Roma, maxi sequestro da 450 milioni: sigilli al porto di Ostia e ad alcuni stabilimenti

Un patrimonio illecitamente acquisito da un imprenditore, Mauro Balini, il quale, anche per i suoi legami con personaggi malavitosi (tra l'altro è indagato per...

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Un patrimonio illecitamente acquisito da un imprenditore, Mauro Balini, il quale, anche per i suoi legami con personaggi malavitosi (tra l'altro è indagato per corruzione nei confronti dell'ex consigliere comunale Luca Gramazio anche nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale), è da considerare pericoloso. Sulla base di questi presupposti invocati dalla procura di Roma, la Sezione Misure di Prevenzione del tribunale ha disposto il sequestro, finalizzato alla confisca, di beni per 450 milioni di euro eseguito oggi dai finanzieri del Gico. I sigilli a quote di società che gestiscono il porto di Ostia, agli stabilimenti «Hakuna Matata» e «Plinius», nonché ad oltre 500 unità immobiliari, auto, moto, una imbarcazione e ad rapporti finanziari, sono scattati al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, basate anche su elementi acquisiti nel corso di altre investigazioni riguardanti i fenomeni criminali che gravano su Ostia.

In particolare, sono emerse operazioni finanziarie che hanno visto protagonisti Balini e noti pregiudicati contigui al clan Fasciani. Non solo, sono stati accertati legami tra l'imprenditore e Cleto Di Maria, narcotrafficante di elevato calibro. A quest'ultimo, che curava i servizi di sicurezza all'interno del porto turistico, l'imprenditore aveva concesso, ad un prezzo irrisorio, la gestione del chiosco-bar dell'«Hakuna Matata».

Balini, inoltre, avrebbe fornito sostentamento ai familiari di Roberto Giordani, detto «Cappottone», arrestato per l'agguato al pregiudicato siciliano Vito Triassi, legato alla cosca mafiosa dei Cuntrera-Caruana, avvenuto a Roma Casal Palocco il 20 settembre del 2007. Da alcune intercettazioni sono poi emersi legami tra Balini ed un soggetto collegato ad epigoni della Banda della Magliana. Il coinvolgimento di Balini nell'inchiesta su Mafia Capitale verte su una presunta tangente versata a Luca Gramazio e ad altri componenti della Giunta capitolina per ottenere l'ampliamento del porto turistico di Ostia.
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Il Messaggero