Fed, l'addio di Yellen: a marzo tassi più alti

Fed, l'addio di Yellen: a marzo tassi più alti
NEW YORK Per l'addio di Janet Yellen non è successo nulla. Nell'ultima riunione della Fomc sotto la guida dell'economista di Berkeley, il board della Federal...

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NEW YORK Per l'addio di Janet Yellen non è successo nulla. Nell'ultima riunione della Fomc sotto la guida dell'economista di Berkeley, il board della Federal Reserve ha deciso di non ritoccare i tassi di interesse e di non rilasciare aggiornamenti sulle previsioni economiche. Alla conclusione dei due giorni di lavoro del braccio di politica monetaria della Fed la tradizionale breve nota scritta ha confermato quel che era stato già espresso alla riunione di dicembre, quando i tassi sono stati portati fra l'1,25 e l'1,5, e cioè che «le condizioni continuano a maturare in modo da garantire ulteriori aumenti graduali dei tassi federali». Tuttavia vari esperti hanno notato che la descrizione dello stato economico è apparsa lievemente più falco, e questo fa sospettare che gli aggiustamenti per il 2018 possano essere quattro anziché i tre previsti a dicembre. Il prossimo è previsto e scontato per la riunione del 21 marzo, la prima sotto la guida del nuovo governatore della Banca Centrale, Jerome Powell.

LE PROSPETTIVE
Ieri pomeriggio, la dichiarazione del board è stata asciutta ma significativa: «Il mercato del lavoro prende forza, le spese delle famiglie e gli investimenti delle aziende sono stati solidi, e il tasso di disoccupazione rimane basso». E nel frattempo «la misura dell'inflazione è andata crescendo, pur rimanendo bassa». Il board ha ribadito di augurarsi che l'inflazione arrivi a quel 2 per cento che giudica il punto di equilibrio «più desiderabile». Con una comunicazione a parte, la Fomc ha confermato che Powell è stato approvato dal Senato la scorsa settimana, e che giurerà il 3 febbraio, per assumere le redini della Banca Centrale il 5 febbraio.

Finisce dunque un'era. Janet Yellen era stata la prima donna nominata a governare la Banca Centrale Usa. Era stata scelta da Barack Obama nel 2014, ma contrariamente alle abitudini che vedono i presidenti rinnovare i capi della Fed per un secondo mandato (è successo a Paul Volcker, Alan Greenspan e Ben Bernanke), Donald Trump le ha dato il benservito e ha nominato Jerome Powell. L'ansia di Trump di disfare tutto quello che aveva fatto Obama ha condannato Yellen. Tuttavia Powell, già dal 2012 uno dei governatori del Board, è visto da molti come una Yellen in versione maschile, destinato a continuare la politica di cautela che ha caratterizzato il regno della governatrice uscente. Il 63enne avvocato, nato e cresciuto a Washington, è un repubblicano moderato, e sembra garantire una continuità nella politica monetaria che rassicura i mercati. Powell sarà il primo governatore da 30 anni a questa parte che non abbia un dottorato in economia. E' stato avvocato, poi banchiere di investimento. Nel 98 ha cofondato il Carlyle Group, una società di investimento internazionale.
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Il Messaggero