Russia-Ucraina, negoziati sospesi. Cremlino: «Occidente in guerra con Mosca». Zelensky: «Ritiratevi e parliamo»

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Guerra, le notizie di oggi. Mariupol, oltre 260 soldati evacuati da Azovstal. Zelensky: «I nostri eroi ci servono vivi»
Nessun colloquio tra Mosca e Kiev, trattative ferme ormai da settimane. E mentre l’Ucraina dà la colpa ai russi, arriva dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, una...

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Nessun colloquio tra Mosca e Kiev, trattative ferme ormai da settimane. E mentre l’Ucraina dà la colpa ai russi, arriva dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, una personalissima interpretazione dei fatti. Subito dopo l’inizio «dell’operazione militare speciale» - dice il capo della diplomazia di Mosca - il presidente Vladimir Putin ha dato ordine di avviare i negoziati e, durante il primo round, le attività militari sono state sospese. «Ma la parte ucraina - è la ricostruzione di Lavrov - nel suo solito modo disonorevole, non ha fatto altrettanto e ha continuato le ostilità. Quindi, durante tutti i round successivi, i nostri uomini, insieme alle milizie di Donetsk e Luhansk, non hanno fermato le operazioni».

BUCHA
Durante i colloqui a Istanbul - insiste il ministro russo - «abbiamo cercato di formalizzare i principi base per una soluzione del conflitto, ma la parte ucraina si è tirata indietro, ed è allora che è avvenuta la provocazione di Bucha. Spostare il processo negoziale ucraino - conclude - da Kiev a Washington e Londra non porterà frutti. Tutto l’Occidente è in guerra con Mosca». Il riferimento è soprattutto al sostegno che sta arrivando dagli Usa e dal Regno Unito all’Ucraina.

Totalmente diversa la versione di Kiev. Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelenski, spiega che i negoziati sono stati sospesi perché «la Russia non si rende conto che la guerra non sta più andando avanti secondo le loro regole, i loro piani e il loro programma». Da quando le due delegazioni si sono incontrate a Istanbul «non ci sono stati cambiamenti significativi. La resistenza dell’Ucraina cresce - ribadisce -, ecco perché la Russia non raggiungerà i suoi obiettivi». Podolyak ha anche respinto qualsiasi concessione territoriale. «La guerra non finirà se diamo i nostri territori. Questo non è accettabile per l’Ucraina e non sarà accettato. Zelensky non firmerà mai un accordo Minsk-2, anche perché sarebbe solo un rinvio della guerra, ancora più distruttivo, a esempio, tra un anno o due. Il miglior negoziatore è un nuovo pacchetto di armi e sanzioni».

Nel rimpallo di accuse tra le parti si inseriscono le dichiarazioni del vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev: «L’Occidente - dichiara - sta cercando di trascinarci in una Terza guerra mondiale, ma la Russia non permetterà che scoppi». E il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, getta ulteriore alcool sul fuoco: «Le azioni dell’Occidente contro la Russia sono una guerra, l’esistenza stessa della federazione di Mosca è irritante per gli Stati Uniti e i suoi alleati. È in atto una terribile guerra dell’informazione ai danni di Mosca, fatta di bugie, falsi, palcoscenici così terribili che la coscienza umana non può nemmeno immaginare». Tra questi Bucha, che secondo Peskov è una «brillante e sanguinosa messa in scena che Kiev difficilmente avrebbe potuto realizzare da sola. Non possono sopportare la nostra esistenza», conclude.

Kiev, dal canto suo, non molla: «Nessuna trattativa se prima Mosca non ritira le sue truppe dai territori occupati dall’inizio dell’aggressione». Zelensky lo ha ripetuto nei suoi colloqui telefonici con il cancelliere tedesco Olaf Scholz e con il presidente francese Emmanuel Macron. Anche se, negli ultimi giorni, qualche spiraglio di dialogo c’è stato, lasciando intuire come, al di là delle dichiarazioni ufficiali, la diplomazia dietro le quinte continui a fare il suo corso. 

L’ultimo segnale in questa direzione è stata l’intesa per far uscire i feriti e parte dei soldati ucraini dall’acciaieria di Azovstal. Uno schema da cui Mosca e Kiev potrebbero partire per arrivare ad altri risultati, gettando le basi per una vera e propria ripresa delle trattative. E poi c’è quella telefonata della settimana scorsa tra il numero uno del Pentagono Lloyd Austin e il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu, che fa sperare nella riapertura di un canale di comunicazione costante tra Washington e Mosca in attesa di un eventuale contatto anche tra Casa Bianca e Cremlino. Quest’ultimo al momento improbabile, visto il reciproco scambio di accuse e di invettive. 

TONI ASPRI
In attesa di eventuali sviluppi futuri, sul terreno la situazione non cambia. Ieri, l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un nuovo allarme: «Nei territori dell’Ucraina occupati, in particolare a Mariupol, c’è il rischio che si diffondando molte malattie, soprattutto il colera». La vastità dei danni che i russi si sono lasciati alle spalle, abbandonando l’area a nord di Kiev, mostra quanto l’esercito di Mosca sia ormai determinato a utilizzare in maniera indiscriminata la sua artiglieria pesante contro aree abitate, senza porsi limiti quanto alla proporzionalità delle azioni belliche messe in campo. A scriverlo — nel suo abituale aggiornamento del mattino — è il ministero della Difesa britannico, che trae, da questa osservazione, una fosca previsione: «Le forze armate di Mosca si affideranno sempre più a questi strumenti» nel tentativo di conquistare il Donbass, probabilmente «a causa di limitate capacità di acquisire i bersagli e della riluttanza a rischiare di far volare con costanza aerei da combattimento oltre le proprie linee».

L’intelligence militare britannica stima che nella sola regione di Chernihiv «circa 3.500 edifici siano stati distrutti o danneggiati durante la fallita avanzata russa verso la capitale ucraina», e che «l’80% dei danni siano stati inflitti a edifici residenziali». I soldati di Mosca potrebbero ora concentrare gli attacchi nella regione di Donetsk, colpita ieri da un missile che ha distrutto un edificio di cinque piani nella città. Una persona è stata uccisa e un bambino di 9 anni è rimasto gravemente ferito. I missili lanciati ieri mattina hanno danneggiato una scuola a Bakhmut e diverse infrastrutture. E una serie di esplosioni è stata sentita nel centro di Leopoli.

 

Guerra in Ucraina, la diretta

Ore 21.30 - «La Russia non ci ha dato nessun segnale che una conversazione tra Blinken e Lavrov possa essere utile e costruttiva in questo momento». Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, in un briefing con la stampa sottolineando che l'ambasciatore Usa a Mosca, John Sullivan, «continua ad avere incontri con le sue controparti». Così come l'amministrazione Usa ha contatti limitati con la delegazione diplomatica della Russia a Washington. Il segretario di Stato americano e il ministro degli Esteri russo non si parlano dallo scorso febbraio.

Ore 20.55 - Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, incontrerà il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu a New York nei prossimi giorni a margine di un evento all'Onu. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, in un briefing con la stampa precisando che i due parleranno della richiesta di Svezia e Finlandia di aderire alla Nato alla quale Ankara si oppone. «Siamo fiduciosi che ci sarà un ampio consenso all'ingresso di questi due Paesi nell'Alleanza», ha assicurato.

Ore 20.05 - A sorpresa il presidente dell'Ucraina in guerra Zelensky si è collegato alla cerimonia di apertura del 75/o festival.

Ore 19.30 - A Mariupol scatta l'allarme colera. A lanciarlo è la direttrice regionale per le emergenze dell' Oms, Dorit Nitsan, citata dall'agenzia ucraina Unian. «Riceviamo informazioni da organizzazioni non governative che a Mariupol le acque reflue sono mescolate con l'acqua potabile. Questo minaccia la diffusione di molte malattie, in particolare il colera. Ci stiamo preparando per questo con una campagna di vaccinazione, lavorando con le Ong che possano andare lì a sostenere le persone», ha detto Nitsan

Ore 19.15 - Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha assicurato all'omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che «le consegne di armi da parte della Francia continueranno e aumenteranno di intensità nei prossimi giorni e settimane, così come l'invio di attrezzature umanitarie». Lo ha reso noto l'Eliseo, confermando che i due presidenti hanno avuto un colloquio telefonico questo pomeriggio di un'ora e 10 minuti. La presidenza francese ha reso noto che lo scorso fine settimana altri 13 veicoli di soccorso sono stati consegnati, che hanno portato gli aiuti umanitari a 800 tonnellate dal 24 febbraio.

Ore 19.10 - La Duma esaminerà domani una bozza di risoluzione che vieta lo scambio di combattenti ucraini arresi e evacuati dall’acciaieria Azovstal. L'annuncio del presidente Volodin, che ha definito gli Azov criminali nazisti» che non dovrebbero essere scambiati.

Ore 18.50 - «Mosca comprende solo il linguaggio della forza. Il dialogo per loro è debolezza. Il miglior negoziatore è un nuovo pacchetto di armi e sanzioni». Così su Twitter il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e capo dei negoziatori di Kiev, Mykhailo Podolyak. Riprendendo le parole della prima ministra estone Kaja Kallas, che si è chiesta che senso abbia continuare a telefonare a Putin, Podolyak osserva: «Perché accontentare l'ego dell'aggressore con le persuasioni? Ogni telefonata dai leader mondiali mettono la Russia fuori dall'isolamento».

Ore 18.00 - Circa 60 terroristi dell’Isis sarebbero stati rilasciati nel mese di aprile dalle carceri controllate dai curdi in Siria per essere inviati in Ucraina a combattere al fianco di Kiev grazie all’ausilio delle agenzie di intelligence statunitensi. Lo denuncia il servizio segreto estero di Mosca citato da Ria Novosti. Gli uomini liberati - a dire dei russi - sarebbero stati trasferiti nella base militare americana di Al-Tanf situata in Siria vicino al confine con la Giordania e l’Iraq, per sottoporsi a un addestramento al combattimento prima di essere trasferiti sul territorio ucraino.

Ore 17.45 - «Non lasceremo l'Ucraina senza armamenti, continuano ad avere un capacità incredibile di resistenza e contro-attacco». Lo ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell al termine del consiglio Difesa Ue. «Gli stati membri hanno le capacità di continuare ad aiutare l'Ucraina allo stesso passo; al contempo, è stupefacente il tasso di perdita da parte della Russia di truppe e mezzi», ha aggiunto.

Ore 17.30 - Almeno sette autobus con a bordo i combattenti ucraini che si sono arresi dopo oltre 80 giorni di resistenza hanno lasciato l’acciaieria Azovstal di Mariupol, scortati da forze armate filorusse. Lo riporta Reuters. Secondo un testimone citato dall’agenzia, alcuni dei combattenti sui mezzi non sembrano feriti.

Ore 17.10 - Lo scudo nucleare russo «ha contribuito a garantire l’indipendenza del paese per molti anni e calma coloro che stanno cercando di spingerlo verso nella terza guerra mondiale». Lo ha affermato il vice capo del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Dmitry Medvedev. Lo riporta la Tass.

Ore 16.45 - La Svezia e Finlandia invieranno domani le candidature per l'ingresso nella Nato. Lo ha annunciato la premier svedese Magdalena Andersson. La richiesta di candidatura arriva dopo il voto favorevole del parlamento finlandese all'adesione all'Alleanza Atlantica e il pronunciamento formale del governo di Stoccolma.

 

 

Ore 16.40 - La Procura generale della Russia ha chiesto alla Corte suprema di riconoscere il reggimento ucraino Azov come una «organizzazione terroristica». Lo riporta l'agenzia di stampa Interfax facendo riferimento al sito del ministero della Giustizia russo. La Corte suprema discuterà la richiesta il prossimo 26 maggio.

Ore 16.30 - «Non ci sono catene che possono legare il nostro spirito libero. Non c'è occupante che possa mettere radici nella nostra terra libera. Non c'è invasore che possa governare il nostro popolo libero. Prima o poi vinceremo perché questa è la nostra terra». Lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Ore 16.15 - Eni continuerà a pagare in euro il gas alla Russia. «Da un lato, a oggi, Gazprom Export e le autorità federali russe competenti hanno confermato che la fatturazione (giunta a Eni nei giorni scorsi nella valuta contrattualmente corretta) e il relativo versamento da parte di Eni continueranno a essere eseguiti in euro, così come contrattualmente previsto», spiega il gruppo italiano. «Le attività operative di conversione della valuta da euro a rubli - prosegue Eni - saranno svolte da un apposito clearing agent operativo presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall'accredito e senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa».

Ore 15.30 - La Casa Bianca è fiduciosa che la Nato possa raggiungere un consenso unanime sulla richiesta di adesione di Svezia e Finlandia, nonostante le resistenze della Turchia: lo ha detto la portavoce di Joe Biden, Karine Jean-Pierre.

Ore 14.39 - Il presidente americano Joe Biden riceverà giovedì alla Casa Bianca la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente della Finlandia Sauli Niinisto. Lo riferisce la portavoce, Karine Jean-Pierre. I leader discuteranno delle domande di adesione alla Nato di Finlandia e Svezia e di sicurezza europea, oltre alla collaborazione nel sostegno all'Ucraina.

 

Ore 14.27 - L'Occidente si sta avviando verso «una sorta di suicidio energetico» con l'imposizione delle sanzioni contro le forniture russe. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando alle imprese petrolifere russe a Mosca. «Nel lungo termine ne subirà le conseguenze, si sta creando un danno all'economia europea», ha aggiunto Putin.

Ore 14.23 - Combattenti dell'acciaieria Azovstal di Mariupol saranno trattati in linea con le «leggi internazionali». Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Bbc. Peskov ha rifiutato di commentare lo status delle truppe evacuate e non ha risposto alla domanda se i soldati ucraini saranno trattati come criminali di guerra o come prigionieri di guerra: «Il Presidente Putin ha garantito che saranno trattati in linea con le leggi internazionali in materia», ha dichiarato senza fornire ulteriori dettagli sulla sorte delle truppe evacuate.

Ore 14.21 - È di otto morti e 12 feriti il bilancio del bombardamento russo sul villaggio di Desna nella regione di Chernihiv, nel nord dell'Ucraina. Lo ha reso noto il servizio di emergenza di Chernihiv. Il governatore di Chernihiv Viacheslav Chaus aveva confermato il raid aereo questa mattina esortando i cittadini a non ignorare le sirene di avvertimento.

Ore 14.16 - Il segretario del Consiglio di Sicurezza russo Nikolaj Patrushev ha accusato l'Occidente di voler creare le condizioni «per l'instaurazione di un regime sotto il suo controllo in Russia, così come ha già fatto in Ucraina e in altri Stati». Lo riporta l'agenzia si stampa russa Interfax.

Ore 14.13 - La società finlandese per la distribuzione del gas, Gasum, ha affermato che non pagherà la Russia in rubli e non utilizzerà il sistema di pagamento proposto da Gazprom. Lo riporta la Tass. In una nota Gasum afferma che il contratto con Gazprom è ormai messo in discussione e che intende portare la questione davanti ad un arbitrato.

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Ore 14.00 - «Attualmente il processo negoziale è sospeso: dopo l'incontro di Istanbul non ci sono stati cambiamenti, nessun progresso. La Federazione Russa resta ancora sulle sue posizioni stereotipate. Ma ogni guerra finisce al tavolo delle trattative, e questo processo sarà moderato da Zelensky». Lo ha affermato il consigliere presidenziale e negoziatore ucraino, Mikhailo Podolyak, secondo quanto riporta l'agenzia ucraina Unian

Ore 13.15 - La Russia ha deciso di ritirarsi dal Consiglio degli Stati del Mar Baltico. Lo ha annunciato il ministro degli affari esteri di Mosca, Sergej Lavrov. Quest'ultimo accusa gli Stati occidentali di aver monopolizzato il consiglio, un organismo politico per la cooperazione regionale tra i governi fondato nel 1992. «Il loro obiettivo è di fare i loro propri interessi e di danneggiare quelli della Russia», ha sostenuto Lavrov.

Ore 12.50 - «Abbiamo concluso i lavori del consiglio nazionale. C'è stata una discussione ampia e confermiamo la nostra valutazione. Questa è una nuova fase in cui l'Italia deve essere protagonista per spingere un negoziato. Sull'invio di armamenti l'Italia ha già dato». Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte a margine di un convegno a Palazzo Giustiniani.

Ore 12.30 - Almeno otto persone sono morte e altre 11 sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti russi di questa mattina sul villaggio ucraino di Desna, nella regione di Chernihiv, a nord di Kiev e circa 64 km dal confine con la Bielorussia: lo ha reso noto la direzione del servizio statale di emergenza della regione. Lo riporta l'agenzia Unian.

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Ore 11.45 - Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una telefonata di cui dà notizia la cancelleria a Berlino, «hanno concordato sul fatto che una soluzione diplomatica fra Ucraina e Russia richieda la fine immediata delle attività di combattimento da parte della Russia e un ritiro delle truppe russe». Scholz e Zelensky hanno avuto «uno scambio sulle possibilità di ulteriori forme di sostegno dalla Germania e hanno deciso di restare in stretto contatto», si legge ancora nella nota del portavoce della cancelleria Steffen Hebestreit.

Ore 11.30 - «Kiev si è praticamente ritirata dal processo negoziale. L'Ucraina si è praticamente ritirata dal processo negoziale. I negoziati non proseguono»: lo ha dichiarato oggi il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko secondo quanto riporta l'agenzia russa Interfax.

Ore 11.05 - I colloqui tra Mosca e Kiev adesso non si stanno svolgendo in alcuna forma. Lo spostamento del processo negoziale ucraino da Kiev a Washington e Londra non porterà frutti. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov citato dall'agenzia russa Interfax.

Ore 10.25 - «Oltre 250 militari ucraini, tra cui 51 feriti provenienti dall'acciaieria Azovstal di Mariupol si sono arresi». Lo afferma il quartiere generale dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr) citato dall'agenzia di stampa russa Interfax.

Ore 10.20 - Mosca ritiene che sia necessaria un'indagine indipendente e imparziale per chiarire la situazione sulla tragedia di Bucha: lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi alla città ucraina in cui le truppe russe sono sospettate di avere commesso crimini di guerra.

Ore 10.10 - La ministra degli Esteri svedese, Ann Linde, ha firmato questa mattina la domanda di adesione della Svezia alla Nato: lo riporta la Cnn. La firma rappresenta il passo formale di Stoccolma verso l'ingresso nell'Alleanza.

Ore 10.05 - «Kiev difficilmente avrebbe potuto realizzare da sola una messa in scena così brillante e sanguinosa a Bucha, ha un esercito di società di pubbliche relazioni che lavorano per lei». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov durante una maratona di conferenze, citato dall'agenzia di stampa russa Tass.

Ore 9.50 - «L'esistenza stessa della Russia è irritante per l'Occidente, il mondo occidentale è pronto a fare di tutto perché la Federazione non viva come vuole. Gli Stati Uniti si comportano in maniera ostile nei confronti della Russia. Le azioni dei Paesi occidentali nei confronti della Russia sono una guerra, sarebbe più corretto ora indicare i Paesi non amici come ostili». Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dimitrij Peskov secondo quanto riporta l'Agenzia russa Tass. «Il Paese perde la sua sovranità se non difende fermamente i suoi interessi», ha aggiunto, «la Russia è sicura della sua vittoria e del raggiungimento degli obiettivi prefissati, è sicura che tutto andrà bene».

Ore 9.30 - «La guarnigione di Mariupol ha compiuto la sua missione di combattimento, il comando militare supremo ha ordinato ai comandanti delle unità di stanza ad Azovstal di salvare le vite dei combattenti». Lo ha dichiarato lo Stato maggiore delle forze armate ucraine in un comunicato citato dalla Bbc. L'esercito ucraino ha dichiarato di essere al lavoro per evacuare tutte le truppe rimaste dall'acciaieria dopo mesi di bombardamenti.

Ore 8.55 - «I difensori di Mariupol sono gli eroi del nostro tempo. Sono per sempre nella storia. Mentre tenevano posizioni su Azovstal, hanno impedito all'esercito russo di trasferire fino a 17 battaglioni tattici, circa 20.000 soldati in altre aree, e impedito la conquista rapida di Zaporizhzhia, l'accesso al confine amministrativo delle regioni di Donetsk e Zaporizhzhia». Lo ha dichiarato lo Stato maggiore delle forze armate ucraine citato da Ukrinform. «Della difesa di Mariupol fanno parte l'unità speciale separata Azov, la 12ma Brigata della Guardia nazionale dell'ucraina, la 36ma Brigata separata dei Marine, guardie di frontiera, polizia, volontari: attirare le principali forze russe attorno a Mariupol ci ha dato l'opportunità di preparare e creare linee difensive, dove si trovano oggi le nostre truppe, e dare un discreto contrattacco all'aggressore. Abbiamo usato il momento critico per formare riserve, raggruppare le forze, ricevere assistenza dai partner», ha affermato lo stato maggiore. «Combatteremo Mariupol su tutti i fronti con la stessa fedeltà con cui i difensori dell'Azovstal difendono lo Stato», ha assicurato lo Stato maggiore.

 

Ore 8.40 - Le forze russe continueranno probabilmente nelle prossime settimane a ricorrere all'artiglieria in modo indiscriminato per riguadagnare slancio nella loro avanzata nel Donbass: è l'analisi odierna dell'intelligence britannica pubblicata dal ministero della Difesa di Londra nel suo aggiornamento sulla situazione in Ucraina. L'intelligence ricorda come nella regione di Chernihiv, a nord di Kiev, circa 3.500 edifici siano stati distrutti dalle truppe russe dopo l'abbandono dell'avanzata verso la capitale. E l'80% dei danni è stato causato a edifici residenziali. La portata di questi danni, commenta il rapporto, indica la volontà di Mosca di usare l'artiglieria nelle aree abitate. La Russia, conclude infatti l'intelligence, ha probabilmente deciso di ricorrere sempre di più a bombardamenti indiscriminati a causa della sua limitata disponibilità di munizioni di precisione e riluttanza ad usare i caccia fuori dai suoi confini per paura di perderli.

Ore 7.45 - «Nelle prossime settimane la Russia probabilmente continuerà a ricorrere in modo pesante a massicci attacchi di artiglieria, mentre cerca di far riprendere slancio alla sua avanzata nel Donbass». È quanto sostiene l'intelligence britannica nel suo consueto aggiornamento della guerra in Ucraina, sottolineando come Mosca stia ricorrendo sempre di più «a bombardamenti indiscriminati di artiglieria a causa della limitata capacità di acquisizione degli obiettivi e della volontà di non rischiare di far volare i propri aerei da combattimento oltre le proprie linee».

Ore 7.25 - Cinquantatré soldati feriti evacuati nella notte dall'acciaieria Azovstal sono arrivati nella città di Novoazovsk, controllata dai russi, a una cinquantina di chilometri da Mariupol. I militari sono stati portati in ospedale. Altri 211 combattenti evacuati dall'impianto saranno portati a Olenivka, attraverso corridoi umanitari, e lì scambiati con prigionieri di guerra russi, ha reso noto il ministero della Difesa di Kiev. Nell'acciaieria restano ancora dei combattenti, non è chiaro in che numero.

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Ore 7.10 - Esplosioni nella notte a Leopoli. Secondo il capo dell'amministrazione militare della regione, Maksym Kozytsky, i russi hanno condotto un attacco missilistico contro una base militare ucraina a 15 chilometri dal confine polacco.

Ore 5.50 - Tutte le comunità della regione di Kiev hanno riacquistato l'accesso all'acqua. Lo rendono noto le autorità locali, citate dal Kyiv Independent. Solo alcune case a Hostomel sono senza acqua a causa della mancanza di elettricità, spiega il capo dell'amministrazione militare regionale Oleksandr Pavliuk.

Ore 5.40 - Il Giappone rinnova l'accordo con l'Ucraina per un prestito da 13 miliardi di yen, equivalenti a 100 milioni di dollari, offrendo ulteriore assistenza finanziaria al Paese colpito da una grave crisi economica dopo l'invasione decisa dalla Russia. Il fondo verrà co-finanziato con la Banca mondiale e incorporato nel budget di Kiev, riferisce l'Agenzia nazionale per la cooperazione internazionale (Jica), e l'Ucraina non userà i fondi per scopi militari. L'intesa è stata firmata in un meeting online tra il direttore della Jica, Akihiko Tanaka, e il ministro delle Finanze ucraino Sergii Marchenko. «L'invasione e la crisi umanitaria sono le maggiori sfide di questo secolo per l'ordine internazionale e i valori democratici», ha detto Tanaka durante la cerimonia virtuale. L'accordo è parte integrante di un piano annunciato lo scorso aprile dal premier giapponese Fumio Kishida, che prevede prestiti finanziari all'Ucraina fino a 300 milioni di dollari.

 

 

Ore 0.40 - Esplosioni sono state udite a Leopoli nelle prime ore di oggi. Lo rende noto il sindaco della città ucraina occidentale Andriy Sadovy, citato dal Kyiv Independent. Corrispondenti della Cnn parlano da parte loro di una serie di esplosioni udite nel centro, nel nord e nel nordovest di Leopoli intorno alle 00:45 ora locale, poco dopo che le sirene dei raid aerei avevano risuonato in città. Esplosioni sono sate sentite anche da un testimone - citato dal canale americano - che vive a circa 30 chilometri di distanza da Leopoli, città a circa 70 km dal confine con la Polonia.

Ore 0.05 - Dopo le trattative che hanno portato all'inizio dell'evacuazione dei militari ucraini dall'acciaieria Azovstal di Mariupol, Kiev continua «la massima attività diplomatica in altre aree, nell'interesse del Paese». Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, citato dall'agenzia Ukrinform, in un discorso alla nazione. «Il lavoro continua - ha detto ancora il presidente -. Questo lavoro richiede delicatezza, e tempo».

 

 

Ore 23.55 - «Speriamo di poter salvare i nostri ragazzi», perché l'Ucraina «ha bisogno di eroi vivi, e penso che ogni persona giudiziosa capirà queste parole». Lo ha detto il presidente Volodymyr, citato dall'agenzia Ukrinform, confermando l'avvio dell'evacuazione dei militari che per 82 giorni hanno difeso l'acciaieria Azovstal a Mariupol. All'operazione, ha aggiunto Zelensky, partecipano l'esercito ucraino e l'Intelligence in collaborazione con la Croce rossa e l'Onu.

Ore 23.30 - L'Ucraina ha confermato l'evacuazione di 264 militari dall'acciaieria Azovstal di Mariupol. Si tratta di 53 soldati feriti, condotti a Novoazovsk, e di 211 altri combattenti portati a Olenivka, nel territorio controllato dai separatisti filorussi di Donetsk. Questi ultimi sono poi stati ricondotti nelle zone in mano alle forze ucraine nell'ambito di uno scambio di prigionieri. Lo ha riferito lo Stato maggiore di Kiev su Facebook.

 

 

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