record planetario per vetture elettriche togliendolo alla favolosa Taycan di Porsche, una regina del “ring”. La gemma di Palo Alto ha girato sui 22,832 km della Nordschleife (l’Anello Nord, l’“Inferno Verde”)in 7’30”909 a 166,320 km/h di media staccando il gioiello di Zuffenhausen che ha girato nel 2019 di 12 secondi. Lo ha scritto con orgoglio su un tweet l’inventore in persona facendo trapelare che prototipi non definivi hanno girato a 7’23” e l’auto ha una potenzialità di 7’05... Quindi i californiani presto torneranno. Ora, dopo due anni, si attende la risposta della Porsche.

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