Energia geotermica, chiesti permessi di ricerca in 10 comuni della Tuscia. C'è anche Viterbo

Energia geotermica, chiesti permessi di ricerca in 10 comuni della Tuscia. C'è anche Viterbo
In provincia di Viterbo si torna a parlare di progetti per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica. Una società con sede a Bolzano - “Futuro Energia srl” - è...

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In provincia di Viterbo si torna a parlare di progetti per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica. Una società con sede a Bolzano - “Futuro Energia srl” - è alla ricerca di siti idonei nell’Alto Lazio per la costruzione di “impianti a ciclo binario di potenza adeguata alla risorsa reperita (sistemi innovativi non tradizionali senza emissioni in atmosfera)”. Per il momento siamo al primo step, la procedura per ottenere i permessi di esplorazione in superficie (prospezione magnetotellurica).

Le istanze sono due. Una riguarda i territori di Tuscania, Monte Romano e Viterbo (71,2 chilometri quadrati di superficie). L’altra, invece, quelli di Cellere, Piansano, Capodimonte, Marta, Canino, Tessennano, Arlena di Castro e, ancora, Tuscania (91,4 chilometri quadrati). In totale dieci comuni, interessati in porzioni diverse. Esclusi siti protetti e aree naturali. Il 15 febbraio la Regione Lazio ha informato le amministrazioni locali tramite pec. Destinatari della mail anche Ministero della Cultura, Arpa e Autorità di Bacino. Oggetto: le richiesta di verifica di assoggettabilità alla Via (Valutazione di impatto ambientale) presentate da Futuro Energia. Nelle comunicazioni si legge che chiunque può prendere visione dei documenti e presentare le proprie osservazioni entro e non oltre 30 giorni.

In entrambi i casi, spiega la società proponente, “il progetto nasce dalla considerazione che l’area in oggetto presenta caratteristiche geologiche favorevoli alla coltivazione della risorsa geotermica a media entalpia, con temperature possibili del fluido al tetto del potenziale serbatoio geotermico di circa 100 °C”. Un complesso assetto geologico strutturale del sottosuolo, “che deve tuttavia essere indagato con esplorazioni di superficie, prima della perforazione dei pozzi esplorativi” mirati a verificare l’esistenza della risorsa nei siti più favorevoli. Per tali attività sarà richiesta una successiva autorizzazione. L’idea generale è “quella di identificare i siti potenzialmente adatti per la coltivazione delle risorse geotermiche (fluidi geotermici utilizzabili a scopi industriali), perforare pozzi produttivi con profondità a partire da 2.000 metri, con l’obiettivo di reperire fluidi geotermici con temperature maggiori di 100-120 °C, sfruttare il calore del fluido in un ciclo Rankine e re-iniettare il fluido raffreddato di nuovo nel sottosuolo attraverso pozzi di re-iniezione”.

Futuro Energia stima in 13 mesi i temi di lavoro per ciascun permesso di ricerca e un costo complessivo di 120 mila euro (prospezione magnetotellurica e interpretazione dei dati). La società riporta che per la geotermia nel Lazio il piano energetico della Regione “stima al 2050 una potenza installata intorno a 154 mw con una produzi

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Il Messaggero