Giorgio Ursicino
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Giorgio Ursicino

Al volante della Nuova Fiat 500: l'icona di tutte le citycar diventa elettrica. Potenza doppia rispetto alla termica

Domenica 20 Settembre 2020 di Giorgio Ursicino
La Nuova Fiat 500 elettrica per le strade di Roma
L’auto del futuro, con il fascino, la tradizione è l’heritage di un’icona che ha accompagnato la storia della mobilità per oltre mezzo secolo. La razionalità di un gioiello che spalanca le porte ad una nuova era, fatta di tecnologia virtuosa e un forte rispetto ambientale, si miscela con le profonde emozioni che solo gli oggetti cult sanno trasmettere. Capolavori che hanno attraversato diverse generazioni mutando anche personalità, ma conservando uno stile unico e travolgente, capace di infiammare lo sguardo di adulti, anziani e bambini.

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Un prodotto dell’industria con una personalità così forte da trasformarsi in qualcosa di vivente, una compagna fedele, un’amica ideale. Quando veleggiano nell’aria tanti corsi e ricorsi, c’è la probabilità forte che nasca qualcosa di esplosivo, di travolgente. Era quasi scoccato il tempo che la principessa delle citycar si rinnovasse. La Fiat 500 l’aveva già fatto una volta nel 2007, dopo che la prima generazione era rimasta sulla breccia per quasi vent’anni, accompagnando la Dolce Vita e il boom economico della Penisola, motorizzando l’Italia dei sogni per tutti. Un successo incredibile.

Non più la piccola per tutti, minimalista ed essenziale, col temperamento fortemente tricolore, ma un cucciolo molto glamour, ricercato ed esclusivo, in grado di entusiasmare le folle anche all’estero, fino alla favolosa California. Una Principessa tenuta a battesimo da due manager molto speciali: l’immenso Sergio Marchionne e il predestinato Luca De Meo che la accompagnarono a vincere il premio di Auto dell’Anno 2008, l’ultima volta di una vettura italiana. Ora, dopo 13 anni sempre sulla cresta dell’onda, arriva la terza generazione della cucciola e, in un momento come questo, non poteva che essere elettrica.

Esclusivamente a batterie per cavalcare, con il suo carisma unico, la svolta energetica, fatta di un progressivo e totale abbandono della fonti non rinnovabili per arrivare alla mobilità completamente sostenibile, quella del futuro. In Fca, bisogna riconoscerlo, lo hanno ripetuto nel tempo anche se più di qualcuno era un po’ scettico: «Non è ancora il momento dell’auto elettrica, quando scoccherà l’ora saremo in prima fila. Adesso l’orologio segna la svolta epocale e, facendo scendere in campo la best seller, il mito, da Torino mandano un messaggio forte: l’auto del Belpaese vuole continuare ad essere protagonista anche domani, quando i pistoni non ci saranno più e le vetture si riconosceranno dalla colonna sonora di una musica d’autore.

La Nuova 500 è tutto questo. È il simbolo di uno stabilimento storico pronto a ripartire e di un polo tecnologico elettrificato che John Elkann ha fortemente voluto in Piemonte dove la sua dinasty ha scritto pagine importanti della storia industriale italiana. Così, la prima vera auto tricolore zero emission è pensata, ingegnerizzata e prodotta interamente a Torino. Ora, nonostante gli ostacoli dell’ostico covid, l’oggetto del desiderio è pronto, la produzione e avviata, la piccola stella ha iniziato la sua avventura, con l’ambizione di riconquistare il prestigioso trofeo.

Si è fatta guidare per la prima volta dagli esperti del settore e dai giurati del Premio e, primo fra i primi, da Olivier François, il numero uno mondiale del brand che ha idealmente portato tutti gli appassionati a fare un giro per le strade del capoluogo sabaudo dove è nata la sua leggenda. La nuova 500 vede la luce nello storico impianto di Mirafiori (ha più di ottant’anni) dove sono stati investiti solo per lei 700 milioni e 1.200 tecnici ne produrranno all’inizio 80 mila esemplari l’anno. François non poteva che concludere il suo test nella pista sul tetto del Lingotto, uno scenario ancora più simbolico per gli Agnelli dove c’è la regia delle tante attività controllate da Exor e dove fra qualche settimana la 500 elettrica sarà provata ufficialmente.

La baby mostra immediatamente come le auto elettriche abbiano diverse marce in più rispetto alle vetture termiche anche perché queste ultime sono al tramonto del loro sviluppo più che secolare, mentre i veicoli a batterie sono all’alba dell’era moderna, alla primissima generazione e quindi hanno sotto tutti i punti di vista margini di sviluppo sconfinati. Non solo per il motivo per cui sono invocate all’unanimità (azzeramento delle emissioni e del rumore, scusate se è poco), ma anche per le performance: mai in precedenza una 500 era stata tanto brillante e emozionante da guidare.

E “la Prima”, la versione che farà il suo esordio sul mercato, è sì una gemma curatissima per qualità, finiture e dotazioni, ma non certo una variante sportiva. Il propulsore, infatti, non finisce più per una citycar, ha quasi il doppio della potenza della precedente generazione e una generosa coppia il cui picco massimo è immediatamente disponibile come tutte le vetture a batteria. La potenza è di 87 kW (quasi 120 dei “vecchi” cavallucci) decisamente esuberanti che si traducono i prestazioni dal sapore nuovo, soprattutto per la fluidità e l’agilità di guida.

L’accelerazione è un “urlo nel silenzio”, i 0-50 km/h volano via in un soffio (poco più di 3 secondi), per raggiungere i 100 ne servono solo 9, mentre la velocità massima è autolimitata a 150 km/h, un’andatura più che adeguata. L’autonomia nel ciclo combinato Wltp è di 320 km, ma nell’uso prettamente cittadino può arrivare a 458, percorrenze sufficienti per qualsiasi tipo di utilizzo. Tre le modalità di guida, Normal, Range e Sherpa. La prima è quella che si avvicina di più al comportamento di una “vecchia” auto tradizionale. Selezionando il “driving mode” Range, invece, si entra in una dimensione tutta nuova che massimizza i vantaggi del recupero di energia ed esalta il piacere di guida invitando chi è al volante a un continuo confronto con se stesso.

Grazie alla funzione “one pedal drive” è possibile gestire ogni situazione con il solo pedale dell’acceleratore, riservando il freno solo allo stop immediato. Infine Sherpa, che è il capo guida himalayano della spedizione, ottimizza tutto al massimo nei momenti “delicati”, quando l’energia nella batteria scende ad un livello un po’ critico per la distanza da percorrere. La 500 lo percepisce da sola, o dalla destinazione impostata nel navigatore o dalla distanza più vicina delle colonnine di ricarica. Per allungare la percorrenza la velocità viene autolimitata a 80 km/h, l’erogazione diventa più dolce, vengono man mano esclusi il climatizzatore e i sedili riscaldati che possono essere riattivati su input preciso del driver.

La vettura ha una batteria da 42 kWh adatta a ricevere una potenza di ricarica di 85 kW delle colonnine “fast charger”. Per fare il “pieno” all’80% bastano 35 minuti, mentre con un pit stop di soli 5 minuti (la sosta per un rapidissimo caffè) si ricaricano 50 km, una distanza più che sufficiente per coprire le esigenze medie quotidiane in città. Con l’easyWallBox sviluppata da Engie per Fca e distribuita da Mopar (di serie su “la Prima”) si può ricaricare ad 11 kW in meno di 6 ore. Una vettura del futuro non può limitarsi all’inquinamento zero che, usando energia prodotta da fonti rinnovabili, abbatte totalmente le emissioni per spostarsi durante tutto il ciclo.

Deve anche essere molto autonoma e connessa, sfruttando al meglio l’attuale tecnologia disponibile per la sua classe d’appartenenza. E la 500 ha centrato l’obiettivo ponendosi all’avanguardia anche su temi in cui fino a qualche tempo fa Fca poteva apparire un po’ in ritardo. La baby premium ha gli Adas di livello due (è la prima citycar a sfoggiarli) e adotta in anteprima il sistema infotainment di quinta generazione UConnect 5, la piattaforma connessa pensata per il domani, disponibile con schermo da 10,25 pollici.

La 500 nella completissima versione di lancio “la Prima” (si può scegliere fra 3 colori) costa 34.900 euro con carrozzeria berlina e 37.900 in quella cabrio che possono scendere di diecimila euro con gli incentivi governativi, la rottamazione e il contributo del dealer. A ottobre, quando sarà pronto il listino per l’intera gamma, non è escluso che il prezzo di attacco possa scendere sotto i 20 mila sempre grazie ai bonus. Un’offerta veramente allettante per assaporare la nuova Dolce Vita che, soprattutto dopo il lockdown, sarà sempre più ecologica. Ultimo aggiornamento: 24-09-2020 08:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA