Conegliano rovescia il fattore campo, il 2-1 arriva a Novara. Civitanova pareggia

Conegliano rovescia il fattore campo, il 2-1 arriva a Novara. Civitanova pareggia
E’ stato anche il 25 aprile del volley, con due palazzetti esauriti, per le finali.  Fra le donne, Conegliano...

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E’ stato anche il 25 aprile del volley, con due palazzetti esauriti, per le finali. 


Fra le donne, Conegliano stravince a Novara, rovesciando una serie che sino a ieri l’aveva vista in affanno: 3-0 la prima in Piemonte per il sestetto di Massimo Barbolini, che a Villorba era arrivato a giocarsi il tiebreak, perso. Coach Daniele Santarelli si porta avanti 2-1 e domenica dalle 18 nel Trevigiano può chiudere con le pantere. Compresa la moglie Monica De Gennaro, miglior libero al mondo.

L’Imoco domina a muro, difende tanto e approfitta degli errori dell’Igor, con Egonu stranamente limitata (solo 14 punti) e subito murata da Folie, per l’8-3, e chiudono sul 12-25, con sorprendente facilità. Le venete ripartono convinte, nonostante la distorsione al ginocchio sinistro per Raphaela Folie, che rientrava da infortunio. Si spera non perda l’estate azzurra, alla fine festeggia su una gamba ma di sicuro lo stop non è breve. Emerge la potenza in schiacciata della croata Samantha Fabris, azionata dalla palleggiatrice Wolosz, che si aggiudica la sfida a distanza con Skorupa. Francesca Piccinini vuole giocare un’altra stagione, sino a 40 anni, insegue il 6° tricolore ma non è in serata, esce per la portoricana Enright. Al centro, Chirichella è coinvolta di più, con la Igor arriva sul 16-18 eppure è di nuovo il muro a chiudere il set: 19-25, con Fabris, per un computo di 2-9 in questo fondamentale nei primi due parziali. Nel 3° Novara avanza con una perla di Skorupa, senonchè gli errori di Plak e Chirichella facilitano l’altro 19-25. 

"Abbiamo perso in maniera inaccettabile - spiega Barbolini -, senza mettere in campo il valore della squadra. Servirà di più per invertire l'inerzia della serie". 

La finale è molto straniera. Novara ha in sestetto la centrale americana Gibbemeyer, la palleggiatrice polacca Skorupa, la schiacciatrice olandese Plak e fa entrare anche la greca Vasilantonaki, oltre a Enright. 

Nell’Imoco le schiacciatrici sono forestiere: l’americana Hill azzecca 9 punti, l’affascinante messicana Bricio 13. La palleggiatrice Wolosz è polacca, l’opposto Fabris piazza 15 palloni vincenti, neanche serve l’ingresso dell’altra americana Lee.

Al maschile, Civitanova conferma le perplessità di domenica. Aveva perso 3-1, va sotto di due set (22-25 e 24-26), lì è Perugia a non avere la forza di chiuderla. 25-17, 25-23 e 15-11. Con rischi anche per sabato, dalle 20,30.

Atanasijevic (25 punti) migliora la condizione rispetto alle semifinali con Trento e la regia di De Cecco per due set è da mvp stagionale. Nel secondo parziale Medei irrobustisce la ricezione con Stankovic e Kovar. Atanasijevic urla a Juantorena dopo uno scambio, l’azzurra va nell’altra metà campo per ribattere e l’arbitro sbaglia a non estrarre cartellini. C’è tensione anche in tribuna, fra sponsor umbri e dirigenti di casa, con intervento del presidente di Lega Massimo Righi. Lube rimonta da 14-17 con Sokolov ma si arrende a due belle difese e alla precisione di Atanasijevic.

I marchigiani salgono di rendimento in battuta, in particolare con un doppio ace di Juantorena, a colpire l’amico di nazionale Zaytsev. La Sir nel quarto avanza sul 9-14 con lo Zar, è il trevigiano Cester a raggiungerla a quota 19. Juantorena al servizio è come ai bei tempi, a Trento, favorisce il muro di Stankovic e la parità. Il tiebreak è sempre nelle mani dell’ex Macerata, con il servizio float di Cester, i muri di Stankovic e con Sokolov, 24 punti in totale, con il 64% in attacco.

Giampaolo Medei spera di evitare la 4^ sconfitta in altrettanti finali stagionali, con la Lube. “Abbiamo mostrato carattere e qualità, questo successo conta tanto anche psicologicamente”.


Lorenzo Bernardi insegue il tris di trofei con la Sir: “Avevamo la partita in mano. Nel quarto set abbiamo pagato il servizio di Stankovic”. Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero