Ucraina, operazione speciale: torna libero Fedorov il sindaco di Melitopol rapito dai russi

Al suo posto gli occupanti hanno insediato una nuova prima cittadina pro Putin le cui prime dichiarazioni alla popolazione sono state: «Abituatevi»

Ucraina, operazione speciale: torna libero Fedorov il sindaco di Melitopol rapito dai russi
Il sindaco di Melitopol Ivan Fedorov è libero. Era stato rapito dai russi che hanno occupato la città ucraina di 150mila abitanti situata nel...

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Il sindaco di Melitopol Ivan Fedorov è libero. Era stato rapito dai russi che hanno occupato la città ucraina di 150mila abitanti situata nel distretto Zaporizhzhia: le immagini del sequestro riprese da una telecamera a circuito chiuso hanno fatto il giro del mondo. Si vedeva Fedorov portato via con una busta di plastica chiusa intorno al collo. Ora le autorità ucraine riferiscono che il sindaco Fedorov è stato rilasciato ed è al sicuro.

«Signor Presidente, buonasera! Grazie di non avermi abbandonato. Ho bisogno di un giorno o due per riprendermi, poi sarò pronto a rimettermi ai suoi ordini, in modo che il giorno della nostra vittoria arrivi al più presto. La bandiera ucraina è tornata a Melitopol!». Con queste parole il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, liberato da un blitz delle forze di Kiev, si è rivolto stasera al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il video della telefonata è stato diffuso su Telegram dal vice capo dell'ufficio presidenziale, Kirill Tymoshenko.

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«Amici abbiamo buone notizie - ha annunciato in un video Kyrylo Tymoshenko, dirigente dell'ufficio presidenziale di Kiev - è appena finita l'operazione speciale della liberazione del sindaco di Melitopol, Ivan è al sicuro. Insieme al presidente e al capo dell'ufficio abbiamo appena parlato con lui. Voglio solo dire - ha concluso - che noi non abbandoniamo i nostri».

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Questo era il video con le prime dichiarazioni alla popolazione rilasciate da Galina Danilichenko, la prima cittadina insediata dai russi al posto di Fedorov. La nuova sindaca disposta a collaborare con i russi aveva detto che bisognava adattarsi alla «nuova realtà, il più rapidamente possibile, per vivere in un modo nuovo» e che sarebbero stete «prese tutte le misure necessarie per riportare la città alla normalità». Poi aveva detto che sul territorio sarebbe comincata la trasmissione della tv russa. 

 

Fedorov è letteralmente scomparso per cinque giorni. Si era rifiutato di collaborare con i russi, mantenendo la bandiera ucraina sul municipio della città occupata e gli è costato caro. In seguito, l'ufficio del procuratore generale dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Luhansk ha aperto un procedimento penale contro Fedorov. Lo hanno accusato di «aver fornito assistenza finanziaria e di altro tipo a un'organizzazione nazionalista vietata per la commissione di crimini terroristici contro i civili nel Donbas».

 

 

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Il Messaggero