Casamonica, ruspe in azione: giù le prime villette, ira degli sgomberati

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«È tornato Mussolini...I criminali siete voi», urlano. Una donna fa saltare il microfono di una giornalista che le si avvicina: non vuole essere ripresa. «Vorrà dire che andremo a casa di Salvini e della Raggi», l'amara provocazione di un'anziana mentre piena di pacchi si allontana da quella che per tanto tempo è stata la sua abitazione. Tiziano Gizzi, legale di alcuni componenti delle famiglie mandate via, annuncia il ricorso contro l'ingiunzione di demolizione «per bloccare l'abbattimento delle villette ancora in piedi». E il colpo al clan è destinato a non esaurirsi così. «Lunedì prossimo sarò alla Romanina con il presidente della Regione Lazio Zingaretti per abbattere una villa dei Casamonica che diventerà un giardino pubblico - preannuncia Salvini -. A Roma non mi fermo fino a quando non avremo abbattuto l'ultima villa di questi stramaledetti». 
 
Sul tema interviene anche Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, auspicando che questa sia «la prima trappa. L'enorme comunicazione che accompagna l'imminente demolizione di alcune casette della famiglia Casamonica», a suo avviso, è «un'operazione da sostenere, senza se e senza ma», per «i suoi caratteri simbolici contro illegalità e impunità». Rutelli, però, lancia anche un allarme sui condoni «amici dell'abusivismo» invitando a stare «attenti ai segnali che si stanno dando in questi giorni». Per radere al suolo tutta l'area potrebbe servire circa un mese. Antonio Di Maggio, comandante della polizia locale di Roma, spiega che «in questa fase l'obiettivo è rendere inagibile i villini, poi andremo avanti con la rimozione e smaltimento dei materiali». Virginia Raggi resta in prima linea: arriva prima delle otto al Quadraro e vi rimane fino a quando la ruspa non si ferma, immortalando tutto anche in una sua personale diretta Facebook. «Alla fine chi ha preso la ruspa davvero, è stata la Raggi...», uno dei tanti commenti sui social.​

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