Genocidio da fumo, 8 milioni di morti ogni anno per le sigarette: è come se sparissero gli abitanti di New York

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Un genocidio da fumo: anzi, un auto-genocidio della razza umana. Ecco i dati spaventosi, raccapriccianti, per quanto prevedibili: il fumo da sigarette, entro il 2030,...

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Un genocidio da fumo: anzi, un auto-genocidio della razza umana. Ecco i dati spaventosi, raccapriccianti, per quanto prevedibili: il fumo da sigarette, entro il 2030, ucciderà ogni anno oltre 8 milioni di persone, contro i 7 milioni attuali, se non saranno attuate efficaci politiche di contrasto. È come se fosse cancellata di colpo la città di New York.

Ma anche in Italia i numeri fanno spavento: le bionde causano annualmente la morte di 80mila persone, in questo caso è come se ad essere 'cancellatà fosse ogni anno una città grande come Varese. Proprio per focalizzare l'attenzione su una minaccia in costante crescita torna il 31 maggio la Giornata mondiale senza tabacco, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

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Sarà una giornata all'insegna dello 'Stop Smoking', perchè l'invito ai fumatori è di astenersi per almeno 24 ore dal fumo di sigarette convenzionali. L'edizione 2019 è dedicata in particolare al tema 'Tabacco e la salute dei polmonì, con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sugli effetti nocivi derivati dall'uso del tabacco e dal fumo passivo, fra le principali cause di morte al mondo: sono circa 900mila, infatti, i decessi ogni anno proprio a causa del fumo passivo. L'allarme riguarda soprattutto i Paesi a basso e medio reddito, dove vive circa l'80% degli 1,1 miliardi di fumatori mondiali. E le conseguenze pesano anche sui bilanci: in generale, il costo che il tabagismo ha sull'economia ammonta al 2% del Pil globale.

Ma l'Oms mette in guardia innanzitutto dai danni alla salute: il fumo è la causa principale del cancro al polmone ma cessare il vizio, afferma l'organizzazione, riduce il rischio e dopo 10 anni di stop dalle sigarette il pericolo di contrarre il cancro scende a circa la metà rispetto ad un fumatore. Globalmente inoltre, secondo le stime Oms, 165.000 bambini muoiono prima dei 5 anni di infezioni respiratorie causate proprio dal fumo passivo. E quelli che vivono fino all'età adulta continuano a subire delle conseguenze, per via delle frequenti infezioni respiratorie. Il fumo è poi un agente molto pericoloso per l'inquinamento dell'aria: contiene oltre 7000 sostanze chimiche, 69 delle quali sono note come cancerogene. Ma c'è di più: anche se il fumo risulta invisibile e inodore, può rimanere sospeso nell'aria anche per cinque ore, mettendo in serio pericolo la salute dei soggetti ignari che frequentano degli spazi chiusi.

Nonostante gli allerta internazionali, però, i numeri degli amanti delle bionde restano alti: il vizio riguarda 12,2 milioni di italiani, il 27,7% (+3,8 punti negli ultimi anni) degli uomini e il 19,2% delle donne (-1,6 punti). Ed a preoccupare sono principalmente i giovani: tra i 14 e i 17 anni un giovane su 10 fuma abitualmente e addirittura, rileva l'Istituto superiore di sanità, si inizia a fumare anche a 9-10 anni alle elementari e oltre la metà dei fumatori abituali tra 14 e 17 anni fuma pure cannabis. A livello mondiale, fumano oltre 24 milioni di ragazzi tra 13 e 15 anni, tra cui 17 milioni maschi e 7 milioni femmine.

Cosa fare allora per passare al contrattacco? Una tra le misure indicate è, ad esempio, l'aumento del prezzo dei prodotti a base di tabacco che, sostiene l'Oms, è un valido deterrente che «incide in misura variabile tra Paesi ad alto e basso reddito, portando alla dismissione rispettivamente il 4% e l'8% dei fumatori a fronte di un incremento di prezzo del 10%». Una proposta rilanciata anche in Italia, capofila gli oncologi dell'Associazione italiana di oncologia medica Aiom.
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