Terremoto, Grazia Petrucci è la quarta vittima viterbese: i funerali oggi a Capranica

Terremoto, Grazia Petrucci è la quarta vittima viterbese: i funerali oggi a Capranica
Grazia Petrucci è la 190esima vittima estratta dalle macerie di Amatrice. La donna, 75 anni nubile e senza figli, era originaria di Capranica ma risiedeva a Roma. Al...

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Grazia Petrucci è la 190esima vittima estratta dalle macerie di Amatrice. La donna, 75 anni nubile e senza figli, era originaria di Capranica ma risiedeva a Roma. Al momento del terremoto si trovava insieme ad alcune cugine e ad altri parenti nella casa materna del comune reatino, in attesa della festa dell'amatriciana. Si sono salvati tutti tranne lei. I funerali si terranno oggi a Capranica, alle 16,30 nella chiesa della Madonna del Piano. Oltre al sindaco Angelo Cappelli, saranno presenti anche il cugino Antonio Zanganella, già presidente della Cna Lazio, e Filippo Palombini, consigliere comunale di Amatrice, legato a Capranica da amicizie e rapporti di lavoro. Dopo Manuel Marini, il 25enne di Civita Castellana, Anna Maria Masciolini e il figlio Luca Grondona (68 lei, dal 2008 a Carbognano, 35 lui), l'anziana è la quarta vittima del sisma legata al Viterbese.


La donna, ora in pensione, aveva lavorato come dipendente del ministero della Pubblica istruzione. Il padre, un maresciallo maggiore dell'esercito, era di Capranica. La madre, invece, era originaria di Amatrice. Grazia, anzi Graziella come la chiamavano, tutti i fine settimana raggiungeva la casa paterna per portare i fiori sulla tomba di famiglia e salutare i parenti. Tra loro, proprio Zanganella, tra i primi a sapere della sua scomparsa. "Ha fatto una brutta morte – dice – non se la meritava. Era una bravissima persona, con la quale era piacevole trascorrere del tempo. Parlavamo, anzi discutevamo persino di calcio, io tifoso della Roma e lei della Lazio".


Il sindaco, intanto, pensa a come rendersi utile. "Con la fabbrica di cioccolata Cimina Dolciaria, proprio grazie all'interessamento di Palombini, avremmo dovuto essere ad Amatrice lo scorso weekend con uno stand. All'indomani del terremoto – racconta Cappelli – lo abbiamo chiamato, chiedendo cosa servisse lì e siamo partiti. Ora vorremmo fare qualcosa per la scuola Capranica di Amatrice: il caso dell'omonimia ci ha fatto pensare a realizzare un gemellaggio". Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero