Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

Fca-Psa, insieme per vincere: il primo obiettivo è conquistare la Cina e l'Asia

Martedì 18 Febbraio 2020 di Giorgio Ursicino
Carlos Tavares (a sinistra nella foto) ceo di Psa e Michael Manley ad di Fca
Il dado è tratto. Servirà forse più di anno per arrivare al closing, ma con l’accordo siglato è già nato il quarto costruttore di veicoli del mondo. Un evento che, ancora una volta, ridisegnerà lo scacchiere della mobilità globale in un’era in cui il settore affronterà cambiamenti epocali. Un matrimonio fortemente voluto da entrambi i partner che si celebra in perfetta sintonia. I team delle due società guidate da Tavares e Manley sono riusciti a concretizzare l’intesa rispettando tutti i nodi cruciali. Nodi individuati da John Elkann e dagli altri azionisti: la famiglia Peugeot, il governo francese e i cinesi di Dongfeng.

Proprio gli orientali hanno accettato di fare un passo indietro per non alterare l’umore del presidente Trump, molto sensibile quando si tratta di Cina. In uno scenario così fluido ci saranno altre opportunità di business e l’Asia resta il più grande mercato del mondo con immense opportunità di crescita, un pianeta dove il neonato gruppo italo-franco- americano ha molto terreno da recuperare visto che quasi il 90% del volume d’affari proviene da Europa e Usa. Ci sarà anche da tenere d’occhio le relazioni di Psa-Fca con la General Motors di MaryBarra, un tempo azionista di Fiat e recentemente protagonista della vendita di Opel proprio a Psa.

GM è l’unico grande costruttore a non essere presente in Europa, il continente che attualmente rappresenta il supermaket più tecnologico, sofisticato e competitivo. Per il futuro si vedrà, al momento ci sono già tante sfide appassionanti sul tavolo delle due società che presto diventeranno una sola. Chi si sta già fregando le mani per le tante scelte che deve fare un amante delle decisioni strategiche è Carlos Tavares, l’erede designato dei Marchionne e dei Ghosn. Tavares è il ceo della newco (già ad della Psa) ed è stato incoronato come super partes al vertice della società che avrà un cda di grande equilibrio.

Elkann, nell’operazione che ha fortemente voluto, ha tenuto in grande considerazione la presenza di Tavares perché il rampollo della dinasty Agnelli sa bene che per orchestrare le grandi squadre serve un sopraffino regista e il portoghese, in questo, ha pochi rivali. Tavares è un fulmine nel muoversi, un ingegnere che conosce il prodotto come pochi altri e da pilota qual è ama collaudare personalmente le nuove vetture. Veniamo alla gemme della teca Fca, i cavalli forti su cui puntare. Cosa farà l’ad Manley? Su di lui Tavares punterà sicuramente: è un top manager di spessore che vanta un bagaglio di conoscenze di lunga data negli Usa.

È l’unico in Fca-Psa che conosce il ricco mercato americano (negli ultimi anni il più profittevole) come le sue tasche: avrà la delega con ampissima autonomia di gestire quel business che da solo rappresenta il 43% del fatturato della futura società. Il curriculum di Manley non teme confronti: è stato lui l’artefice del grande boom Jeep sotto la guida di Marchionne, è merito suo l’affermarsi del marchio Ram e la grande qualità dell’ultima generazione di pick up. In pochi anni ha raddoppiato le vendite introducendo tecnologie all’avanguardia. Il dirigente britannico in Fca ha avuto anche la responsabilità della regione Apac (Asia-Pacifico) e la sua esperienza potrebbe essere preziosa.

Altro pezzo da novanta è Harald Wester, che recentemente Elkann ha nominato (in vista della fusione?) responsabile del Product Development in aggiunta al settore tecnico di cui era già capo (guida anche la Maserati). Jeep e Ram continueranno ad andare per conto loro e già ora hanno una potenza di fuoco adeguata. Molto più articolato il quadro delle sinergie che si possono realizzare in Europa(46% dei ricavi). Tavares ha rilanciato prima Peugeot e Citroen poi Opel e ora ha delle piattaforme piccole e medie all’avanguardia che potrebbero essere perfette anche per Fiat.

Risparmi importanti si possono fare anche nella powertrain, con una banca organi di motori e cambi che può essere razionalizzata. Un mondo a parte, dove verranno concentrati gli investimenti futuri, è l’elettrificazione, la connettività e i servizi e poter contare su una base di 9 milioni di veicoli l’anno è un’arma straordinaria. In Sud America Fca è leader dai tempi dell’avvocato Agnelli; sul mercato africano, invece, è molto attiva la Peugeot. I veicoli commerciali sono un altro comparto florido e le due aziende hanno una lunga abitudine a lavorare insieme visto che da anni sono socie e lo stabilimento italiano di Atessa è il più grande del continente. Ultimo aggiornamento: 19-02-2020 11:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA