Vaticano, nella squadra di atletica del Papa entrano due migranti musulmani

Città del Vaticano - Due migranti africani, di fede musulmana, arrivati in Italia sui barconi, attualmente ospiti a Castelnuovo di Porto dove ha sede il centro di accoglienza richiedenti asilo che Papa Francesco ha visitato due anni fa, entreranno a fare parte della nazionale di atletica vaticana, correndo la maratona con i colori della bandiera bianca e gialla dello Stato della Città del Vaticano. Jallow Buba, 20 anni, scampato all’inferno del Gambia e sbarcato in Italia passando per Senegal, Mali, Algeria e Libia dove è stato vittima per tre volte di bande criminali che lo hanno venduto e picchiato, si sta già allenando per le prossime competizioni. Lo stesso sta facendo Musa Barry, 19 anni, gambiano, anch’egli ha attraversato mezza Africa sperimentando sulla propria pelle paure e sopraffazioni. La squadra podistica del Papa composta da settanta dipendenti della Santa Sede con questa iniziativa simbolica ha deciso di mostrare il valore aggregativo dello sport, adottando simbolicamente i due stranieri, ospiti dalla cooperativa Auxilium. Domani mattina, 9 marzo, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura consegnerà le maglie a Jallow e Musa. Accanto a loro, la capitana della squadra: la farmacista Michela Ciprietti e il tipografo Giancarlo Giannini.

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